La Farfalla

Le spighe dorate erano mature e i chicchi di grano premevano per uscire come un seno prosperoso costretto da un corpetto minuscolo. Il campo era illuminato dal sole e con quelle macchie rosse dei papaveri, visto dall’alto sembrava una grande pepita, che arricchita da tanti rubini formava uno spettacolo stupefacente.
Una farfalla, che giocava felice ora schiudendo ora serrando le ali, mentre ascoltava le cicale che vivendo il loro tempo si esibivano nel concerto dell’estate, si soffermò a guardare la più bella storia d’amore tra due coccinelle, il maschio, sapendo che la femmina soffriva per il fatto di avere quelle piccole macchie nere sulla schiena, si muoveva su un papavero e con gran fatica staccava un minuscolo lembo di petalo nel tentativo, impedito dal vento, di coprigli quella vergogna.
 I due bellissimi amanti si accarezzavano scambiandosi minuscoli sguardi, le cicale accortesi della scena aumentarono l’intensità del canto come volessero suggellare quell’atto. La farfalla estasiata si pose sul tulipano vicino e racchiusa nei suoi pensieri ricordò quando da giovane viveva quei momenti felici. Si voltò per osservarli di nuovo, ma i due insetti erano spariti lasciandosi calare lungo il gambo del fiore, fino a raggiungere una zolla di terra che ponesse al riparo la loro platonica avventura.
Le formiche che da mesi scavano per preparare le rimesse per il cibo invernale, contavano i giorni basandosi sul canto delle cicale, sapevano che ogni giorno una di loro si spegne e mentre cala l’intesità del suono, si avvicina il giorno della mietitura, festa solenne per loro che lascia sul terreno una messe di grano che basterà per tutto il tempo del gelo.
La farfalla intanto svolazzava felice nella sua cromatica libertà su quell’enorme tesoro della natura e pensando alla gran fortuna che la vita gli aveva riservato ammirava lo spettacolo dall’alto, quando una piccola macchia nera cominciò a formarsi sull’ala sinistra capì che il tempo stava finendo e il sole piano piano si stava spegnendo.
Passato l’inverno la farfalla tornò in quel campo, ma lo spettacolo era finito, la grande pepita che tanto l’aveva estasiata non gli dava più nessuna sensazione, le coccinelle le sembravano tristi e le formiche non riusciva più a vederle.
Ogni giorno il sole si alza per tutti, la differenza sta tra la farfalla e chi riesce a vederlo.

 

3 pensieri su “La Farfalla”

  1. Molto suggestivo.
    Hai reso l’idea come poche persone sanno fare.
    Complimenti.

    Davide.

  2. Hai descritto un mondo bello e delicato; sono poche, credo, le persone attente e prese da questo fascino, dico poche, perchè altrimenti non si spiegherebbero le brutture della razza umana. Complimenti. Ciao. Sandra

  3. fai parlare la natura che ti circonda e ti immergi tra le spighe di grano rotolando su quel magico tappeto d’oro……… tu sei il protagonista di questo sogno e sono le cicale che ti stanno ammirando, anche le farfalle e le cicale che con il loro suono inneggiano il tuo amore…… l’amore per la vita!!
    adesso ritorna verso il campo di grano ed ascolta i suoni della natura, guarda il volo degli uccelli e sorridi… riempi il tuo cuore di ricchezze…
    ciao ciao

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