Natale nell’Isola di Gwelly

(Dalle Favole di Michele e Sandra) 

C’è un gran fermento nel cielo. Il Natale si avvicina. Le stelle stanno lustrando vanesie il loro vestito, la Luna, sorniona le osserva, la sua luce glaciale illumina il cielo, nessuna nuvola osa avvicinarsi in questa notte stellata.

Il freddo incombe, è la sua stagione. Le strade sono tutte illuminate. Addobbi colorati, si va dal colore oro, al verde smeraldo, al rosso rubino. La felicità dei bimbi: giocattoli, ghiottonerie e la chiusura scolastica per le vacanze. I compiti! Beh, i giorni sono tanti, e prima o poi verranno fatti. Le vacanze sono per il divertimento! Mah, non proprio, ma per adesso c’è questo profumo natalizio che riempie le città con i loro negozi e le strade, con musiche e alberi di Natale in mostra per le vie, pronti ad essere acquistati, abbelliti dentro le case, ripiantati dopo, o purtroppo, abbandonati ai cassonetti…!

Tutto questo succede in una parte del Mondo, dall’altra parte, ad esempio nel caldo Oceano Indiano, con un clima opposto, la fotografia è completamente diversa.

Adesso vi narrerò che cosa succede nel periodo natalizio nell’Isola di Gwelly, Oceano Indiano.

Permettetemi di portarvi a conoscenza di quest’Oceano. Il mare è sempre a temperatura corporea ed è poco salato. Sembra un brodo. I suoi colori variano dal verde azzurro al blu piscina. Per non parlare dei pesci! Piccoli, grandi dai mille colori, si possono prendere anche da riva con le mani.

Ed i coralli! Si vedono anche senza andare sotto il fondale. Sulla spiaggia, addirittura vengono a riva pezzetti di coralli; proibito raccoglierli. Le conchiglie sono tantissime, dalle mille forme, alcune sono gemellate ai coralli, diventando così, un’unica cosa. Le spiagge sono immense e bianchissime, la sabbia è granulosa, il piede affonda con piacere.

Che dire poi della natura? Alberi con fiori ovunque, profumo di mango, cocco, ananas e papaia.

La gente ha la pelle scura, con denti bianchissimi, il cibo, grazie al mare, non manca mai. I bambini sono tanti. Bellissimi nei loro grembiulini scolastici, con un bel fiocco come indicazione della classe d’appartenenza. Anche qui hanno la televisione, e pertanto hanno la possibilità di vedere uno scenario diverso da quello che è il loro Natale. Niente neve, niente freddo, niente alberi di Natale. Piove spesso, ma per cinque, dieci minuti, poi torna il sole, la gente non si scompone neppure, non corre e non si ripara.

La Scuola elementare è ben attrezzata e pulita. Ogni anno, per le vacanze di Natale si organizzano giochi sulla bianca spiaggia. L’Oceano Indiano, almeno fino alla barriera corallina è piatto, ma con delle piccole tavole di legno si fanno delle imbarcazioni per due persone. Le squadre sono divise, mescolati maschi e femmine, per classi. E già durante l’anno i bambini pensano alla scelta che andranno a fare. Le tavole portano i colori delle varie classi, c’è molta attesa per quest’avvenimento tanto da mettere in secondo piano i preparativi per il Natale.

I genitori di Benny, italiani, sono lì in vacanza dall’inizio di dicembre. Faranno Natale al sole e nell’acqua dell’Oceano, ma non hanno certo rinunciato alla tradizione natalizia. Si sono portati dietro un piccolo albero già addobbato, di quelli ecologici, e lo hanno arricchito coni fili dorati e argentati; si trova al centro di un tavolo dell’albergo dove sono ospiti. Hanno anche depositato tre pacchetti colorati, i loro doni per il Natale. Benny, ha portato anche un Babbo Natale elettrico, fasciato nella sua tuta rossa con tanto di barba bianca, renne e persino canta un motivetto natalizio! Si sono portati dietro il panettone, il panforte e i ricciarelli. Ahi, ahi, gli italiani! In quanto al cibo, non li batte nessuno.

