La piazza metafisica

Accese oppur velate

da ombre o rai vermigli,

qual statue marmoree

dai volti alienanti,

rapiscono lo sguardo

le Muse inquietanti.

Del boscoso Parnaso

e del sacro Elicona

le vette han lasciato:

sulla rossa scacchiera

poggiano immobili

in una calda sera

tra alte ciminiere

d’imprese industriali

e il segno del potere

della nobile casata

che resse quella terra

dai ram del Po bagnata.

Mutato è il loro aspetto:

non più dolci fanciulle

maestre delle arti,

ma rigide colonne

private di sorriso

dalle calcaree gonne.

La piazza è un’illusione,

un tacito deserto,

un luogo senza tempo

avvolto nello strazio:

un torbido scenario,

metafisico spazio.

3 pensieri su “La piazza metafisica”

  1. Ciao Andrea, la tua poesia mi ricorda un quadro di De Chirico, premio la tua originalità e fantasia.
    Saluti EMA

  2. Grazie EMA…hai colto nel segno, il riferimento è proprio al dipinto “Le Muse inquietanti” di De Chirico…le poesie che sto pubblicando adesso fanno parte di una raccolta che trae ispirazione dai capolavori dell’arte.

  3. Parole colte e ricercate per commentare i celebri quadri che le ispirano.
    anna

    p.s.:
    dai “ram” del Po bagnata > immagino che sia un errore di battitura…

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