La scrittura

Ognuno di noi, prima di comunicare con gli altri, sa bene cosa vorrebbe dire. I problemi iniziano con la parola. E’ con l’emissione dei suoni che tanti concetti trovano enorme difficoltà ad essere espressi. Provate, per esempio, ad esprimere lo stato emotivo che si prova in un momento di gioia intensa: non si può rendere appieno l’idea, con la parola, così come di uno stato doloroso. Le più importanti emozioni umane quali l’amore, la gioia, l’angoscia, l’odio, la rabbia, la gratificazione ecc. non possono essere realmente descritte con la comunicazione verbale anche se, in parte, vengono colte e condivise da tutti in quanto, tutti, ne abbiamo più o meno esperienza. La scrittura, sotto questo aspetto, è agevolata dal fatto che esclude i suoni e la presenza fisica dell’oratore che potrebbero distoglierci dal messaggio. Il lettore può amalgamare direttamente l’imput emotivo alle proprie esperienze intime o anche simularlo in modo più o meno corretto. Ma sorge, a questo punto, un’altro problema: come si può comunicare o simulare una nuova visione del mondo? Con quali parole si potrebbe spiegare ad un cieco dell’enorme bellezza dello splendore della luce, dei suoi colori e dei suoi riflessi? E come potrebbe questi, dal canto suo, raccontarci delle delicate sfumature del buio? Se con la comunicazione non verbale siamo in grado di proporre effettivamente ciò che siamo in tempo reale, con la scrittura abbiamo il grandissimo vantaggio di poter riflettere sui nostri errori.   

 

9 pensieri su “La scrittura”

  1. ciao salvatore, complimenti x questa tua riflessione, e sono d’accordo con te.
    per quanto riguarda il mio commento fatto ad ignazio… io ho specificato cos’è x me la poesia, e non cosa dev’essere x tutti… non sempre riesci a far sentire ad altre persone ciò che provi nello scrivere… l’importante e sentirlo nell’istante in cui lo fai… un caro saluto…
    Grazia

  2. Penso che le parole scritte siano la rielabolazione di un nostro vissuto, di attimi, minuti, ore nelle quali abbiamo provato emozioni talvolta forti, altre pacate e dolci, penso che la scrittura sia una grande forza che ha l’uomo per farsi capire, per comunicare con gli altri.
    Ma allo stesso tempo non credo che l’espressione verbale e visiva siano da meno.
    Esprimere un proprio sentimento non significa soltanto parlare con la voce, ma è i corpo che entra in gioco, che comunica con il pallore o il rossore delle gote, con le lacrime che scendono di gioia o di dolore, con le labbra che si aprono per urlare di rabbia o ridere senza freni.
    Penso poi che comunicare con un cieco non sia cosa poi tanto impossibile, la potenza della luce, la bellezza del sole che nasce, può essere comunicata con un caldo abbraccio, il sole di mezzo giorno, con un bacio sfiorato, l’alba del mattino, toccando una stufa accesa, il sole d’agosto, ed il buio in cui lui è avvolto ci può essere comunicato semplicemnte chidendoci di chiudere gli occhi.
    Penso in ultimo che l’essere in grado di comunicare un proprio sentimento, dipenda dalla nostra voglia di farci capire, dal desiderio che abbiamo di condividere con gli altri una nostra esperienza, il problema dell’incomprensione spesso dipende dalla mancanza di volontà di farsi capire.

  3. Ciao Francesca, ti ringrazio di aver continuato la discussione sul tema sulla scrittura. Non ho mai detto che l’espressione verbale e visiva siano da meno anzi proprio il contrario. Dico che, con la scrittura, ed intendo la scrittura tutta non solo quella di poesie e racconti, abbiamo il grandissimo lusso di poter dire quel che ci pare riflettendo ed aggiustando la mira. Di conseguenza correggere i nostri errori, anche talvolta barando, od inventando storie inverosimili vedi racconti futuristici e di fantascienza. Questa è la grande arma che abbiamo a disposizione con la scrittura. Io posso scriverti di amarti e tu avrai il dubbio che questo sia vero a differenza che, se te lo dicessi guardandoti negli occhi potresti scoprire,osservando il mio linguaggio del corpo, che questo non è vero.
    con affetto…

  4. scusate la mia frenesia a scrivere velocemente senza rileggere ovviamente è: di aver continuato la discussione sul tema della scritta ed ancora: il linguaggio del mio corpo e non il mio linguaggio del corpo. pardon…

  5. Conosco bene la tua frenesia perchè capita anche a me continuamente, ma anche questo è bello, talvolta lo scrivere d’impeto, lascinado fluire le parole così come l’emozione del momento le porta, provoca poi, in chi legge, a comprendere ancora meglio quanto l’emozione sia stata forte per chi la racconta.
    Quanto al potere della scrittura hai perfettamente ragione anche se non sono convinta che guardando negli occhi chi ti dice di amarti capisci se dice il vero o no, forse in amore è meglio chiudere gli occhi e ……fidarsi 🙂

  6. ritorno su questo tuo scritto, perchè da tempo Paolo Ciarpaglini va chiedendo un modo espressivo chiaro e universalmente comprensibile per quella forma di comunicazione che è la poesia.
    la domanda, in fondo è riconducibile a questo:perchè i poeti usano parole difficili?
    tu dici che a differenza della comunicazione verbale, immediata e libera da particolari vincoli (io, però non lo credo), la comunicazione scritta porta a riflettere e, quindi, in campo poetico, indurrebbe alla ricerca esasperata del vocabolo, costringendo una forma espressiva vocata alla comunicazione immediata di un pensiero o di un sentimento o di una sensazione, all’esistenza in una torre d’avorio per pochi eletti.
    che ne pensi?
    non è piuttosto che proprio la necessità di esprimere quell’idea, e solo quella, induce alla esasperata ricerca?

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