Emesis

Sembrava tutto irreale. Vedeva la nave esplodere, ma non sentiva nulla, solo qualche rumore ovattato. Iniziava a perdere il senso delle cose, sentiva che l’ossigeno stava per esaurirsi. Il suo respiro era un debole suono roco che appannava irregolarmente la visiera.

Fluttuava nel nulla, la tuta nera e viola si confondeva con l’oscurità del cosmo, puntellato dalle numerose stelle. Vide l’Emesis che andava distrutta, un’esplosione dietro l’altra la illuminava a tratti.

Una ferita profonda le tranciava il petto da parte a parte. Il sangue fluttuava a gocce attorno a lei, copioso e lento. Il senso di vuoto che la attorniava lo sentiva fin dentro lo stomaco, assieme ai brividi ed alla nausea. Stava morendo, ne era consapevole. Peró non provava panico, perché lei aveva vinto. Aveva vinto la paura di morire. Quando la nave si ridusse ad una tempesta di metallo che si stava dissolvendo capí che ce l’aveva fatta. La vita era un costo che aveva dovuto pagare, perché se non l’avesse fatto sarebbe successo il peggio. L’Emesis si sarebbe distrutta sulla Terra, distruggendola quasi per intero tanto era grande ed imponente. Tante persone innocenti sarebbero morte.

Malika le aveva fatto una domanda prima di partire: Vale la pena perdere la vita per gli altri? Sorrise. Il Sole la illuminava e sentí sulla pelle il suo calore confortante. Le scese una lacrima e chiuse gli occhi. Ora sapeva. Sapeva qual era la risposta.



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