Riflessioni morali

La bellezza è crudele, sadismo e masochismo si incrociano nei rapporti personali, i passaggi della vita si rivelano mutilazioni selvagge, gli abissi dell’anima vengono riempiti da altre invasioni peggio che barbariche. L’eterna giovinezza è impossibile. La strada giusta è un’altra: valorizzare la propria età rimanendo creativi, con la mente e il “corpo”.
I valori sono il polline della vita. Possono essere scomodi, ma non per questo elusi o traditi. Non sono ideali astratti, ma punti fermi della nostra coscienza, ancoraggi della nostra condotta. La società che scorre giorno dopo giorno ha perso i suoi ideali, i suoi valori. Oggi non tutti hanno la forza interiore per affrontare i dolori della vita. Insomma, ci sono dei valori che vanno salvaguardati. Certo è che questo disorientamento morale, questi punti di riferimento così precari e vulnerabili della nostra società, hanno creato inquietudine all’umanità.
Credo che dobbiamo sforzarci di arrivare al traguardo della vita con umiltà, che è la virtù della verità. La vita produce un senso permanente di sofferenza che ci condurrebbe fatalmente all’amarezza, all’abbattimento, se non fossimo sostenuti dall’amore.

Nicola Costantino

 

6 pensieri su “Riflessioni morali”

  1. Parlare di “valori” oggi è inusuale e si corre il rischio di essere fraintesi.
    Tu indichi la giovinezza della mente come più importante di quella del corpo, la crescita – e quindi l’invecchiamento – come un modo per fare tesoro delle esperienze vissute, il dolore stesso come purificazione e la drittura morale come un bene collettivo.
    Può, però, tutto ciò essere imposto?
    Quale deve essere il percorso da seguire per recuperare ideali che sembrano oggi superati?
    Quali modelli devono essere proposti alle giovani generazioni? In quale modo?
    Come superare il lamento funebre sulla caduta degli ideali, passando alla fase ricostruttiva?
    Per finire, quando leggo testi come il tuo, che mi fanno sempre riflettere, mi chiedo cosa posso fare io e cosa fai tu per cambiare il mondo?
    Altrimenti è solo un pianto da prefiche…
    Dimmi qualcosa.
    Ciao

    p.s. : la ricca votazione è mia

  2. Cosa si può fare per cambiare il mondo! incominciamo ad essere noi stessi sempre!! riprendiamoci gli ideali persi, i valori che fine hanno fatto? il rispetto, sembra che siamo tutti alla ricerca continua della felicita incontentabili
    ma le piccole cose che fine hanno fatto? il valore della famiglia il sacrificio i sacrifici che si fanno per mantenerla unita!se tutti ci sforzassimo solo un poco con coraggio forse si potrebbe cambiare e non per forza con dolore o sofferenza!

  3. Rispondo alla richiesta su “Riflessioni morali”

    Parlare di “valori” oggi non è anacronistico, poichè “ciò che vale” è l’obiettivo primario della nostra attività. Si tratta di sapere se “ciò che vale” ha una dimensione più o meno contingente, più o meno utilitaristica. Una cosa è l’attività diretta a procacciare l’immediata utilità personale, altra l’attività rivolta ad ottenere la gratificazione morale e spirituale. Da qui derivano le risposte alle domande successive.
    Il percorso dei valori è quello della stessa coscienza che incarna progressivamente gli ideali, li storicizza e li realizza nel tempo e nello spazio.
    I modelli da proporre alle giovani generazioni sono quelli incarnati da personalità che hanno storicizzato la trascendenza, tramutando ciò che vale astrattamente in ciò che vale esistenzialmente e concretamente.
    Noi possiamo cambiare il mondo solo credendo in ciò che vale solo materialisticamente, cioè in termini di apparenza, di mascheramento e di linguaggio effimero. Ma la cosa più importante consiste nell’evitare la confusione e la commistione tra fattori materiali e spirituali. Solo questi richiedono sforzo e formazione morale e intellettuale. La fase consumistica e machiavellica dell’esistenza animale deve essere superata da ciò che vale spiritualmente. Il mondo si regge proprio in virtù di coloro che non bleffano e si presentano nudi per quello che sono nello spirito. Non importa che costoro non siano inclusi nell’elenco dei santi o non siano disposti a piangere a pagamento.

    Con i più cordiali saluti, Nicola Costantino.

  4. carissimo ,
    mi piace il linguaggio alto che utilizzi per spiegare idee che condivido, avendo dedicato la mia vita a cercare di testimoniarle, cioè a cercare di storicizzare e realizzare ciò in cui credo.
    condivido l’idea di valori universali condivisibili che possono aiutare a superare il limite bestiale dell’umanità, ma mi chiedo quanto sia possibile superare la montagna di messaggi negativi – e oserei dire assurdi – con cui le giovani generazioni sono bersagliate nel tempo storico in cui viviamo.
    anch’io credo che l’unica possibilità sia l’esempio vissuto -e ti dirò che i giovani cercano un modello da seguire-, ma nella realtà dovrebbe essere in primo luogo la famiglia il luogo deputato a ciò e non è chiaro oggigiorno se i genitori debbano essere macchinette produttrici di soldi per il mantenimento dei figli oppure adulti alla ricerca della “realizzazione” di sè ( e qui dovremmo aprire un capitolo a parte valutando cosa questo significhi, se cioè la cosa ha un valore trascendente o materiale: guarda al mito della mamma lavoratrice che delega ad altri l’educazione dei suoi figli fin dalla primissima infanzia per arrotondare il bilancio familiare, sentendosi lei realizzata e li bimbo socializzato).
    sono pienamente d’accordo che il mondo si regga su coloro che ” non bleffano e si presentano nudi
    per quello che sono nello spirito “, ma la competizione è fortissima.
    a tal proposito mi disturba uno di quei programmi per giovani, seguitissimo dalle fasce medio basse sia socialmente che intellettualmente, che prima delle loro esibizioni si incoraggiano dicendosi “Vai e spacca tutto”.
    …a parte gli ideali, che credo di essere autorizzata a definire “nostri”, la realtà che ci circonda è dura…
    ciao

  5. Caro Nicola, è partendo dall’attaggiamento di ciascuno di noi che si potrà incominciare a realizzare il cambiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi. Ognuno di noi nel prendere le proprie decisioni ha sempre due strade da scegliere, non a caso quella più tortuosa è la più giusta. È il caso quindi d’impegnarsi per valori in cui si crede, perchè una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale.

  6. Nicola, scrivi così bene che sembri l’erede di Marcuse, mi stai facendo ritornare indietro negli anni.
    Con una bacchetta magica, leggendoti mi sento leggera e pesante nello stesso tempo… leggera come l’aria e pesante come la terra che calpestiamo.
    Stringo le mani e mi trovo solo granelli di sabbia, che scivolano via, ma anche questi piccoli elementi sono sogni e sogni che vagano nella mente.
    Ogni tanto penso a questi granelli e sorrido, allargo le braccia e respiro il mondo!
    Ti abbraccio
    Maria Grazia

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