Senza vita

Una povera foglia, giallo ocra, veniva trascinata via lungo il torrente. Il vento era stato impietoso, l’aveva staccata dall’albero, e scaraventata nel letto di un lungo e misero corso d’acqua.

Elisa la seguì con lo sguardo finché poté, poi, la vide svoltare e scomparire. Pensò che probabilmente si sarebbe incastrata ai bordi del torrente, fra qualche ciottolo, consumata, strappata, e via…, non se ne parla più.

Rifletteva sulla sua vita e su quei sentimenti che proprio il giorno precedente erano stati presi a calci. Si soffiò il naso, no, non era affatto raffreddata, era autunno, ma dal raffreddore si era salvata, erano lacrime, aveva pianto tanto, per questo, il suo piccolo naso all’insù strombazzava, perciò era così fragile e vulnerabile. Continuò a camminare lungo il torrente, fra l’erba incolta, qualche lunga canna, ciottoli e ricordi che facevano male allo stomaco.

Un sole freddo, in compagnia del vento, le illuminava e scompigliva i lunghi capelli lisci, asciugandole le lacrime e screpolandole la giovane epidermide del viso. Cercò di ripararsi alzando il il cappuccio del giaccone, e dopo l’ennesimo sospiro, la vide.

La foglia era proprio incastrata fra due ciottoli. Fece attenzione e scese vicino a quel fiumiciattolo, propabilmente, un tempo era stato molto più copioso e degno di chiamarsi “fiume”. La raccolse, l’asciugo e pensò:

– “Stasera sarai al caldo in casa mia, fra le pagine di un libro. Quando, fra qualche tempo, lo aprirò, mi ricorderò di questa fase della mia vita. In fondo, tutto col tempo cambia, si trasforma, si modifica, si rafforza o scompare, dalla natura agli amori; il torrente, era un fiume, che con la piena, incuteva paura, tu eri splendida e piena di vita sull’albero, e verrai a casa mia, custodita in un libro, ed io…, beh, sicuramente troverò qualcuno che sappia apprezzare quello che ho da offrire, non posso continuare a soffrire, quello che era non tornerà più, ma in fondo “era veramente qualcosa o esisteva a senso unico?” 

Quella stessa notte, Morfeo la cullò fra le sue braccia, notando sul giovane viso la piega di un sorriso.

 

8 pensieri su “Senza vita”

  1. Andiamo alla fonte, proviamo a tornare all’origine.
    Tutti i nostri guai sono nati dal fatto che abbiamo abbandonato gli alberi e lasciato seccare le foglie al vento. Sarebbe utile tornarci qualche volta, per risalire ai rami, ricostituire il rivestimento, riscoprire le radici.
    Senza vita perchè “i boschi precedono i popoli, i deserti li seguono”. Raccogliere solo questa foglia e custodirla tra le pagine del libro, è già una buona lezione per tutti, non solo per Elisa.
    Grazie Sandra. Greta

  2. nei momenti bui è importante scoprire qualche cosa concreta a cui attaccarsi per risalire la china.
    anche una cosa fragile e delicata paragonabile ad una foglia può fare al caso.
    come sempre cogli nel segno.
    ciao

  3. La tenerezza di un gesto verso gli altri, il tendere una mano a chi ha bisogno, offrire la propria disponibilità ci solleva dalle ambasce, ci può ridare speranza che un sorriso arriverà a rischiarare anche la nostra vita.
    Hai impresso una particolare dolcezza a questo racconto che trasporta chi legge in una atmosfera di visione onirica. Mi complimento con te. Ciao. Ignazio

  4. ho sempre l’impressione che i tuoi racconti siano ricordi, tue vecchie e nuove sensazioni, e che ami riviverli e riassaporarle. E’ bello e strano per me, che vivo principalmente in un altro mondo.

  5. Dici bene Sandra, “tutto col tempo cambia” ma l’importante è non dimenticare.
    Spesso, anche se talvolta non sembra, solo una buona memoria ci può aiutare nei momenti difficili.
    Ciao. QS-TANZ.

  6. Bravissima come sempre! sai trasmettere le emozioni in modo straordinario…
    un abbraccio

  7. Trovo che il tuo racconto sia davvero bello nella sua semplicità. Hai descritto benissimo lo stato d’animo della protagonista, e la fragilità della foglia trasportata dalla corrente, è una metafora molto azzeccata. Coomplimenti!

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