Lasciamoci morire

Sei stato un accordo struggente… mi hai spezzato le corde del cuore.
Non potrò forse cantare più fino a domani, dovrò riparare, tendere, accordare di nuovo.
Non avrò fretta.
Sarà un lavoro che dovrò fare bene.
E’ stato uno schiocco violento, un lampo che ha folgorato senza uccidere… ed io forse sentivo il desiderio di morire per rinascere completamente nuova.
Senza dovermi guarire le ferite, senza dovermi curare e riposare…
Non è di riposo che ho bisogno, ma di sole, di caldo, dopo tanta pioggia e freddo.
Un addio e poi perché…
Domande, saprei fare soltanto domande e non tirar fuori un solo grammo di me.
L’agonia di un addio quando sai che ti sta aspettando dietro la prossima curva.
Polverosa è la strada che ti porterà fino a là…
E lo sai, lo senti avvicinarsi come un brivido freddo in una notte d’estate…
Il vento spazza la strada e l’addio rimane là ad aspettare.
Non si può far altro che andargli incontro, con quel gusto amaro in bocca di te che già sai, ma vorresti aver l’incoscienza di un bimbo…
Rimane lì, bimbo orfano sulla strada… la sua mano un pugno chiuso, il cuore gonfio di disillusione, l’abbandono il suo fardello, da portare e dispensare al mondo, marchio di condanna sulla pelle delicata e bianca.
Non servono parole, non c’è niente da spiegare.
Siamo terreni sterili e arsi, niente da aspettare, lasciamoci morire… ti prego lasciamoci morire… verrà la quiete e bagnerà la terra.
Qualcosa rinascerà, non so se una cosa nuova di noi. O non di noi.
Lasciamoci morire, non sopravviviamo, non curiamo, non aggiustiamo…
Andiamo incontro a questo maledetto addio, non voglio che venga domani, voglio andare via e sentire i tuoi passi allontanarsi dietro le mie spalle. Ferme.
Lasciamoci al silenzio, al buio, al vuoto. A una terra nuova dove nessuno è stato…
Lasciamoci morire… ti prego…
Non è lo struggimento di ieri l’accordo che desidero sentire…
Soltanto il silenzio.

 

5 pensieri su “Lasciamoci morire”

  1. Dolce, percorrere la strada che mi separa dall’incanto, se quest’ultimo m’apre il cuore,
    come le emozioni vergate da Madeleine…

  2. Notevole il phatos espresso che non può essere creato o inventato, nè pensato, nè ragionato. Al di là di questo hai talento in narrazione, espressività e riesci persino a prendere metafore di natura morta o viva che siano per amalgamarle all’idea esatta del racconto e dei ragionamenti in esso contenuti. Brava Madeleine! Ti auguro tutto il bene del mondo oltre ad una probabile carriera da narratrice…Ti abbraccio, kisssal…

  3. Ho pensato ad alcune canzoni di tenco. Tristezza per cose vissute ma emozione tanta nel ripercorrere dolori universali che hai suggellato in un racconto di notevole impatto. Resta dentro quello che hai scritto e soprattutto come lo hai scritto. Si partecipa come se un caro amico, lì presente, sia venuto a sfogarsi con l’unica persona che lo possa ascoltare, in grado di capirlo. Brava, come sermpre. Deliziaci ancora e facci sognare a occhi aperti.

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