Il bastone

A minare la resistenza a sostenere quella maschera, che necessitava di essere restaurata di volta in volta, erano giunti una serie di piccoli avvenimenti all’apparenza innocui.

Una mattina dopo aver accompagnato i figli a scuola si era soffermato davanti alla vetrina di una cartolibreria. Ad attirare la sua attenzione erano dei pupazzetti di colore, di quelli alti quanto un pollice con un corredino fornitissimo per neonati, erano in saldo e lui si chiedeva come mai proprio solo quelli di colore costituissero un avanzo di magazzino da mettere in saldo. Eppure gli sembrava di ricordare di averne visto, nei mesi precedenti, una gran varietà di etnie.
Assorto com’era in quei vaghi pensieri non era ancora pienamente cosciente di qualcosa che lo infastidiva profondamente: un suono indistinto, con una cadenza regolare … ttamm – ttamm – ttamm.
Gradualmente quel suono si faceva strada in lui con una devastazione incontenibile. Non aveva raggiunto ancora a pieno il livello della sua coscienza ma già lo monopolizzava totalmente. Non si era accorto dell’interruzione del flusso dei suoi pensieri, e del fatto che stesse contando seguendo quel ritmo infernale … 1… 2… 3… 4… 5… 6…7… A quel punto si riscosse, ma qualcosa in lui era cambiato in modo irreversibile. Si voltò verso la fonte del suono e non vide altro che un anziano signore che se ne stava seduto su una panchina con il suo bastone. Il vecchietto indolente batteva ritmicamente la punta del suo bastone a terra. Produceva distrattamente quel suono innocuo per molti ma che per Lui fu la goccia che fa traboccare il vaso.
Rimase lì ad osservarlo per alcuni secondi, come se non avesse mai visto nulla di simile, come se quell’immagine giungesse assurda ai suoi occhi. Qualcosa di a lungo represso era ormai sul punto di esplodere tutto contemporaneamente; immaginò di avvicinarsi a quel vecchio, di strappargli il bastone di mano e mentre questi sollevava la testa per guardarlo con aria stupita lui gli fracassava il cranio a bastonate dando sfogo alla violenza repressa, poi gli ficcava il bastone in bocca e andava via. Questo aveva immaginato e aveva provato un piacere indicibile. Niente sarebbe stato più lo stesso ai suoi occhi.
Passò davanti a quell’uomo senza guardarlo, come se per lui fosse stato realmente eliminato e come niente fosse se ne tornò a casa.

Aveva scoperto un mondo tutto suo dove poter riversare tutte le sue frustrazioni, non ne avrebbe parlato con nessuno, per ora si trattava semplicemente di una innocente e innocua valvola di sfogo che non sarebbe uscita dal suo ambito di fantasia per ora…



3 Commenti per “Il bastone

  1. L’ira spesso sorge improvvisa e sembra impossibile dominarla.
    Riuscire a farlo è frutto di un continuo esercizio.
    C’era una volta un tempo in cui a una persona si chiedeva di essere “compos sui”, responsabile e padrona di se stessa, cioè capace di tenere a freno la bestia che è in ognuno di noi.
    Poi, un’altra teoria si è fatta avanti, grazie alle soap operas televisive e alla grande conduttrice, moglie del grande conduttore, che fa urlare quattro sciammannati nei nostri pomeriggi televisivi con un programma di grande share…
    La teoria, per altro messa quotidianamente in pratica, è quella di esternare le proprie emozioni e, per gli uomini, liberare il lato femminile che c’è in ognuno di loro come se le femmine fossero pappemolli senza dignità.
    Io vengo da una famiglia e da un’educazione in cui a ciascuno di noi si chiedeva responsabilità, controllo, educazione.
    Il che significa “compostezza” e di essere, cioè, “compos sui”, padroni di se stessi.
    Non mi dispiace di essere così.
    Quando sto per andare fuori dei gangheri, mi ricordo chi sono, da dove vengo e che immagine voglio dare di me.
    Qualcuno pensa che sia un ghiacciolo, io non penso affatto di esserlo.
    E, tanto per intenderci, riuscire a pensare, anche quando vorrei prendere a schiaffi chi mi sta davanti, mi dà l’indiscutibile vantaggio di riuscire a farlo sentire minus quam m… in un più o meno breve spazio di tempo.

    Bravissima come sempre.
    Ciao.
    a.

  2. Un racconto originale… lo vedrei bene come incipit per un romanzo giallo o un racconto noir. ciaociao

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