Entra! Entra!

A Natale i negozi si vestono a festa: abbaglianti luci e tormentoni natalizi sprizzano oltre le vetrine per accalappiare gente. Vetrine sempre più alte, ampie e luminose ammiccano ai passanti. “Entra… entra…” sembrano sussurrarti.
Una volta dentro il turbinio di luci e suoni s’intensifica e una voce strisciante e malefica t’ordina: “Compra! compra!”.
Quando il registratore di cassa ha compiuto il suo dovere, i sorrisi si spengono, lo scontrino fiscale dice: “Grazie e arrivederci”, il negozio si fa improvvisamente inospitale e ti sputa fuori sul marciapiedi. E tu riprendi a cercare più vuoto di prima lo spirito del Natale. Sconfitto e sconsolato, con la tua bustina contenente una costosissima schifezza, che vista al di fuori della vetrina, non sembra più questa gran cosa, cammini ciondolando, cercando di fartene una ragione, dando chissà quale presunto valore alla schifezza, ma che, in fondo in fondo lo sai anche tu: è solo una schifezza.
Le vetrine sussurrano forte adesso: “Entra! entra! È quasi mezzanotte, entra, devi comprare, non ti puoi astenere, è la notte di Natale…”
Le luci brillano più forte, i bagliori si fanno suadenti. Non t’accorgi che stai per ricascarci. Quasi portato per mano t’accosti leggero leggero e ti lasci andare. Stai guardando un’altra vetrina molto provocante ma hai già speso tutto prima, allora le luci si distorcono, diventano tetre, spettrali e formano ombre minacciose “vattene! vattene! fai posto imbecille, vedi che c’è gente che deve comprare”. Alle tue spalle una folla s’accalca, uomini e donne dagli occhi spenti. Li vedi venire verso di te, tutti uguali, tutti con lo stesso sorriso ebete, attratti dalle luci e dai suoni ipnotici della vetrina. Piano piano ti scansi allibito e loro, come automi, s’accalcano. Le luci li coccolano, li lusingano, fanno a gara per contendersi quegli occhi stralunati che non sanno più cosa guardare, sono ingoiati dal negozio. Entrano e spendono, spendono.
Quando la cassa finalmente li sputa fuori con lo scontrino fiscale in mano e lo sguardo assente, li vedi ciondolare alla spicciolata, li guardi bene, sono ancora tutti uguali. Un grido di terrore ti si soffoca in gola: t’accorgi che sono tutti uguali a te, t’accorgi di vedere tanti te stesso. Ormai annullato t’unisci a loro e vaghi, ancora e ancora…



7 Commenti per “Entra! Entra!

  1. Il Natale dovrebbe essere nel nostro cuore, nei ricordi, nelle immagini andate, nell’apprezzamento di chi ancora è vicino a noi, tutto il resto è appunto una semplice cornice commerciale che ogni anno si ripete, come occasione unica per vendere, e anche questo, tuttavia ha la sua importanza, ma sono i valori che vanno messi nella scala giusta e soprattutto, è la capacità di saperli individuare, classificare e non perdere di vista, è tutto questo, a mio avviso, che l’essere umano dovrebbe tenere presente, proprio per non perdersi nella superficialità.
    Un saluto.
    sandra

  2. Lo spirito del Natale…
    Ce lo siamo perso?
    Forse sì, strattonati da mille parvenze di “altro” che luccica e inganna travolgendo quell’idea di Natale che nascondiamo nel fondo del cuore e che si esprime in poche parole: semplicità, famiglia, senso, essenzialità.
    E siamo così distolti dal significato vero che vaghiamo alla ricerca di sostituti che minimizzano la grandezza del significato stesso.
    Come, quindi, recupereremo lo spirito del Natale?
    Ritornando umilmente a stabilire se nel Natale è o non è l’origine della nostra identità comune.
    Una scelta dura e difficile…
    Un abbraccio, Francesca, e Buon Natale!
    anna

  3. Insoddisfazione, solitudine, carenza d’affetto…
    Si cerca nelle cose il modo di colmare un vuoto interiore e nel possesso quella pienezza che manca…
    Mai come oggi il denaro mostra il suo diabolico potere.
    Ci dà il potere dell’acquisto, ma acquisto di cosa? Non di ciò che necessita per vivere, ma di ciò che non necessita per “sentire”: sentirsi come gli altri, ingranaggi dello stesso meccanismo, attori della stessa scena.
    La “schifezza” che ci portiamo a casa è una specie di auto-carezza, una gratificazione che ci concediamo ma anche un’ammissione di disagio e sofferenza di fronte ad un mondo povero di gesti d’amore per gli altri ……
    Sei sempre grande nel sottolineare ciò che appare in secondo piano e solo agli occhi di chi sa guardare con il cuore ……

  4. Grazie ICE. I tuoi commenti mi danno sempre la sensazione di un caldo abbraccio.

  5. Provo a commentare e provo a farti le pulci (mi è stato chiesto).
    Premetto che non ho letto gli altri commenti e premetto che non è mia abitudine spulciare negli altrui racconti, cerco di capire però, in questo, cosa tu vuoi dire cosa ti tormenta. Racconti come è sbagliata questa società? Non credo, racconti del valore che si dà alle cose? Non credo nemmeno a questo, sarebbe troppo banale, interpreti il proverbio dell’erba del vicino che è sempre più verde? Penso di no, c’è qualcosa di nascosto che tu vuoi dire che tu vuoi esprimere, forse leggendo altri tuoi racconti lo scoprirò.
    P.S sono un amico della signora Elena Rast

  6. Indaga pure Stefano. Appena scopri qualcosa dillo anche a me. Grazie per la tua voglia di capire. Un saluto ad Elena.

    P.S: è lei che ti ha chiesto di farmi le pulci? (che domande… Chi altri?)

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