Come un bimbo che guarda il mare

La porta è ancora aperta,
un piccolo spazio ancora,
lascia intravedere i miei sogni.

Il mio braccio si tende,
la mia mano pesante,
abbozza la chiusura.
Ma ritorna,
dondolando al mio fianco.

Immagini chiare,
riesco ancora a vedere,
da quella che ormai è fessura.
Profumo di vita, acre, persiste.
Risate e singhiozzi,
che danzano un tango vivace.

E resto a guardare,
e provo a pensare…
come un bimbo che guarda il mare.

Sarà un pò morire,
il braccio deciso,
accompagnerà la mano,
leggera,
convinta,
a chiudere e sigillare,
questo ingresso al mio cuore.

Altre porte si apriranno,
nel tempo,
sul mondo.

Sono ancora qui,
in piedi,
davanti alla porta socchiusa,
dondola il braccio al mio fianco.

E continuo a pensare…
come un bimbo che guarda il mare.

 

4 pensieri su “Come un bimbo che guarda il mare”

  1. Versi davvero molto belli, se non sbaglio ci siamo incontrati anche in altri … siti. Bravissima.

  2. Stupenda poesia per l’armonia che la pervade, per la ricchezza delle immagini e l’uso sapiente del linguaggio, per il velo di misurata mestizia e malinconia che l’ammanta. BRAVISSIMA! Ciao

  3. Anche tu qui!!! che bello!!! io ho solo scoperto questo sito da poco, e mi sono iscritto… cmq bella la poesia…

  4. Ho letto questa poesia e l’ho trovata molto bella per l’idea delle porte che si aprono e che lanciano quasi l’idea di un’apertura ulteriore, il del tango, il colore acre, il suono dei singhiozzi.

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