Il silenzio del mio cuore

Quel ricordo è ritornato alla mente, più vivo che mai: sono andata a cercarlo, a stanarlo nei luoghi bui della memoria, e lui è riemerso più vivo che mai, colpendo tutti i miei sensi. Gli ho dato la caccia, lo so, ho allertato ogni parte di me per farlo riaffiorare e Lui non si è fatto pregare. Ho cercato la musica giusta – quella di quella notte -, ho gustato il sapore di un Black Russian, ho fatto sì che una foto di tanti anni dopo mi rimandasse quegli occhi, quello sguardo, che è sempre lo stesso. Ho ritrovato i contorni di quella bocca, risentendola sulla mia. Ho voluto rivivere quegli istanti e li ho rivissuti con la stessa intensità di allora, come se il tempo non fosse mai trascorso, come se la mia vita dopo quel momento non ci fosse stata.

Ho cancellato in un colpo solo tutte le ragioni del mio “No”, dei miei “No” e ho rincorso quel ricordo e lo sto ancora rincorrendo, anche se mille sono le difficoltà che sto incontrando … la mente ha cancellato i contorni lasciando intatto solo Lui: con difficoltà ho ricordato la canzone che mi ha fatto volare dentro di lui, che ci fece perdere e ritrovare in quella notte, che ci legò in quei momenti e che, forse, mi ha reso sua più di quanto non lo sia mai stata di nessun altro.

Mi sono accorta, così, che dentro di me Lui, d’allora, c’è sempre stato e forse c’è stato da quel nostro primo incontro di quasi venti anni fa, da quando i nostri sguardi per la prima volta si sono incrociati … e ancora oggi è parte di me.

Sento oggi le sue mani, la sua voce, i suoi baci come se tutto fosse accaduto soltanto ieri, lasciando su di me il sapore intenso, il profumo penetrante, l’essenza di una notte trascorsa insieme.

Non so se è ciò che vivo oggi che mi ha spinto nuovamente a Lui o è Lui, che in questo momento di fragilità, si è ripresentato con tutta l’arroganza e la prepotenza di quell’essere rimasto “in sospeso”!

Non è stato per questo motivo che l’ho lasciato lì, cristallizzato nella perfezione di quei momenti, preservandolo dalla corruzione della quotidianità? Non è stato per quella smania di eternità di un istante, unico e irripetibile, che ho dato alla mia vita una direzione diversa rinunciando a Lui?

Oggi mi chiedo se è stato per il troppo amore o per un puro egoismo che decisi così, ma se oggi sono qui a ricordarlo, a raccontarlo e viverlo intensamente, forse, è stato l’amore grande che avevo dentro di me che mi fece scegliere per quel “No”!

Chissà se Lui ha capito il perché delle mie scelte, se il suo ricordo è mai tornato a noi! Ma, alla fine, cosa importa saperlo, non è per questo che scelsi quel “No” pur volendo gridare mille volte “SI”! L’ho fatto per me, per Lui, per chi era importante per Lui! Ciò che conta è che sia io a sapere le ragioni profonde di quella scelta, così come in realtà non è importante sapere se lui ogni tanto, in questi anni, abbia pensato a me! E’ vero che, in fondo al mio cuore, spero che sia stato così perché ciò renderebbe questo ricordo ancora più prezioso!

Negli ultimi anni credevo che questo mio nuovo amore avesse cancellato definitivamente il suo ricordo … e, invece, non è così. Oggi che sono qui, per l’ennesima volta da sola, mi ritrovo in compagnia di questi pensieri, di questi ricordi con la piena consapevolezza che non si tratta di un’evasione dalle insoddisfazioni di questa vita, ma è il desiderare che quella vita rinunciata diventasse “questa vita”.

Il mio cuore, così, si è spaccato in due!

Perché oggi devo sentire ancora il suo sapore e il suo profumo su di me? Perché devo sentire Lui come parte integrante di me?

Dopo così tanti anni sei ancora vivo in me, il tuo sguardo è una carezza che affiora dai ricordi e mi lacera l’anima, che si scioglie in gocce di melanconia. In tutti questi anni, sei rimasto imprigionato nelle pieghe di questo cuore, nelle corde dei miei sentimenti. Purtroppo oggi nulla ti sposta da questo luogo recondito in cui ti sei rintanato: mi basta chiudere gli occhi e tu sei qui, ci sei solo tu.

