La mostra

Mi sa d’inutile.
Di vista e già provata
questa usata realtà,
che può bastare ed entusiasmare chiunque:
di certo non ci riesce con me.
Indotto per natura a volare,
affrontando i rischi del mestiere:
accorgersi stanco
di trascinare in giro il mio universo
cercando ammiratori
ma trovando opportunisti adulatori
capaci soltanto
di involontarie apparizioni emozionali.
E chiedere loro un consenso,
adesso credo sia uno sbaglio.

Ho deciso, mi riposo:
lascio aperta la mostra dei quadri di volti;
da quelli pensosi, figli di sforzi,
per capire significati e parole,
segnati da storie,
a quelli innamorati veramente e mai notati.
L’ingresso è libero
come pure l’interpretazione,
perché questa volta non voglio spiegare
neanche le regole base
per poter leggerne correttamente
i significati tra le righe.

Giudizi o complimenti
son davvero indifferenti.
Resterò ad aspettare,
a guardare i sorrisi o le smorfie
di chi, passando da qui,
ha provato orrore
o si è voluto beare
per aver preso parte
all’esposizione delle mie opere d’arte.

5 pensieri su “La mostra”

  1. L’umanità passa con tutte le sue mille sfaccettature mentre il poeta si ferma e sta a osservare riservandosi la sospensione di giudizio, fermo nella sua coerente certezza.
    Una riflessione interessante.
    anna

    (Se può interessarti la mia idea, eviterei assonanze che ricordano la rima oppure strutturerei diversamente il verso.
    Sostituirei anche quell’ “accorgersi” dell’ottavo verso con un “accorgermi”).

  2. Tutto ciò che si fa si dovrebbe imparare a farlo solo per se, disinteressandosi di ciò che pensa o non pensa la gente.
    Esprimere se stessi è in fondo io credo un regalo che ci facciamo, una concessione alla nostra vanità o anche solo uno sfogo di un’urgenza che sentiamo dentro e che preme sulle nostre dita per essere liberata.
    C’è troppo amaro in questi versi, una pacata rassegnazione che rattrista: mi manca il “cantastorie” che ho conosciuto, entusiasta, appassionato, fremente…..: dov’è finito?

  3. Grazie per i vostri commenti!!! Anna, certo che m’interessa la tua idea e farò il possibile per seguirla anche se sono un “fan” delle assonanze e in alcuni testi mi viene spontanea cercarla. Potrei sostituire “accorgersi” con “accorgermi” ma l’ho lasciato così perché, seppur parlo in prima persona, ho voluto con quella parola immedesimarmi un po’ con tutti! Ice mi fa davvero piacere che ti ricordi del “cantastorie” appassionato che c’è ancora. In questo testo è in “sosta” un po’ scoraggiato perché a volte seppur si dimostrano le proprie emozioni e ci si fa conoscere per davvero come persone, sembra quasi di non essere apprezzati. Ma poi si riparte con le proprie certezze e ritorna… la passione!!!

  4. Mi piace l’originalità del tema trattato, il ribaltamento del punto di vista. In fondo siamo tutti “in mostra”, più o meno consapevolmente. L’artista osserva il pubblico, che a sua volta diventa specchio dell’emozione (positiva o negativa) suscitata dalle opere.
    Se posso permettermi, però, hai scritto un testo in prosa che considero più una riflessione che una poesia. Rivedrei un pochino la sintassi.
    Con simpatia

    Katia

  5. Grazie Katia per il commento. Si, hai ragione, non e’ una poesia poichè della poesia non conosco nemmeno le regole tecniche di scrittura. Mi ritengo un autore di testi in prosa in cui credo di esprimere riflessioni dal “contenuto” emotivo. Per me anche i testi delle canzoni sono “espressioni poetiche moderne” e mi rifaccio a quel genere nella mia scrittura!!!

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