Figli di un dio minore

Un ufficio come tanti.

Donne e uomini come tanti.

Quel giornale gratuito che tutti possono leggere…

Quei titoli assurdi…

tutti con gli stessi pensieri, le stesse paure, la stessa angoscia che attanaglia ogni qualvolta increduli guardiamo la morte in TV come se fosse un film a puntate. Gli occhi lucidi per quelle persone a noi anonime, che sono il nostro riflesso allo specchio.

Quella ragazza uccisa nella sua casa, quei due vecchietti massacrati e poi derubati, quella donna violentata e uccisa per strada mentre tornava a casa, quei bambini saltati in aria da bombe quotidiane, quelli violentati e straziati da adulti malati e ignoranti, quei, quella, loro…

Sono i nostri figli, i nostri genitori, noi …..

Perché?

E’ il grido silenzioso, rabbioso, che ci fa perdere la ragione.

Come è potuto succedere?

Come può essere che la nostra società sia malata a tal punto da far scattare tanta malvagità?

C’è rimasta solo la paura, semplice e fredda, come gocce di ghiaccio che scivolano lentamente sulla schiena, paura per i nostri bambini che stanno crescendo in un mondo che non capiamo, e che noi donne e uomini, genitori, figli, semplici esseri umani, rifiutiamo di capire perchè non troviamo attenuanti.

Il bel paese è diventato una nazione da terzo mondo, dove tutto è permesso, tanto, come ormai si legge e si ascolta ovunque, qui, in Italia, non c’è certezza di pena. Qui, in Italia, alla gente comune può succedere di tutto perché è figlia di un dio minore.

Qualcuno in passato ha detto che l’uomo si differenzia dagli altri esseri per l’intelligenza.

Un tale, un certo Einstein, in risposta disse: “Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo all’universo ho ancora dei dubbi”.

 

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