Perché mi fai questo, perché mi faccio questo? Perché ti sono venuta a cercare, perché ho voluto riaprire quella porta, che credevo chiusa, nonostante sapessi che questa follia ti avrebbe consentito di tornare a me non come dolce ricordo, ma come doloroso rimpianto?

Eppure il mio “No” non avrebbe mai dovuto portare a questo: dovevi rimanere solo come il più dolce e violento dei ricordi, come la perfetta unione che non è stata alterata dalla quotidianità. Questo dovevi essere, questo dovevi rimanere. Invece… hai fatto capolino piano piano, poi ti sono venuta a cercare, a recuperare da quell’angolo buio della mia memoria. Così sei apparso inalterato e ti ho rivisto così come quella sera di venti anni fa: i tuoi occhi di fuoco e il tuo sorriso orlo sul precipizio dei miei desideri.

Ti ho visto in quello specchio d’acqua denso di eccitante tensione, le nostre mani in cerca di un contatto rubato, desiderato … gli occhi fissi, immobili, inchiodati gli uni negli altri e quel tuo sorriso sul quale sono rimasta in bilico, pronta a lasciarmi cadere nel vuoto, perdendomi sempre di più in quell’abisso, senza pensare a nulla, con la chiara intenzione e la precisa volontà di lasciarmi solo andare, senza considerare le conseguenze. Quella notte ti avrei detto Si, mille volte Si!

Ma quello non era il tempo per noi … doveva passare ancora del tempo … dovevamo ancora vivere … dovevamo crescere … capire l’importanza delle emozioni, la necessità della rinuncia per gli altri … lo dovevo capire …

Il destino con noi ha giocato, ci ha anche raggirato… ha fatto sì che anni interi trascorressero prima che ci incontrassimo … per lunghi anni ci ha lasciato lì immobili a studiare fughe e rincorse …

Quanti incontri, dal nostro primo, si sono succeduti ed io fuggivo da te, perché non potevo starti accanto, perché eri fuoco vivo, desiderio e tentazione; eri passione e ghiaccio fuso che mi gelava il cuore e incendiava i sensi, confondendomi i pensieri. Così mi avvicinavo a te, cercavo di sfiorarti, ridevo con te, poi nuovamente in fuga … nuovamente il più possibile lontano da te!

Poi è cambiato tutto, improvvisamente una notte, dopo giorni e giorni succedutisi uguali a sempre, in un momento solo tutto è cambiato.

Uno squallido locale, un Black Russian tra le mani, gli amici intorno a noi, tu ed io l’uno di fronte all’altro, come tante altre volte, ma i miei occhi erano inchiodati ai tuoi e i tuoi ai miei, poi la vertigine … la mia bocca sul tuo petto, le tue mani sul mio volto, la ricerca vorace delle nostre labbra che si sono incontrate in un bacio, un bacio lunghissimo nel quale si sono dissolti quattro anni di fughe e rincorse: il mio precipitare in quell’abisso senza fine, senza fondo, un volo infinito sulla tua bocca, lo smarrimento della mia anima, l’incendio dei sensi!

Il tempo quella notte si è fermato e nella mia mente è rimasto impresso quel bacio e, poi, tutte le ore trascorse abbracciati fino all’alba … quelle ore in cui ciò che abbiamo vissuto è stato tutto, è stato amore, sesso, un “noi” messo a nudo tra baci e carezze, risa e dolcezze. Ore nelle quali ci siamo raccontati ogni nostro incontro, dal primo … e abbiamo riso tanto quando ci siamo detti che ciascuno di noi in realtà aveva attuato mille piccole fughe dall’altro in quei lunghi anni, che il desiderio era reciproco e ben celato per paura di un rifiuto dall’altro. Ancora oggi rido pensando a quanto siamo stati bravi a non far capire all’altro nulla… ma il destino aveva in mente un disegno diverso, un progetto che solo in quel momento poteva realizzarsi, non prima.

Ricordo tutto di quella notte, ricordo come siamo stati abbracciati, ricordo, come fosse ieri, il tuo sguardo diventato tenero, la tua bocca sulla quale mi ero persa, diventare la mia tana oscura. Il cuore a mille e i pensieri dileguati in te!

Quella notte non ti avrei mai fatto andar via, ma dovevi … poi sei tornato … ed è stato ancora più bello, perché quella sera siamo stati coppia, amanti, amici, uniti, legati … tanto che mi hai chiesto tutto ed io ti ho risposto con un pesante, doloroso “Ni” … e quel “ciao Amore” che mi hai detto dandomi un bacio e poi ancora un altro prima di andar nuovamente via, riecheggia ancora nella mia mente e tra un battito e l’altro del cuore.

