Amsterdam

Città sfocata e loschezza diffusa
strani abitanti e folletti la popolano
in maniera singolare e a tratti alterni
si entra bene e si esce meglio
una lunga maratona verso il Paradiso
irta di corpi caduti agonizzanti
limiti cancellati in luoghi fumosi.

A un angolo un tossico solitario
soddisfa le sue necessità
e ad un tavolo una coppia
è unita da un bong;
sfide di scacchi, jazz e blues
realtà parallele ci circondano
e un senso di finta pace
aleggia nell’aria
e risplende nell’anima a riposo.

Papponi e spacciatori ovunque
un viavai di corpi
spinti alla deriva da forze maggiori,
commerci trainanti per la città
non manca nulla
tutto ha il suo prezzo
chiedi e avrai.

Colori diversi si fondono per
creare un mosaico perfetto,
illuminazioni di ciò che sarà visto
di giorno e di notte,
luci nelle strade buie
rifugi per forestieri stanchi
da troppe corse inutili
andate senza ritorno
per uno sconvolgimento dei sensi
che porta alla conoscenza,
primo gradino verso il dolore.

La città è attraversata da ciclisti veloci,
nel cuore e nelle viscere del centro
sfrecciano veloci verso case
e vite diverse,
un meltin pot di esistenze e culture
che hanno un luogo d’incontro
nell’universo in viaggio,
menti illuminate verso mete buie.

Andiamo avanti
Andiamo tutti insieme.

Abbandonate ogni speranza
voi che entrate
nel tempio della Perdizione,
città delle luci rosse:
viene tutto a te senza cercare nulla.

“Tutto per tutti”
risuona nell’aria
a turisti in cerca di soddisfazione,
i richiami della strada sono incontrollabili
e un mix di blues e jazz
è il contorno di questa strana festa.

9 pensieri su “Amsterdam”

  1. L’Olanda sembra voler stupire gli altri popoli con soluzioni d’avanguardia tipo: droghe, eutanasia, prostituzione ecc. ma, alla fine, è solo un business economico pensato e voluto…

  2. Hai ben reso l’idea di quella malabolgia dantesca in cui sedicenti pensatori illuminati, nuovi condottieri spirituali, sirene melodiose e urlanti meduse serpentiformi, mistificando la realtà, vogliono attimo per attimo precipitare l’individuo, illuso che la comunione e la condivisione del male con altri suoi simili lo assolva dalla responsabilità delle sue azioni compiute come singolo.
    Ciao

  3. Condottieri?!?… Meduse serpentiformi?!?… Ma vi rendete conto?… Un’iperbole di accuse e ghirigori di parole senza un pizzico di ratio… avete provato, o solamente vi piace criticare?… (parlo di Amsterdam)…
    Se poteste farci caso l’uomo che viene “precipitato” è l’uomo che và lì per “precipitare”… non credo fosse quello il senso delle parole di Francesco… questa città offre quello che la perversione e l’eccesso degli uomini cercano… non ci sarebbe quel business se non ci fosse la richiesta… chi sarebbero i “nuovi condottieri spirituali o sedicenti pensatori illuminati”?… No, solo una mentalità più cosciente delle deviazioni umane, dei piaceri e dei peccati… difficile da spiegare…

  4. Tommy carissimo,
    l’educazione ricevuta mi impone di risponderti che, forse, non sono stata capace di esprimere quello che desideravo dire, ma, probabilmente, se tu ti fossi sforzato di leggere con un po’ di attenzione quello che ho scritto, avresti compreso il significato delle mie parole.
    In aggiunta a quanto sopra, ribadisco che il componimento di Francesco mi piace.
    …circa la “ratio”, fa’ funzionare la tua, che vedo assopita o persa in nuvole di fumo.
    Se fai con lo stesso stile pure i compiti di scuola, sicuramente avrai difficoltà in italiano.
    Ciao

    p.s.: Francesco, che ha compreso sia la mia lode sia ciò che intendevo dire, tace ed acconsente.

