Rewind

Non avremo forze per tornare indietro
e ci resta solo l’amaro boccone,
il forte magone dentro la gola.
L’unica via è ammettere
che nemmeno l’amore è abbastanza per noi.

Viviamo di fili e mosse,
seguendo i capitoli di un copione
guardandoci bene dal non saltare le battute.
Guidiamo troppo forte una storia vuota,
il guard rail stride è fa lo stesso rumore della realtà.

Noi davanti a tutto fino a ieri,
tutto il mondo tra noi in un attimo che non scorre,
resta fermo, paralizza i respiri, congela i tramonti.
Dovremmo guardarci di più, spiccare il volo
e lasciare radici, catene e diari di un passato ammuffito.

Dovremmo cercare nuove stanze bianche da dipingere d’oro
e poi decidere di buttar giù le finestre e respirare il vento,
lasciare che asciugi le ferite, che rigeneri il cuore,
che asciughi e appassisca gli umidi ricordi;
riscrivere il nastro, salvarne i nuovi profumi.

Dovremmo riprenderci quei vasi in creta ed estirpare le spine,
far nascere miriadi di ortensie lilla
che poi siano il simbolo di nuova vita, di un inizio,
un rewind colorato che azzeri la mente e le promesse
e scolorisca e dissolva le nostre antiche attese disattese.

Regaliamoci un giardino ed un labirinto
e dentro perdiamoci nel tempo, invecchiamo giocando.
Rincorriamoci ogni giorno sbattendo contro pareti di rose gialle
e con i petali creiamo scudi d’amore
con cui proteggeremo i sogni che verranno.

Non voglio sveglie alle pareti del nostro appartamento,
non voglio campane e richiami,
non vorrei svegliarmi nemmeno se fosse vero.
Dovremmo immaginarci felici, avremmo uno spunto,
un punto di partenza, un obiettivo, avremmo una casa.

Dovremmo dircele quelle parole strambe che pronunciavamo ridendo
sotto il sole d’estate, fra le onde di un mare agitato mai quanto noi.
Non trasformiamoci in esseri tristi e insoddisfatti;
cambiamo pelle, cambiamo abitudini, cambiamo nome
e chiamiamoci brezza e scirocco, riva ed onda, luce e buio.

Non avremo forze per tornare indietro
ma ho mille fogli di nuovi disegni.
L’unica via è ammettere
che il giorno continua dopo il tramonto,
cambia d’abito e si veste di nuovi colori.

Dovresti solo aspettarmi
torno in camera, spengo le luci, faccio buio,
chiudo a chiave e saremo nuovamente nuovi;
ancora vivi, nonostante tutto legati dal destino
che non smette di scrivere i capitoli del nostro sogno.

6 pensieri su “Rewind”

  1. Caro Raf,
    hai scritto una lirica mirabile.
    Articolata, seducente e coraggiosa, quasi dolorosa nel pensiero, ma ricca di speranza.
    Non capita spesso di riuscire a modulare le idee, le parole e i tempi in questo modo.
    Sei bravissimo.
    Non riesco a dire altro, come il bambino davanti al negozio di giocattoli dico: bellissimo!
    anna

  2. I fogli bianchi ci sono, caro Raf, dobbiamo solo utilizzare il buio in maniera diversa, dobbiamo solo credere ai giochi che ammazzano l’indifferenza e la noia, dobbiamo solo prenderci il nostro posto nel Mondo e continuare a farlo crescere. Difficile, ma non impossibile, e noi siamo qui con l’inchiostro a graffiare un cielo che non sa più neanche di che colore era ieri.
    Magnifica.
    Un saluto.
    Sandra

  3. Caro Raf, mi limito solo a complimentarmi con te! Sull’argomento hai già detto tutto con passione e dolore…
    Ti dico Bravo e ti ringrazio per le emozioni che mi hai trasmesso!
    Un abbraccio,
    laura

  4. Grazie a Sandra e Anna.
    Parole sante Sandra! Il più delle volte manca solo il coraggio, altre volte manca l’autostima e la tenacia.
    Ma lo sbaglio più grande è continuare a far finta che tutto sia normale quando di normale c’è la monotona vita priva di emozioni. Il coraggio sta proprio nel fermarsi e rendersi conto che bisogna un attimo tornare indietro perchè qualcosa si è “perso per strada” per poi riprendere il cammino con nuove “regole”, idee e prospettive. Ma fermare “la macchina” della routine non è facile. Tutto vacilla e le vecchie sicurezze non esistono più.
    Grazie per la lettura.
    A presto
    Raf

  5. Ciao Raf, mi unisco a quanto hanno scritto Anna e Sandra.
    E’ una poesia molto bella, articolata ed anche piuttosto lunga ma leggibilissima.
    La lunghezza di una poesia a volte è sinonimo di noia e ripetizioni, invece questa scorre bene anzi benissimo.
    Questa volta sono io che ti dico che hai scritto cose che avrei voluto scrivere in questa maniera ma di sicuro non ne sarei stato capace.
    Bravissimo, 5 meritatissime stelle ed un caro saluto. QS-TANZ.

  6. Grazie Laura. In effetti scrivere poesie secondo me, oltre a racchiudere e dare sfogo ad un’emozione personale, ha il compito di trasmettere emozioni; evidentemente ci sono riuscito!
    QS-Tanz cosa dire a te per ringraziarti?
    Hai ragione, questa è forse una delle più lunghe che ho scritto ed è nata in 3 minuti, mentre in sottofondo ascoltavo una canzone che ne è stata la “musa”. Di solito sono un po’ “ermetico” ma questa è uscita così come la leggi, spontanea e… lunga.
    Grazie del sostegno che mi dai ogni volta.
    Impossibile che non ne saresti stato capace, avresti certamente saputo fare di meglio.
    Ciao
    Raf

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *