Non ho saputo vivere

Mi hanno insegnato a guardare il mondo dalla finestra,

ma io volevo girarlo, respirarlo, viverlo.

Mi hanno insegnato l’ordinarietà che credono serva per vivere.

Mi hanno insegnato ad aver paura di quello che non conosco,

ma io volevo solo conoscere,

volevano una macchina senza sentimenti,

ma ho conosciuto tutte le emozioni,

ho scoperto la libertà,

ho imparato a volere,

ma mi rendo conto che avendo passato la vita ad ascoltare gli altri l’ho rovinata,

e ora in fin di vita aspetto la bella donna chiamata morte che mi abbracci

e mi tolga dai dolori terreni,

per farmi apprezzare le gioie che con lei verranno.

E mi accorgo che ho passato la vita a campare per gli altri e non ho dunque vissuto per me.

8 pensieri su “Non ho saputo vivere”

  1. Ciao dadda (mi ricorda un amore bellissimo), mi congratulo per il phatos della tua poesia ma spero, per te, sia inventata. Avrei visto meglio “ho imparato a volare” anzichè “ho imparato a volere. kisses…

  2. Triste e amara realtà di tante persone (spero che non sia riferita a te). Mi é piaciuta.
    Ciao. Sandra

  3. in effetti salvatore mi sono accorta di avere scritto sbagliato.. volevo dire ho imparato a volare..

  4. anche “ho imparato a volere” è bella anzi, forse è meglio…son belli i ricci dei tuoi capelli….

  5. Credo, che ci sia molta intensità nella poesia e credo che tu sappia vivere più di ogni altra persona che pensa di saperlo fare, poiché io credo che il solo fatto di renderci conto che stiamo vivendo nella maniera sbagliata è prova di grande maturità interiore, di grande consapevolezza e di coscienza. La poesia non la giudico, non lo trovo onesto, è tua e la rispetto, ma leggendola mi ha commosso e se mi ha commosso… è una grande poesia.

  6. Grazie mille dei vostri commenti fa sempre piacere sapere che riesco a far capire quello che realmente esprimo..

  7. Onestamente penso che tu non abbia ascoltato solo gli altri, ma hai ascoltato molto la tua paura.
    Oggi siamo nel 2011 e, sicuramente nessuno leggerà la mia risposta, ma sono sicuro che non dipende solo dagli altri la tua sconfitta.
    Consolati. Come diceva il maestro Alberto Manzi (http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Manzi) Non è mai troppo tardi. Non preoccuparti di come ti guardano gli altri e cerca di essere te stesso con grande rispetto degli altri.

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