  5. Salve a tutti.
    Io trovo sbagliate le critiche ad Amsterdam nei commenti ad una poesia che parla di Amsterdam.
    Nella poesia tutto è lecito, ogni verso ha una sua dignità per il solo fatto di essere verso e quindi non verità oggettiva ma sensazione.
    Nei commenti si usano altri registri di comunicazione; di solito si cerca di costruire argomenti coerenti basati su verità oggettive.
    Usare il testo di una poesia per criticare l’oggetto della poesia, allora, secondo me è sbagliato.

    Entrando nel merito della critica alla città, mi preme dire che la trovo particolarmente ipocrita.
    Non perchè a me piace il fumo libero o le donnine in vetrina, ma perchè si accusa la città (ed i suoi abitanti) di cose che dovrebbero, SEMMAI, essere imputate all’Uomo.
    Amsterdam rende semplicemente più accessibile ciò che l’uomo può desiderare.

    E’ forse più bello avere le statali piene di ragazze venute dall’est, sfruttate e picchiate?

    Inoltre, quanto al SEMMAI di prima, non esiste alcuna morale universale in base alla quale è oggettivamente sbagliato frequentare bordelli, fumare spinelli, o praticare l’eutanasia.
    Chi non vuole, che faccia altro.
    Perchè guardare gli altri dall’alto verso il basso?

    Non ho mai sentito qualcuno favorevole all’eutanasia (o allo spinello), imporre ad altri di praticarla (di fumarlo).
    Invece ho spesso sentito parlare di situazioni opposte.
    E davvero non riesco a capire il perchè di questa presunzione.

    La poesia è bella. In essa traspare eccome una critica alla città e non mi da alcun fastidio per i motivi di cui ho parlato all’inizio.
    Al poeta è permesso tutto, anche senza argomentare.
    Le mie difficoltà sono nel capire alcuni commenti precedenti.
    Ciao.

  6. Commento al commento di Jacopo:
    Ciao!
    Per quanto mi riguarda non ho inteso affatto “giudicare negativamente la poesia”, anzi.
    Personalmente non esprimo giudizi morali su quanto leggo, a meno che non ci sia proprio l’evidenza sfacciata dell’esaltazione dell’imbecillità.
    Posso ritenere alcune cose stucchevoli anche nella loro ricerca dell’insolito e dell’estremo.
    Altre volte le ritengo scorrette nell’esposizione o nella successione logica, ma in questo caso non lo dico quasi più, perchè molti “artisti” non amano essere contraddetti.
    Mi fa piacere scambiare idee, trovare punti d’incontro con altri che amano la scrittura e con molti trovo anche la condivisione di idee e valori comuni.
    Non vedo perchè pensi che la poesia sia stata giudicata negativamente.
    Circa, infine, l’idea che “al poeta è permesso tutto”, non mi trovi d’accordo, tanto più che, riferendomi per traslato a tutto il mondo dell’arte, e non solo, ed estremizzando il concetto, dell’abuso non mi interessano nemmeno le argomentazioni.
    Ribadisco che Francesco, non so quale, visto che più di uno poetizza con questo pseudonimo, non si lamenta, il che significa che, invece, apprezza i commenti.

    anna

  7. Ciao Anna.
    Non mi sembra di aver scritto che tu hai giudicato negativamente la poesia.
    Ho scritto che giudicare il soggetto di una poesia sulla base di una poesia mi sembra azzardato.
    Infatti il giudizio è qualcosa di razionale, mentre la poesia, per fortuna, gioca solo sull’intensità dell’emozione che produce in chi la legge.
    Detto questo, il fatto che al poeta sia concesso tutto è un punto di vista, non per forza condivisibile.

  8. Scusate se aggiungo un commento, non mi intendo di poesia ma amo molto leggerle. Sono appena tornata da Amsterdam e mi sono imbattuta in questa vostra visione di questa magnifica città che mi è rimasta nel cuore. Ci sono stata con marito e figlio minorenne e non ho visto “un’Olanda che sembra voler stupire gli altri popoli con soluzioni d’avanguardia tipo: droghe, eutanasia, prostituzione ecc. ma, alla fine, è solo un business economico pensato e voluto…” come scrive Salvatore anzi una città veramente civile che mi è quasi venuta voglia di trasferirmi se non fosse per il freddo. Sono pienamente d’accordo con Tommy … l’uomo che viene “precipitato” è l’uomo che và lì per “precipitare”

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