Stelle cadenti

Stava lì, immobile, come ogni sera, a fissare quel soffitto magico, luminoso, immenso.

Guardava il cielo scuro, intenso con tanta meraviglia e interesse. Osservava le stelle, puntini che brillavano da lontano; provava a contarle, ma ogni volta rinunciava, un po’ delusa, alla sua impresa impossibile.

Sin da quando era piccolissima il cielo l’aveva stupita e conquistata, tanto che ogni sera, prima di addormentarsi, saliva sul tetto della sua casa, si sedeva sulle vecchie tegole rossicce e lo osservava.

Era una bambina di otto anni, graziosa, intelligente, con i capelli castano chiaro colore del miele e due occhi verdi bellissimi e profondi.

Anche quella sera cercò di contare le stelle, ma erano troppe per lei e alla fine il fresco venticello la convinse a rientrare nella sua cameretta.

Si stese sul suo lettino e continuò a guardare per un po’ la luna e le stelle dalla sua finestra; alla fine si addormentò.

L’indomani, subito dopo cena, prima di andare a dormire, la bambina tornò sopra il tetto e si sedette sulle solite vecchie tegole consumate.

Quella sera il cielo era particolarmente bello, luminoso, quasi splendente.

La bambina lo osservava rapita; guardava la luna, le stelle, forse anche loro la vedevano. Avrebbe voluto prenderne una e tenerla sempre con sé, magari sotto una bella campana di vetro accanto al comodino, ma erano troppo lontane per lei.
Mentre una brezza leggera le scompigliava un po’ i capelli, continuava a guardare il soffitto luminoso che la sovrastava, ricoperto di puntini.

Tra le tante stelle, ne notò una che non aveva mai visto prima; era così piccola, ma sembrava che brillasse più delle altre.

“Come sei bella”, le disse la bambina, “ e come devi essere felice… Da lassù vedi tutto il mondo e tante persone ti ammirano”.

“E’ vero, da qui vedo tutto e anche se tu non mi avevi notata prima, io so che ogni sera vieni a guardare il cielo”, rispose sorridendo la stellina.

La bambina fu davvero contenta di quella risposta, le disse che il giorno successivo sarebbe tornata a salutarla e la stellina le promise che sarebbe stata ad aspettarla.

Così fu per tante sere e ogni sera la bambina e la stellina parlavano a lungo.

Lei le raccontava cosa aveva fatto durante tutta la giornata e la stellina stava ad ascoltarla incuriosita e interessata, e a sua volta le raccontava storie bellissime di posti lontani, storie di pianeti, stelle, luci….

“Vorrei proprio venire lassù da te”, le disse una sera la bambina. La stellina sorrise, “mi sembra un po’ difficile”, le disse.

“Se avessi delle ali volerei subito da te, e diventerei una stella, bella e luminosa come quelle che sono nel cielo insieme a te”, proseguì la piccola, “e non mi sentirei sola, perché ci saresti tu a farmi compagnia. Vedrei tutto il mondo dall’alto e sarei contenta di illuminarlo con la mia luce.”

La stellina sorrise ancora, però non rispose, non sapeva cosa dire.

“Ma so che questo è impossibile”, disse la bambina, “e tu? Non puoi venire qui? Ti terrei sempre accanto a me e illumineresti tutte le mie notti”.

“Posso avvicinarmi, ma non posso restare con te; il mio posto è questo”, le disse la stellina.

La bambina rimase stupita e allo stesso tempo contenta e le chiese di avvicinarsi.

La stellina allora scese lentamente dal cielo con tanta dolcezza e si posò sopra il tetto accanto alla bambina.

Parlarono a lungo. “Ora è meglio che vada”, le disse infine la stella, “è stato un piacere starti vicino”. “Portami via con te”, le chiese la bambina, “voglio essere anche io una stella e splendere in cielo, lo desidero con tutto il cuore”.

Inizialmente la stellina si rifiutò, ma poi capì che, se fosse venuta con lei, la bimba sarebbe stata davvero felice.

Allora la fece salire in groppa e la portò su su nel cielo e la bambina divenne un puntino lontano, luminoso, la stella più bella che illuminava il cielo.

Da quel giorno quando si vede una stella cadere, si dice che un desiderio si realizzi e se osservate bene il cielo stasera, forse riuscirete a vedere anche voi quelle due bellissime stelle che splendono più delle altre.

2 pensieri su “Stelle cadenti”

  1. Io sono del parere che ognuno ha il suo posto, sia in Cielo che in Terra.
    Però questa é una favola, carina e dolce e i desideri, si sa, si vorrebbe vederli realizzare.
    Da stasera guarderò con più attenzione il cielo…
    Un caro saluto.
    Sandra

  2. Molto bella, terribile e consolatoria. Grazie, ancora una volta le fiabe sanno dire ciò che spesso non ha parole. Egi

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