L’inizio

Ho fatto un giro nel mondo di dentro dove il tempo rincorre pulsazioni. Tutte le pareti si presentano lisce, umide e scivolose e, quasi sempre, nascondono caverne di sangue.

Sento, chiaramente, un qualcosa di nuovo muoversi dietro chissà quale angolo e dentro chissà quale di tutte queste stanze.

Questa cosa si sta moltiplicando a dismisura e, aumentando nei battiti, é chiaramente evidente che non rispetta la direzione del tempo, né i ritmi biologici.

Proseguo in modo incerto appoggiando le spalle alle pareti. Temo sia il buio o, peggio ancora, l’angoscia o la melanconia.

Si scivola in fretta agli inferi di questo mondo ed il mio Es è sempre in agguato.

Con cautela mi avvicino ad echi di tamburi atavici sempre più netti, sempre più vigorosi.

E’ dentro di me questa cosa troppo viva, devo affrontarla!

Con la lucidità della paura sono arrivato al centro di me e, finalmente, ho trovato il rosso, malconcio, salotto del mio io.

Impavido il tremolante braccio ha proteso la mano sotto di esso e, afferrata una manciata di quelle cose, sono corso fuori.

Il respiro è affaticato, come riemerso da una lunga apnea in un mare torbido e profondo.

Il pugno, ancora insanguinato, si dischiude a scatti lasciando cadere quelle cose qui, davanti ai miei piedi.

Riapro lentamente gli occhi e vedo, ora conosco!

Son forme, suoni, canti e colori. Sprigionano luci e tanto calore.

Le ho raccolte e riabbracciate dentro, ti somigliano tanto.

 

10 pensieri su “L’inizio”

  1. Immagini allucinate di una nettezza terrificante. E’ visionaria poesia… un inchino…

  2. Il diorama suggerisce ogni volta che l’uomo non è di solo corpo, materia duttile.
    Buona la tua rappresentazione attraverso l’esperienza connessa a più livelli; una dimensione da vivere come una cerniera che non si adatta a nessun scambio. Perchè magari dietro pensieri in suppurazione si nascondono, come in questo caso, velature di vera poesia. Ciao, Greta

  3. ti ringrazio molto Greta.
    Siamo destinati ad un grande lunedì, ma la domenica non finisce mai… (F.Kafka)

  4. Molto bella questa poesia. Mi piace la sua scorrevolezza e la tensione di fondo che sfocia in una sublime sorpresa. Complimenti! Ciao. Ligeja.

  5. Nel cuore del puro regna sempre un’angoscia profonda che lo aiuta ed accompagna nel cammino solitario della vita. Amo questa consapevolezza e chi la canta.

  6. Non sempre le nostre angosce sono motivate, imparare ad affrontarle è doveroso verso noi stessi. grazie Felicita hai anche un nome che ti aiuta nella missione…

  7. Molti viaggi nella vita ci affascinano. Quelli dentro noi stessi sono i più difficile e dolorosi, ma trovare in fondo il sapore di buono che tu descrivi è una grande vittoria e una grande gioia. Grazie, Mary

  8. Ciao MARY, sono contento di aver dato l’idea anche alle tue emozioni interne, potresti provare pure a raccontare qualcosa del tuo dentro. Grazie, Kisssal…

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