San Rossore

Martedi 30 Ottobre. Mattinata uggiosa, cielo grigio, intrappolato da nuvole gonfie d’acqua. Caldo e umido.

Freccia veloce la macchina in direzione Firenze-Pisa. Purtroppo, una lagna snervante. Lavori sempre in corso, in tutte le stagioni. Una costante ormai da anni. Destinazione: S. Rossore, mi libero per sempre da un amante antico e noioso: l’alluce valgo bilaterale.

Ho preso questa decisione e proprio stamane me ne libererò per sempre.

E’ tutto pronto, sono in Clinica e in day hospital, non ho nessun timore, come sempre d’altronde, sogno solo i miei piedi belli, come non lo sono mai stati. Sarà un intervento eseguito non con la chirurgia tradizionale, ma in micro-chirurgia, una nuova tecnica, non invasiva, in poche parole, userenno un qualcosa che assomiglia ad una penna, ma che in realtà é una fresa.

Sono le 9,15, quando entro in sala operatoria e sono il loro primo intervento della mattina. Tutti gentili, tutto pulito e tutto freddo, intendo la sala. Sembra di essere in officina, parlano di ossa come di pezzi di ricambio per automobili. Non sento dolore, ovviamente, ma ascolto i loro discorsi. L’anestesista canta una vecchia canzone napoletana. Cerco gli occhi dell’infermiera vicina a me. Sono rassicuranti, e mi sta dicendo che stanno intevenendo su entrambi i piedi in contemporanea e che siamo a buon punto. Intanto continuano a bucarmi per ulteriore anestesia, non so se alle caviglie o sui piedi. Quando il chirurgo, tutto in verde, mi saluta, dice che ha fatto un ottimo lavoro. Adesso me la devo vedere col dolore fisico, antidolorifici a parte; beh, lo sapevo che lasciare questo amante dopo tanti anni, non sarebbe stato certo indolare.

I piedi, sono ambedue fasciati, ma riesco a vedere subito un aspetto diverso. Le dita sono dritte, incredibile! Neanche la bacchetta magica, avrebbe fatto di meglio. Sono contenta, un po’ malconcia e non vedo l’ora di lasciare la terra di Pisa per tornare in quel di Firenze.

A casa, la faccenda più complicata, é far capire, al caro Benny, di non saltarmi addosso, come sua abitudine al mio rientro, devo usare molta cautela. Non é stato difficile, appena ha visto le stampanelle, ha compreso che qualcosa era cambiato, dalla partenza della mattina.

Ho trascorso una buona nottata, ma mi sono alzata tre volte, e così ha fatto il cane. Ha aspettato che fossi rientrata nel mio letto ed é tornato a dormire anche Lui.

In casa, mio marito e mio figlio, si adoperano al meglio, non sono molto abituati nei lavori domestici, mi devo un po’ accontentare, ma sicuramente mi stanno viziando, cosa insolita, ma devo dire gradevole, e quasi quasi questa convalescenza mi sta facendo bene, a volte é piacevole anche essere in minoranza, almeno fra le mura domestiche.

Non vedo l’ora di riprendere il mio scettro in casa e di stare meglio, ma per adesso mi godo questo momento, accudita dai tre maschi di casa mia.

 

6 pensieri su “San Rossore”

  1. Guarisci presto se vero, stai bene lo stesso se inventato, cmq resti un idolo di questo sito e tutti ti vogliamo bene. Kisssal

  2. Ciao Sandra, leggendo questo racconto, ho subito pensato ad una mia cara amica. Anche lei ha questo amante non gradito da sempre, ma ha troppa paura per liberarsene.
    E’ così doloroso riprendersi da questo intervento?
    Con ammirazione… Grazia

  3. Cara Grazia, se mi mandi una mail, ti spiego quello che vuoi sapere.
    Ciao. sandra

  4. Che bello vedere un’operazione attraverso i tuoi occhi …

    Forse non c’entra niente ma in questo momento ho in testa la figura del dottore vestito di verde come quella di un cartone animato.

    E’ come se avessi visto tutto attraverso il disegno carico di curiosità, soggetti e fantasie di un bambina che mi guarda con un sorriso furbo.

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