La musica delle conchiglie

Kinta era un bambino molto povero. Abitava in un piccolo villaggio a pochi metri dall’oceano, e passava la maggior parte del suo tempo a giocare sulla sabbia. Rincorreva i pesci che nuotavano in superficie, e qualche volta riusciva anche ad afferrarne qualcuno. Ma non voleva fare del male a quelle piccole creature. Loro erano i suoi amici e compagni di gioco. A Kinta piaceva accarezzare i pesci, che poi inevitabilmente scivolavano via dalle sue mani, e ritornavano in acqua, nuotando liberi come prima, e senza allontanarsi dal loro giovane amico. Sembrava quasi che sapessero che con lui, non correvano alcun pericolo.
Kinta giocava spesso con la sabbia, creando infinite forme dettate solo dalla sua fantasia. E qualche volta veniva sorpreso da un improvviso temporale, che scioglieva le sue creazioni come il ghiaccio sotto al sole. Ma a Kinta piaceva anche la pioggia, e l’odore della natura dopo il suo passaggio. Correva sotto il suo albero e rimaneva lì, ascoltando in silenzio lo scrosciare dell’acqua venuta dal cielo. E pensava a Momi, la bambina del villaggio vicino, che aveva la sua stessa età, e che vedeva quasi ogni giorno. Era lei la sua bellissima compagna di gioco. E ripensava a quel pomeriggio, quando le onde del mare erano colorate da un tramonto mai visto. Era la prima volta che si incontravano. E da quel giorno Kinta capì quanto era fortunato.
Passavano tanto tempo insieme. Kinta fece conoscere a Momi i suoi piccoli amici, i pesciolini, e le fece vedere anche quanto era bravo con la sabbia. Le fece vedere dove si trovava il suo albero, e come era abile ad arrampicarsi, e a saltare agile da un ramo all’altro. Poi venne a conoscenza di un segreto straordinario. Un giorno Momi portò con se una grossa conchiglia, e gliela porse, invitandolo ad accostarla vicino al suo orecchio. Kinta non capiva quale poteva esserne il motivo, ma fece comunque quello che aveva detto la sua amica, e improvvisamente rimase a bocca aperta, e spalancò gli occhi… stava ascoltando qualcosa, non riusciva a crederci… ma… era una musica straordinaria… era la musica delle conchiglie…

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