Forse fu un bene

Forse fu un bene padre

fermare la tua storia

col mandorlo fiorito

chiudere gli occhi

senza aspettare

il gelo dell’inverno

lasciando nei tuoi figli

l’eredità di vivere.

Avevi già provato a masticare

come un boccone il pane reso duro

dalle battaglie quotidiane

stanco.

La sofferenza del tuo immenso vuoto

noi la sentiamo come un fuoco vivo

perché è diverso il sangue

quando sta uscendo dalle tue ferite

ha un altro suono l’urlo

quando è parte di te della tua carne.

Per te fu cielo terso

ed al tuo sguardo

ti sembrò un miracolo

il non dover portare sul calvario

la croce di un’amara solitudine.

Forse fu un bene padre.

 

14 pensieri su “Forse fu un bene”

  1. Complimenti è una poesia bellissima mi ha toccato molto, mentre
    leggevo affiorava in me il pensiero di una persona a cui tenevo molto
    ed ora non è altro che un ricordo vivo in me e cenere.

  2. Ti faccio i miei complimenti per la bellissima poesia.
    Quasi un mese fa ho perso mio padre… è stato come vivere in una realtà che non era la mia!
    Forse è stato un bene perchè adesso non soffre più, ma come dici tu “la sofferenza del tuo immenso vuoto” è troppo difficile da sopportare.
    Quando una malattia, senza pietà, ti strappa dalle mani una delle persone che ami di più non è mai un bene.
    Nella tua poesia ho rivissuto quei momenti di dolore che saranno indelebili nella mia mente!

  3. E’ stato emozionante per me leggere la tua bellissima (e il termine mi sembra quasi banale) poesia. Io l’ho trovata per caso, cercando risposte sulla morte, sulla vita, sulla fatica di stare al mondo e nel tuo scritto ho trovato un tassello del mosaico di quelle risposte.
    Grazie, Patrizia.

  4. La morte lascia una grande traccia dentro noi, è vero chi soffre non soffrira più, ma ci saremo noi che piangeremo la loro assenza.

  5. E’ veramente una poesia che tocca il cuore, quello che hai scritto fa di te una persona nobile e di pieni sentimenti.

  6. Credimi, mi hai fatto venire la pelle d’oca. Molto toccante ma allo stesso tempo mantiene una melodia che dona scorrevolezza. C’è chi usa paroloni per rendere più “bella” una poesia. Tu non ne hai avuto bisogno: parole semplici, forme non troppo complesse, messaggio chiaro e diretto. Gelante e bellissima.

  7. Mi ha emozionata la tua grande capacità di stare nel dolore e di trasmetterlo, semplicemente.

    non è altro essere poeti

    bravo davvero

  8. Ciao,
    la tua poesia è molto bella.
    Ho perso mio padre il 28 novembre scorso e sto cercando qualcosa di scritto che parli di lui.
    Mio padre è morto in un banalissimo incidente, è scivolato e ha battuto la testa.
    Per lui che ha lavorato tanto ed è spesso caduto da altezze assurde durante il suo lavoro è stata una morte assurda, quasi ridicola.
    Mi aiuteresti a scrivere qualcosa per lui?
    Vorrei leggerla al suo trigesimo.
    Grazie, Anna.

  9. Le parole per esprimere la mia emozione nel leggere la tua poesia si sono fermate al cuore… io ho perso mio padre a 10 anni ma aveva già lasciato la nostra famiglia da 7 anni… io ho un vuoto immenso che ha lasciato questa mancanza e se è stato un bene per lui che sia morto giovane in un mese di maggio di molti anni fa, per me invece è rimasto un puzzle incompiuto nell’anima con le tessere scompigliate e inadattabili ad alcun disegno.
    Se fosse ancora vivo forse avrei trovato quelle tessere o sarei almeno riuscita a dargli un senso… e sicuramente a piangere ed a emozionarci saremmo stati in due!
    Grazie per la tua poesia, è splendida!

  10. Ciao sono rimasta senza parole, mi sembrava che mi appartenesse. Il 17 febbraio del 2009 ho perso mio padre mi rimpiango tutto quello che non gli ho potuto mai dire. La mia vita si è stravolta il 21 settembre 2008 quando mamma è venuta a mancare, d’allora papà si è chiuso ancora di più in se stesso, poi c’è stato l’intervennto il 18 ottobre e lì un inferno ancora di più, lui soffriva ma io non capivo ero arrabbiata con tutto e tutti, navigavo e navigo ancora in un dolore immenso, non sono stata capace di amare mio padre, stò incominciando a soffrire di ansia, per combatterla non mi fermo mai con la mente ma mi basta di vedere le foto dei miei genitori che cado nel profondo, non pensavo che il destino mi riservasse tutto questo, ho sempre guardato al futuro, che mamma e papà vedessero le mie figlie crescere, anch’io ho bisogno ancora di loro…

  11. Ho trovato questa poesia molto bella perchè in poche righe esprime tanti pensieri ed emozioni che io non sarei mai riuscita a descrivere ed esprimere anche usando tante parole.
    Volevo sapere se posso trascriverla sulla mia pagina di facebook nel giorno della ricorrenza della scomparsa di mio padre (certamente nominando anche l’autore).
    Grazie.

  12. Ho perso mio padre da 21 anni ma il dolore è vivo e lacerante come quel giorno. Si dice che una lunga malattia ti abitui all’idea che prima o poi… ma la morte di una persona che ami dal profondo dell’anima non è un prima o poi ma un dolore che ti lacera l’anima, un dolore che ti stronca il respiro, un dolore che negli anni è lì con te, giorno dopo giorno. Ti fai forza per non vivere la disperazione per non dargli disperazione… allora resta sempre più vivo il suo ricordo e l’amore che ho per lui.

  13. Bellissima, sembra sia stata scritta appositamente per me. Ho perso mio padre il 2 maggio con i mandorli in fiore, com’era giusto che fosse, perchè mio padre faceva il contadino.

  14. Bellissima poesia, mi hai commosso, anche io ho perso mio padre 5 anni fa ma in me rimane sempre il suo ricordo, ero molto legato a lui sento molto la mancanza…

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