Un senso di colpa

Dissentirai, certo,
non hai mai fatto altro.
– shhhhh, la gente mormora
e che non si sappia in giro
che hai sangue da vendere tu! –
dicevi così, ricordi?
Battevi il plantare
sulle soglie in ritardo
come puntualmente fanno i treni
e pensare che io non ne
avevo mai presi.
Li ho persi tutti, sempre.
Quelli che perdi, fischiano più forte
e a volte sparano fiori dai finestrini in corsa.
Io ero sempre sotto a raccoglierli.
Si, non preoccuparti,
lo so che è pericoloso
corrervi accanto.
Sto ferma.
E poi, tutto il tempo ad ascoltarti
per perdonarmi. Poi correvo a levar via le lenzuola
per ritrovare le iridi, bucate
così come le avevo lasciate
dentro lo specchio.
Io, sempre figlia
tu, sempre madre.

Un pensiero su “Un senso di colpa”

  1. Veramente particolare. Sopra le righe. Complimenti. Ti distingui per l’estro.

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