Benny, vuol fare amicizia con i bambini del luogo, ma come fare per capirsi con la lingua? Beh, gli italiani sono bravissimi a gesticolare!

Sono accolti da tanti sorrisi, Benny, è già entrato nel mezzo ed osserva.

Mirthy, è una bambina piccola, capelli neri, denti bianchissimi. Lo prende per mano e lo invita a montare sulla tavola. Dende e Ruth, sono fratello e sorella, lo schizzano e gli indicano i pesci colorati a portata di mano.

Goldu e Frencj, sorridono con la mano alla bocca. Benny capisce che stanno parlando della sua pelle, già arrossata dal sole e dei suoi occhi colore Oceano. Lui, ha portato con sé alcune penne e pennarelli, tanto per fare amicizia, apre le mani e le offre ai nuovi amici.

Sulla spiaggia ci sono grossi bracieri accesi, per il Natale verranno cucinati i pesci pescati dagli uomini dell’Isola.

Benny ha una gran voglia di stare con i sui nuovi amici e scopre che, grazie al turismo, con un miscuglio di lingua inglese italianizzata si arriva a capirsi. Lì è tutto piacevole, ma sente l’assenza dei nonni, del Natale della sua città, qui tutto è differente, sembra di essere in pieno agosto, ed allora sviluppa un’idea. Vuol far conoscere ai suoi nuovi amici il suo Natale.

BENNY: -Mamma, posso invitare i miei amici in Albergo?-

MAMMA: -Certo, ma non credo che verranno.-

BENNY: -E perché mai?-

MAMMA: -Forse ne sono intimiditi, questa non è la nostra casa, ci sono tanti clienti, potresti provare a chiedere di andare tu nelle loro case. Oppure…, potremmo sentire l’Albergo per fare una festa di Natale in uno dei padiglioni verdi, c’è tanto spazio qui, che ne dici?-

BENNY: -Si, sei la mamma più fantastica del Mondo! E sei mia.-

L’eccitazione di Benny è incontenibile. Sull’ascensore dell’albergo, lo vedono scendere con l’albero fra le braccia, a momenti inciampa nei tappeti, ma prosegue la sua corsa fino al padiglione verde, dove l’albero di cocco troneggia vicino ad un tavolo di legno fatto dagli uomini dell’Isola.

L’alberello con tutti gli addobbi viene sistemato alla meglio, come i dolci natalizi, ma è troppo misero, non dà ancora l’idea del Natale, allora Benny, pensa ai compiti delle vacanze.

BENNY: -Per la prima volta nella mia vita, sono contento di aver portato dietro i libri. Lì si, che potrò far vedere con le illustrazioni, il vero Natale, o meglio, quello che è il Natale per me.-

L’ascensore sta per impazzire, all’accettazione hanno mal di testa, questo ragazzino corre con tanta roba in mano, sembra che traslochi!

Verso sera tutto è pronto. Un piccolo Natale Occidentale sotto il solo cocente dell’Isola.

Arrivano i bambini, tutti assieme. Un arcobaleno di colori nei loro pantaloni corti e nelle canottiere.

Ruth, è attratta non solo dall’abete piccolo e luccicante, ma anche dalle illustrazioni, e cerca di farsi capire, ha quesiti urgenti:

RUTH: -Ma perché le persone da Voi, hanno vestiti così pesanti? E’ davvero tanto freddo? E questa neve bianca è tanto fredda? Io, non potrei stare così vestita, come fanno i bambini a giocare, a muoversi?-

BENNY: -E il periodo invernale ci dobbiamo mettere indumenti pesanti, anche il cappello e la sciarpa, poi almeno tre mesi l’anno, abbiamo il sole cocente anche noi.-

GOLDU: -Quando sarà passato il Natale, potresti lasciare a tutti noi, l’albero con le palline colorate? Ci piace. Ti prometto che lo conserveremo con cura, lo metteremo in mostra per Natale e ci ricorderemo di te.-

