Migranti

Negli occhi il colore

di terre lontane

sulla pelle il sapore

di spezie pungenti

ed il cuore custode

di troppi ricordi.

Partono

affrontano l’ignoto

rifuggono la morte e la violenza

la fame ed il dolore.

Salpano

da lontani porti

dispersi nel mondo,

partono

nel cuore la speranza

di una vita migliore.

Migranti…

vite spezzate nel mare,

mete mai raggiunte

giorni senza luce,

muti

raccolti su se stessi

schiacciati dal destino.

Ma la paura non ferma

la voglia di “libertà”

e migrano ancora

per un nuovo futuro!

A.G. 2012



16 Commenti per “Migranti

  1. Dovremmo ricordarci che anche noi italiani, una volta eravamo migranti, andavamo all’estero e cercavamo di lavorare per guadagnare, forse, eravamo più fortunati perché gli italiani hanno sempre saputo fare i lavori (falegnami, muratori, etc) e chissà, purtroppo, oggi i nostri figli con le loro lauree andranno di nuovo a portare il loro ingegno all’estero.
    Una brutta storia e viene da lontano ma, è sempre attuale.
    Un saluto.
    Sandra

  2. Purtroppo è già una triste realtà quella dei giovani, figli nostri, costretti ad emigrare nei paesi dell’unione europea o altrove per far valere il proprio talento. Questi versi sono scaturiti dal cuore perchè si assiste da tanto agli sbarchi di questi migranti e ogni volta si sfiorano terribili tragedie. Penso non avrà mai fine e spero che il nostro paese sia sempre all’altezza delle loro aspettative di accoglienza. Un sentito ringraziamento a te Sandra per il commento.<3

  3. In cammino…
    Tutti siamo sempre in cammino e non solo praticamente, anche metaforicamente.
    Il nostro Paese, quello che io ancora in modo obsoleto chiamo Nazione, non credo che possa essere meta finale, non ha la forza per risolvere i mali lontani e come risolve quelli vicini é cronaca dei nostri giorni…

  4. Penso che l’emigrazione non sia un problema. Il problema nasce all’arrivo, in pratica l’inserimento
    in una nazione non propria, specie se non si possiede un mestiere.
    Purtroppo, si assiste a emigranti senza titolo e arte.
    Per cui, per i più, pur ottenendo una buona accoglienza non hanno salvezza di insersi attivamente.
    Ben si addice la rima, colore, sapore, dolore.
    Anche perchè, più che libertà e futuro, questi vogliono solo sfuggire alla fame.
    Un saluto carissimo Stefano

  5. Molto bella.
    Tema delicato e molto attuale che tu hai affrontato con naturalezza.
    Brava e 5 stelle.
    Un caro saluto. Nicolas Antares.

  6. Anna, credo anch’io che il nostro paese non può da solo risolvere tutti i problemi dei migranti, ma visto che approdano sulle nostre coste almeno dovrebbe risolvere il periodo di transizione per lo smistamento anche in altri paesi (spesso sono solo di passaggio). E’ importante inoltre la tolleranza e l’inserimento nei nostri territori perchè non tolgono il lavoro agli italiani (come ci fanno credere) ma svolgono spesso i lavori più pesanti e umili che nessuno vuol fare, adattandosi ad una vita misera pur di sfuggire a guerre e fame.
    Grazie per il tuo commento!

  7. Un sentito grazie a te Nicolas per averla apprezzata, per scriverla e rendere leggero un argomento così pesante e delicato ci ho impiegato più tempo e nottate, volevo trasmettere nei versi il mio pensiero ed i sentimenti che provavo nei loro confronti cercando di immedesimarmi nelle loro vite.
    Grazie mille per il voto.
    Mille saluti! 🙂

  8. Volevo ringraziare anche Stefano per il suo contributo, hanno fame e diamogli da mangiare ma onestamente offrendogli, se è possibile, anche una occupazione per guadagnarsi il pane senza elemosinare o peggio ancora diventare un delinquente.
    Saluti da Angela 🙂

  9. Dopo un lungo viaggio silenzioso, torno a visitare uno dei miei siti preferiti ma quel che trovo non mi piace molto.
    Al di là delle buone intenzioni trovo un componimento gradevole e delicato sugli altri, i diversi, i migranti ma ciò che non mi piace sono i lapsus più o meno consapevoli in cui la benevolenza si contrappone alle parole nei commenti.
    “Questi” (che hanno fame) mi sembra un modo di allontanarsi e distinguersi da altre PERSONE meno fortunate che al contrario dei nostri migranti italiani erano si, quasi tutti analfabeti spinti a migrare da fame e miseria.
    “Questi” odierni fuggono da guerre e tirannie oppressive in paesi in cui non riescono ad esercitare le loro professioni perchè tra loro ci sono anche dissidenti, avvocati, medici e professori affamati e miseri tra gli altri.
    Siamo quindi sicuri che non abbiano titolo o arte alcuna? O al solo vederli arrivare già il nostro giudizio perbenista li classifica derelitti da sfamare e basta? Mi scuso con i lettori e con Angela se ho approfittato per inserirmi qui con un commento che più che altro vuol essere una provocazione a riflettere meglio sul peso che l’uso delle parole può avere. Anch’io ho provato a immedesimarmi in loro con un racconto e penso che non sia cosa facile, per noi così fortunati.
    Cari saluti a tutti voi Luxia

  10. Ringrazio Luxia per il suo commento che ci invita a riflettere su quelli che consideriamo “altri”, diversi da noi per usi, costumi, religione, colore della pelle, comunque esseri umani costretti ad abbandonare i loro territori.
    Non è per niente facile capire ma si può cercare di non essere prevenuti o peggio isolarli, riflettiamo!
    Un saluto a Luxia
    Angela

  11. Mille grazie a te Lucia per averla apprezzata e votata!
    Saluti 🙂
    Angela

  12. Grazie di questa bellissima poesia, e del suo scottante e attuale messaggio, che mette l’accento
    su ingiustizie di questo mondo ( che non sono poche ) Un caro saluto a 5 stelle
    EMA

  13. Un sentito ringraziamento anche a te EMA per il commento a questa poesia che indubbiamente ritrae uno scottante problema di oggi:
    l’integrazione.
    Un abbraccio a te ed a tutti gli scrittori-poeti del sito.
    :))))))))))))))

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