Poi sono fuggita lontana da te, sono saltata su di un treno e sono scappata … non ho mai avuto paura di urlarti il mio “Si”, anzi ti avrei gridato mille “Si”, ma nella mia mente si era fatto strada un unico pensiero, che come una coltre di gelo aveva ricoperto il mio cuore: a quante vite, a te care, quel “SI” avrebbe creato dolore e quanto avremmo pagato la nostra felicità.

Non volevo, non potevo permettere, che tutto quello che di meraviglioso e unico c’era stato tra noi si sgretolasse sotto il peso del dolore degli altri, che sarebbe diventato dolore nostro!

Sono andata via in silenzio, senza dirti una parola che potesse spiegare le mie ragioni, ma non potevo darti la possibilità di farmi cambiare idea: se ti avessi incontrato, non sarei riuscita a dirti no … ecco perché sono fuggita, perché ho fatto sì che non ci s’incontrasse, almeno per un po’!

Il destino è stato beffardo e in quel periodo ci siamo incontrati tante e tante volte … di nuovo ci inseguivamo e ci sfuggivamo … ricordo una sera, il nostro primo incontro dopo quelle notti, mi portasti la mia adorata cioccolata, nel salutarti ti diedi un bacio sfiorandoti l’angolo della bocca, sfiorandoti la guancia con una carezza. In quel preciso istante l’anima mia vacillò, il tempo si fermò per un istante talmente intenso che è fermo nel mio cuore, inalterato ed eterno. Poi tu andasti via, quella volta fosti tu ad andare via, a voltarmi le spalle allontanandoti velocemente, lasciandomi lì oramai inchiodata al ricordo di te, consapevole che saresti stato con me e in me per sempre, certa che nulla avrebbe alterato quell’emozione eterna.

Qualche tempo dopo, il mio compleanno, una tua telefonata … la tua voce all’altro capo del telefono … il cuore balzava in petto, il respiro si fermava … le tue parole mi tagliavano l’anima, ti avrei gridato di correre da me, di venirmi a prendere e portarmi via, non importava dove, ma bastava che tu fossi con me … io con te … ma non potevo … non avrei sopportato il dolore degli altri … non potevo … non era più il nostro tempo o forse non lo è mai stato.

Ancora qualche incontro, ancora il cuore sospeso … e così sono passati questi lunghi anni nei quali sei sempre stato rintanato dentro di me, geloso segreto, vivido desiderio.

Poi le nostre vite si sono talmente allontanate che orma siamo così distanti che è come se ciò che tra noi c’è stato sia accaduto altrove e in un altro tempo … e così questo lungo silenzio è durato fino a oggi, fin a quando sono venuta a cercarti nella profondità dei miei ricordi, per trovarti lì intatto come se tutti questi anni non fossero passati …

Ho sbirciato tra le tue fotografie e ho visto che ancora oggi hai quello che avevi allora e questo mi rende felice, perché so che il mio “no” ha avuto un senso per te e per chi è per te importante.

Alla fine anch’io ho avuto ciò che più di ogni altra cosa volevo: che tu rimanessi eternamente dento di me con tutta la profondità del mio sentirmi tua. Il mio ricordarti lo dimostra, come lo dimostra questo legame che mi tiene unita a te, che ancora oggi provo e che mi fa dire adesso, per la prima volta e con tutta l’anima mia, Amore Mio Ti Amo.



1 Commento per “Il silenzio del mio cuore

  1. Un racconto tra il sogno e il desiderio, ai confini della realtà, pur avendo la struttura propria dell’autobiografia. Tutto sommato una storia come ce ne sono tante, lui e lei che si conoscono appena ma intensamente ed in loro rimane il “segno” di un amore possibile ma impossibile allo stesso tempo. Appare evidente il rimpianto della protagonista che rinuncia, sia prima che dopo, per motivi che è inutile indagare, ma che comunque appaiono molto seri.
    Dicevo che storie come questa non sono poi così rare ma in questo brano a colpire non è la vicenda bensì la forza emotiva che mavinda è riuscita a trasmettere al lettore. Anche ben scritto pur se, a mio avviso, le capacità narrative dimostrate sono tali da permettere all’autrice (o si dice autore?) di curare anche meglio l’esposizione onde renderla più fluida e scevra di ripetizioni.
    Tutto dipende da quante volte è stato riletto e corretto. Io personalmente, per un mio limite, ho bisogno di almeno una dozzina di riletture con relative correzioni. Complimenti… ciaociao

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