Lettera ai potenti

Egregi Dottori della nostra società,
scrivo con la speranza di farvi mettere piedi nella realtà;
realtà che troppe volte vi vantate di sapere,
invece più in là da un palmo dal vostro naso non riuscite a vedere.

Mi chiedo se sapete cosa vuol dire
Vivere ogni giorno senza poter udire
Il fruscio delle foglie mosse dal vento
O semplicemente, un piccolo oggetto caduto sul pavimento.

Mi domando:
vi siete mai chiesti cosa significa desiderare
Correre a piedi nudi su un prato o in riva al mare,
dare semplicemente un calcio a un pallone
o perché no, inseguire il volo di un aquilone?

Sapete quante persone la luna nel cielo non possono ammirare
E del sole ne sentiranno sempre solo parlare?
Riuscite a immaginare quanto pagherebbero per poter anche solo un’ora
osservare stupiti lo svegliarsi del sole che dipinge l’aurora.

No, non lo sapete e forse il problema mai vi porrete,
altrimenti non vi perdereste in mille parole, ma agireste con azioni concrete;
invece una nuova moda per la notorietà da voi è stata lanciata,
farvi filmare mentre fieri, vi auto bagnate con una solidale secchiata.

Ma dico:
tutto questo vi sembra davvero una cosa normale,
mentre ci sono madri che lottano contro la morte dei propri figli, vivendo perenne in un ospedale?
Ma sì, forse quella anormale son io, che crede che per la ricerca e l’integrazione ci siano soluzioni migliori,
soluzioni che sicuramente mai prenderete, perché richiedono impegno e soldi maggiori.

Mi spiace se ai vostri occhi posso apparire poco cortese,
ma credetemi, sono più gravi e frequenti le vostre quotidiane e gratuite offese,
mentre questo scritto, come fumo nel vento scomparirà,
perché chi non vive di fama e potere voce non ha.

V’invito soltanto a una piccola riflessione e giuro che poi vi saluto:
se la vita avesse messo a dura prova anche voi cosa sarebbe accaduto?

Cordiali saluti da me e da chi, condivide lo stesso pensiero mio
E sapendo di non poter contare su voi che governate, spera con forza nella Misericordia di Dio.



7 Commenti per “Lettera ai potenti

  1. Grazie Lucia per questa poesia in rima baciata, rispecchia perfettamente il mio sentire. Grazie per la sensibilità di soffermarsi in poesia su ciò che ogni giorno tutti noi ci domandiamo. Facciamone una bandiera.
    Un abbraccio.
    Sandra

  2. Sotto queste rime, così delicate, arde il fuoco di una ribellione profonda, contro un mondo dominato dalla mediocrità e dove la voce della speranza diventa ogni giorno più flebile. Questo sentimento ci accomuna e mi fa sentire meno solo. Grazie Lucia, stamattina ho scoperto un luogo davvero bello, ci tornerò spesso.

  3. Ciao Giuseppe, sì, forse un po’ l’anima da ribellione ce l’ho, anche se non sempre riesco a tirarla fuori: e questo chi sa se è un bene o un male.
    Però, quando scrivo ogni tanto prende il sopravvento e allora sfogo anch’io!
    Vero, questo mondo è sempre più dominato dalla mediocrità e da chi vive solo in cerca della fama, senza preoccuparsi di ascoltare il più debole, ma si diverte a uccidere anche la speranza; e se non sto per fare una figuraccia e sei il Giuseppe che conosco io, queste cose le conosci meglio di me, poiché cerchi di combatterle ogni giorno: se invece ho fatto una figuraccia anche se non credo, chiedo scusa.
    Tu scrivi:
    Questo sentimento ci accomuna e mi fa sentire meno solo.
    La cosa è reciproca, perché credimi, mi capita spesso di pensare che forse quella anormale sono io, ma se essere anormale vuol dire credere in certi principi viva l’anormalità!
    E oggi lo dico sapendo di avere un alleato in più. (Sorriso)
    Sì, questo è un bel luogo, possiamo definirlo una piazza letteraria e mi fa piacere se tornerai.
    Grazie per esserti fermato a leggere e a commentare la mia poesia!

  4. Sì, sì, sono proprio io, l’allievo di iphone (sorriso), è bello sentirsi sulla stessa lunghezza d’onda.

  5. Hai perfettamente ragione Lucia, i potetni molte volte non vedono al di là del proprio naso, o fanno i finti tonti per non pagare il dazio…
    ti saluto
    Giampaolo

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