Il tempo

Attendevo il ritorno di quel “toc”, preciso e metallico, con una certa angoscia. A volte sembrava titubante a confronto del più deciso e regolare fratello in andata: il “tic”. Si, sembrava proprio che quel ritorno potesse tradirmi da un momento all’altro. Sarebbe stata la catastrofe, la tragedia per antonomasia, la fine annunciata: lo yin senza lo yang, il bianco senza il nero, il giorno senza la notte!

Amavo avere una decina di orologi vintage a carica manuale, alcuni più pregiati altri meno. Li tenevo in quella bella scatola di legno foderata con panno di velluto blu. Queste macchine infernali, per quanto oggetti rari e belli, di moda o di lusso che siano, sono tutti limitatissimi in quanto tutti dipendono dalla nostra volontà nel dargli o meno vita; ovvero: corda. Tastavo quegli aggeggi ripetutamente, uno dietro l’altro. Ascoltavo, posavo ed afferravo velocemente l’altro premendolo all’orecchio quasi, proprio in quel frangente d’attimo, potessero venir meno.

Li pigiavo talmente forte al lobo, per carpirne il singolare ritmico suono, che il fondo esterno della cassa metallica sovente mi ricordava dell’esistenza anche di altre leggi fisiche tipo, per l’appunto, il caldo del mio lobo ed il freddo dell’acciaio della cassa. Questo pensiero, però, riusciva a mala pena a strattonare la mia attenzione per qualche decimo di secondo. Cogliere il segreto del tempo era ciò che mi interessava primariamente e dovevo riuscirci prima che fosse stato troppo tardi.

Una cosa, intanto, era certa: il tempo è freddo! Implacabile, gelido e preciso! La mia ricerca sul tempo riguardava il tempo dei tempi. Il sempre ed il nulla, l’attimo e l’eterno; non certamente l’ora i minuti ed i secondi!

Ragionavo che per catturare selvaggina o cacciagione si usano particolari tipi di trappole, così come per tante specie di pesci bisogna usare l’esca giusta. Per cogliere il tempo dovevo capire cos’era il tempo, appunto, cos’è il tempo? E’ la percezione dello scorrere del sangue nelle vene o la visione di nuvole che vanno alla deriva? Il tempo è: l’attimo e l’eterno insieme! Come faccio a catturare l’attimo se non sono eterno? E se il tempo fosse molto più lento o molto più veloce di come lo percepiamo? Dove dovrei coglierlo nel microcosmo o nel macrocosmo? La vita di alcuni grilli, cicale o farfalle dura appena un giorno eppure non li ho mai sentiti lamentarsi. Alcune specie di rettili, squali ecc.. si dica abbiano milioni di anni. E le stelle? I pianeti? Le comete? Le galassie? Da quanto stanno? E quanto potranno vivere? La situazione ora era abbastanza complicata.

Per concentrarmi, la sera, avevo escogitato un rituale molto semplice, tenevo premuto la giugulare per alcuni minuti prima di prender sonno. Ascoltavo pulsazioni amplificate nel silenzio della testa e seguivo quei ritmi frenetici, ma tante volte anche regolari. Stavo intercedendo col tempo? Lo avevo condizionato? La sola ed unica risposta era sempre la stessa: il rituale mi aiutava a prendere sonno prima e meglio.

Imperterrito tutto il mio tempo libero lo passavo in garage tra mille strani arnesi. Spesso indossavo anche un camice bianchissimo di cui ne avevo gran cura affinché non si macchiasse con alcunché, come se il tempo potesse aver rispetto dell’innocenza della ricerca.

Manovravo, con sapienza, goniometri e mappamondi. Righe, compassi, binocoli e telescopi. Niente! Non riuscivo a capire da dove cominciare.

Avevo la fortuna di abitare in campagna e di avere abbastanza tempo per riflettere. Osservavo quei fiori schiudersi uno dietro l’altro, ed i frutti maturare sugli alberi. Se il tempo si fosse fermato, i fiori che avrebbero fatto? E quel gattino tigrato, fin troppo vivace, avrebbe smesso di crescere? Ma dove stava l’essenza del tempo che tutto governa e alle cui leggi tutti ubbidiscono? Tutto ciò mi tornava strano. Una cosa così grande eppure praticamente invisibile ed inafferrabile; intangibile.

Sapevo che: L’unità di tempo è la durata dell’intervallo di tempo che separa due fenomeni scelti una volta per tutte lungo la scala dei tempi. Ma ciò non aiutava il mio nobile scopo a cogliere l’intervallo. Avevo letto anche che: una scala di tempi è una successione ininterrotta di fenomeni che permette di assegnare una data a ogni altro evento. Ed ancora che: il tempo come ordine oggettivo, con cui si misura il movimento; il tempo come intuizione della successione di stati di coscienza legati tra loro dalle facoltà della memoria e dell’immaginazione (come anticipazione di stati futuri). Il tempo come struttura della possibilità e della progettazione. La concezione che identifica il tempo con l’ordine del movimento è la più antica. Si ritrova nella dottrina pitagorica e platonica e trova la sua definizione classica in Aristotele: il tempo è il numero del movimento secondo il prima e il dopo. Nell’accezione di ordinamento come successione di istanti omogenei, tale concezione del tempo fu ripresa dalla scienza moderna, e posta a fondamento della meccanica. Ma anche che: il tempo è considerato come fluente indipendentemente da qualsiasi fenomeno che accada in natura e dal sistema di riferimento usato. Infatti, il tempo vero, assoluto e matematico, per proprio conto e per sua natura fluisce uniformemente senza riferimento ad alcunché di esterno. La critica relativistica ha sostituito al tempo assoluto il concetto di tempo relativo all’osservatore, mettendo in luce il fenomeno che va sotto il nome di dilatazione dei tempi.

Insomma avevo capito che fino alla fine dei miei giorni non avrei mai potuto cogliere il tempo in quanto, questo, soggetto a sua volta ad altri tempi, ed altri spazi, dilatati o ristretti che siano dalle circostanze del momento, del dato momento o da quel preciso momento!

Alzai lo sguardo e vidi che quel cielo stellato sopra di me roteava freneticamente. Intorno, invece, il tempo sembrava molto più lento. I frutti maturavano eccome e senza fretta. Abbracciai il mio micino con la pena di chi sa di dover, per una dottrina o per l’altra, trapassare dovendo cogliere in altro tempo e… in altro spazio.

 

5 pensieri su “Il tempo”

  1. Bello e triste, lento, veloce e inspiegabile, come lo é il tempo, appunto. Mi è piaciuto.
    Ciao. Sandra

  2. Mi è piaciuto molto, Sal. Un vero concentrato di spunti per riflettere. Il concetto di “tempo” (e di conseguenza di “spazio”) ha affascinato tutti (coscientemente e non), in letteratura ed in musica ed in qualsivoglia forma di espressione. Come dire… io credo non sia altro che una definizione e non esiste se non in rapporto a qualcosa o a qualcuno. La vita, non è tempo. Non vi ha nulla a che fare. Mi viene in mente un libro che ha trattato l’argomento “tempo” e “spazio” in maniera ironica, anche se affatto superficiale. Ed è “L’isola del giorno prima” di Umberto Eco. Se non l’hai già letto, te lo consiglio. Baci!

  3. Sandra ti ringrazio tanto veramente di cuore. Grazie a te e qualche altro/a ora mi sento pienamente accettato, ciononostante, le mie pecche ed i miei orrori. Posso solo migliorare, posso ancora stupire…GRAZIE….

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