BENNY: -Un po’ francamente mi dispiace, ce l’ho da quando sono nato, posso regalarvi altre penne, ne ho tante…-

FRENCJ (la più piccina con due codine nere strinte da due nastrini colorati): -io volevo chiederti l’uomo grasso in rosso con la lunga barba, magari …, ti potevo regalare il braccialetto di corda intrecciata fatto da me…, ti andrebbe il cambio?-

BENNY: -Silenzio.-

DENDE: -Io so fare cesti con le foglie verdi intrecciate, sono resistenti se lasciati seccare al sole, le illustrazioni sui libri sono così diverse dalle nostre, così colorate, non potremmo fare un baratto? –

BENNY: -I libri no, sono per studiare a scuola, li avrete anche voi no? –

GOLDU: -Si, ma non così lucidi, sembrano veri!-

BENNY: -Ci devo pensare…, mi dispiace separarmi dalle mie cose.-

MIRTHY: -Va bene, possiamo tornare domani, per giocare?-

BENNY: -Vi aspetto tutti.-

Benny, rientra in albergo, ma non è più euforico come poche ore prima, è mogio, e pensieroso.

I genitori, in camera si stanno preparando per la cena, fra pochi giorni, sarà Natale. Le tavole sono sempre ornate di fiori bellissimi ed esotici, e per Natale il pranzo sarà a base d’ogni sorta di pesce, per quest’anno faranno a meno del tacchino…. Paese che vai, usanza che trovi!

MAMMA: -Benny, perché così mogio? I tuoi amici si sono divertiti?-

BENNY: -Si mamma, ma mi hanno chiesto tutto quello che del Natale, c’è sul tavolo…, praticamente dovrei regalare tutto…!-

BABBO: -Come sarebbe?-

MAMMA (interviene avendo già intuito): –Per loro, avere nuovamente, la compagnia di un bambino come te, in questo periodo, che ha portato un po’ di Natale in scatola fin quaggiù è un po’ più difficile che per te, ti pare? Tu li puoi ricomprare.-

BENNY: -Ma l’albero e il Babbo ce l’ho da quando sono nato, e ogni anno lo tiro fuori, mi ricorda i nonni e tante cose…. Di me piccolo.-

BABBO (ha compreso pure Lui): -Benny, devi decidere tu e serenamente. Hai tutto il tempo, noi torneremo a casa, due giorni dopo Natale, quindi ci puoi pensare.-

Natale è arrivato. Il mare è una tavola verde-azzurra. La gara procede. La spiaggia è gremita di gente, tanti piedi nudi, tanti bracieri accesi, profumi esotici, colori ovunque, visi sorridenti, illuminati da perle bianche, non ci sono altre definizioni per descrivere la dentatura degli abitanti.

Dal cielo, cade una pioggerella che bagna la sabbia caldissima, nessuno ci fa caso, fra qualche minuto smetterà, è sempre così, ma… improvvisamente…, non è più acqua dal cielo, che cosa sta succedendo? Benny, guarda a bocca aperta i suoi genitori, ancora più increduli di Lui…

BENNY: -Mamma, ma questi sono fiocchi di neve! Non è possibile! Babbo Natale, ha fatto una gran confusione! La neve non abita qui!-

BABBO: –Evidentemente, il Babbo Natale, quest’anno è stato stravagante! Adesso, Benny, hai proprio tutto per festeggiare il Natale con i tuoi nuovi amici, perfino l’atmosfera di casa tua! –

BENNY: -Ma babbo, c’è una gran differenza! Neve senza freddo! –

BABBO: -Vedi bene Benny, il Babbo Natale, non ha fatto una magia a metà, questa gente, non conosce il freddo, come da noi, e non sono organizzati, non avrebbero di che coprirsi…., questo, potrebbe essere un motivo. Ma che ce ne importa! Abbiamo neve vera e sole vero!-

Pranzo in Albergo, all’aperto, nonostante la neve. Tutta l’attrezzatura per ripararsi dal sole, oggi serve per i fiocchi di neve! Profumo di pesce mescolato a salse rosa e verdi diffuso ovunque.

