Cadere

C’è qualcosa di positivo nel cadere, nello sprofondare: più si scende in basso e più ci si avvicina a se stessi. Mi sto guardando molto da vicino in questo momento. Dovrei trovarmi  molto patetica per come sono caduta in basso ma non è così.

Mi osservo, vedo una donna di quasi 40 anni che ha fatto molti errori, li vedo segnati sulla sua pelle. Graffi, cicatrici, marchi a fuoco, segni a vista sul viso. E’ una donna stanca quella che vedo, stanca di cercare, di chiedere di lottare. Forse il suo starsene accovacciata nel fondo di se stessa è quanto di più sicuro ha trovato e se ne sta lì senza dire più una parola. Le parole si fraintendono e allora lei ha deciso di tacere. Muto anche il suo silenzio, tutto tace intorno a lei, anche la vita le passa accanto in punta di piedi per rispettare la sua scelta. La scelta è stata di cadere, a braccia aperte occhi socchiusi a catturare un solo raggio di cielo e poi lasciarsi andare all’indietro in un volo d’angelo ultimo salto, ultima scelta libera, forse la prima, forse l’unica. Cadere è una scelta non una debolezza. Lasciarsi andare, perdere tutto è una scelta che si può fare solo aprendo le mani e lasciando andare tutto. Ecco lei ha scelto di lasciare la vita libera di sfuggirle fra le dita. Nessun rimpianto, la sola sicurezza di cadere è il cuscino d’aria che si concede. Cadere, la scelta. Cosa c’è di più libero che cadere?

I piccoli vortici d’aria carezzano la pelle su quel viso, fra i capelli l’estrema carezza del vento e l’attrazione al suolo, semplice, chiara, la sola sincera e spudoratamente vera. Non ci sono inganni, il suolo attrae ne è attratta. Sarà un rovinoso abbraccio ma schietto, senza dubbi. L’abbraccio della madre terra, cruda ma vitale. Sarà la fusione agognata, non ci sono vie di mezzo se cade sarà abbracciata, amata. Sarà l’amore per sempre. E allora cadere è amore, amore è cadere, perdersi, scivolare, scendere in basso, prostrarsi in se stessi, conoscersi fin nelle viscere più indigeste, odiarsi perché lì in fondo ci si conosce e conoscere se stessi non è mai conoscere una persona piacevole. E’ lì in fondo, in basso che si relega il peggio di sé, l’inaccettabile dagli altri e persino da se stessi. Cadere è un profondo atto d’amore verso sé. Accettare di conoscere le brutture che si hanno in fondo al cuore è la prova d’amore più estrema che ci si può tributare. Conoscersi,  guardarsi con disgusto e comunque accettare di vivere con se stessi è la prova assoluta. Non ci si può nascondere qui in basso, il buio che ci si trova non lascia scampo. Quel buio è l’estremo chiarore, la visione totale, la dimensione sconosciuta. E’ alla luce di quel buio che vorrò guardarmi. Spengo le inutili luci del mondo di sopra e scelgo di cadere, lo devo a me stessa come ultimo atto d’amore, il solo che mi sia mai concessa.



8 Commenti per “Cadere

  1. La maggior parte delle persone scende sempre con cautela nelle proprie cantine, gradino dopo gradino, spesso fermandosi e tornando indietro, rimandando. E’ vero: ci vuole coraggio per tuffarsi, forse il coraggio dell’incoscienza o quello della disperazione……
    Quando si è soli in mezzo al mondo, tutto pare ineluttabile, insuperabile, inevitabile.
    Un gesto, estremo, l’unico possibile….
    Forse un orgoglioso schiaffo al nulla: “Niente ho avuto, e al niente mi sottraggo, da me sola, con la mia volontà, che è tutto ciò che mi rimane …”
    Serve sempre coraggio per leggerti AMD perchè gli specchi che ci poni davanti riflettono immagini che ognuno di noi ha già guardato, almeno una volta nella vita, nei propri…..

  2. Grazie CM.
    Grazie per il coraggio che mostri guardandomi, guardandomi davvero, ogni giorno.

  3. Eihhh Francesca Sommantico, cavolo ci siamo noi, ci sono tanti percorsi da fare scrivi a noi…
    Veniamo a trovarti portiamo la carne facciamo una bella grigliata….
    Cavolo dai…..

  4. Chissà perchè, ma leggendo questo racconto di vita mi viene in mente un film, “I ponti di Madison County”…
    L’attimo che illumina una vita e poi la normalità della vita quotidiana.
    Spesso capita così e poi si viaggia di conserva.
    Leggevo il commento di Davide…
    Se organizzi la grigliata, passo anch’io di lì.
    Un abbraccio.
    Bellissima rappresentazione dello sconforto.
    a.

  5. Tranquilli! Sono ancora tutta intera.
    Cado ma mi rialzo eh!
    La grigliata? Ok… A quando??
    Felice di avervi
    Grazie

  6. Mi ero spaventato….
    Dai fate capire anche al Folletto….
    Donne, mi spavento…
    🙂

  7. Amo questo racconto è bellissimo e spudoratamente vero.
    Cadere, la forma più affascinante di conoscer se stessi.
    Sei una bravissima scrittrice!

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