Nell’angolo di Benny i bambini sono arrivati, tutti hanno in mano qualcosa; è per lui.

FRENCJ: -ti abbiamo portato cose fatte da noi, non le troverai nella tua città; ti ricorderai di noi e di questo posto.-

BENNY: -Non ho un albero di Natale per tutti voi, ho questo, a cui tengo tanto, e siccome sono l’unico, a quanto ho capito, in Albergo, ad essermi portato un po’ del mio Natale, in tasca, non vedo altra soluzione, che regalarvelo io l’alberello, e poiché il Babbo Natale, senza l’albero, si sentirebbe solo, regalo anche Lui. Dei libri, beh, quelli scolastici li regalerei volentieri, ma proprio, non posso, vi dono quelli di lettura…, così vi ricorderete del nostro freddo e dei nostri cappotti invernali! Naturalmente, tutto questo, alla mia partenza, fra due giorni.-

Grandi occhi spalancati e bocche aperte pronte a prendere aria calda in bocca. Urla gioiose dei bimbi, tutti tuffati nell’atmosfera del Natale, con tanto di ghiottonerie dell’atra parte del Mondo, che faranno anche male alla pancia, faranno anche ingrassare, ma in quanto a squisitezza…., sono la fine del Mondo!

E così, in una piccola fantastica Isola dell’Oceano Indiano, dove tutto è colore, tanti fiocchi di candida neve hanno cambiato lo scenario, imbiancando la spiaggia, gli alberi di cocco, le piante tutte, mentre il sole, sornione rideva. I bambini del luogo hanno potuto vedere dal vero un paesaggio diverso, hanno festeggiato un Natale con un Babbo Natale che non si era mai fermato in quel luogo, e grazie a Benny hanno anche ascoltato le canzoni che tutto il Mondo suona per Natale, e il loro amico, ha pure lasciato loro un ricordo che, con la neve o no, tornerà a festeggiare il prossimo Natale e tutti gli altri ancora.

La partenza si avvicina, un aereo metterà un confine grande fra questi bambini. Forse, con ogni probabilità, non si vedranno mai più, però, si ricorderanno del loro amico e della sua neve; chissà se Benny, avrà cura del cestino intrecciato di foglie seccate al sole, o se il tempo annacquerà questi ricordi…., io penso di si, in un’atmosfera diversa, bambini con culture diverse, si sono incontrati e si sono regalati qualcosa che veniva dal cuore e da un Babbo Natale generoso, intrigante e un tantino bizzarro.

 

7 pensieri su “Natale nell’Isola di Gwelly”

  1. Una favola tenera e non banale, che insegna ai bambini a volersi più bene.Bravi! Greta

  2. la seconda “opera” è sempre la più difficile!!!!
    ma per me e per Sandra è davvero un piacere… inventare, confrontarci, esprimere qualcosa di veramente genuino!!!
    QUINDI ORA ASPETTATEVI LE TERZA, LA QUARTA E LA QUINTA STORIA… E COSì VIA..!!
    RINGRAZIAMO TUTTI PER I CONSIGLI CHE CI DATE!!!

    Michele e Sandra!!

  3. A sandra e Michele un sentito plauso per questa iniziativa che viene ad arricchire il sito di favole splendide, che sono e saranno la delizia non solo dei bambini. Contenuto divertente ed educativo, scrittura brillante e piacevolissima, stile spigliato e sbarazzino e… l’inconfondibile simpatia di Sandra.
    Grazie, Sandra e Michele, costituite un tandem formidabile capace di creare cose stupende, che assolutamente dovrete pubblicare su cartaceo.
    Un caro saluto. Ignazio

  4. Sempre interessanti ed educativi, i vostri racconti.
    Quindi, aspettiamo il terzo, il quarto………
    Bravi! Sandra e Michele.
    Alla prossima.
    Grazia

  5. carissimi,
    complimenti per aver saputo veicolare il messaggio educativo con un linguaggio semplice ed adeguato al bambino che legge.
    mancano solo le illustrazioni…
    ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *