L’intesa

Sto passeggiando con il mio “Lancillotto”, ci stiamo inoltrando nel solito boschetto. Lo sto osservando ed é bellissimo. Sopra il fascio di muscoli, il pelo nero corto di colore nero sembra velluto, sul muso la tipica stella bianca e sotto la pancia e sulle zampe prevale il bianco e il ruggine. I tipici tre colori del bovaro. Lui, però il guardiano di mucche non lo ha mai fatto, a tre mesi è venuto a fare il principe in casa mia. Potrei andare ovunque e con Lui mi sentireì al sicuro, so che darebbe la sua vita per me.

Ad un tratto si ferma e mi guarda. C’è un pezzo di legno per terra, ed io so già cosa vuole. Mi guardo intorno, devo fare attenzione, é agguerrito con i suoi simili maschi, non c’é nessuno e lo sciolgo. E’ uno spettacolo vederlo correre con quella eleganza e drittura, le sue piroette in altezza per riprendere il bastoncino sono da vero ginnasta. Cerco di imprimere bene in un angolo della mia mente queste scene, per i tempi in cui anche Lui invecchierà e forse non lo vedrò più così agile e vispo. E’ una realtà a cui dobbiamo rassegnarci per gli umani ed é così anche per gli animali, purtroppo.

Nel mio vicinato, tutti abbiamo un cane; qualcuno, ahimé, ci ha lasciato ed altri cuccioli sono arrivati. Proprio l’altro giorno ne é arrivato uno di tre mesi, un’orsacchiotta, non ero neppure a conoscenza di questa razza, il Leon Berger. Si chiama Nana e da adulta, peserà sessanta kili! Adesso, a tre mesi é già alta come il mio Benny ed é una massa di pelo melangiato marrone, é accudita da quattro fratellini…; penso a come sono fortunati questi bambini, hanno l’opportunità di crescere con una bestiola ed imparare tante cose. Nana, ha fatto amicizia con Benny, e quando Lei abbaia, dal giardino vicino, Lui risponde con il suo vocione, tutti gli altri intorno partecipano e ne segue una cagnara. 

In questa fase matura della mia vita, credo di saperne più di cani che di bambini. Beh, sono lontani i tempi in cui trastullavo il mio bambolotto ingordo di latte con il carrettino, adesso viaggio con un guinzaglio, sacchettini di plastica e scarpe da ginnastica per evitare cadute, possibile conseguenza di qualche strattone alla vista del grande nemico, il gatto.

Al mattino quando vado al lavoro, Benny, sa che deve uscire, e guardandomi con occhiata patetica e muso a terra, senza fare storie, ma a malincuore, esce e va ad accucciarsi sotto il pergolato; scende in giardino solo per le sue eventuali necessità. Non ama andarci senza di me. La considera una specie di punizione.

Al mio rientro a casa, immediatamente lo faccio entrare e lì, subisco piacevolmente le sue coccole, in pratica mi ritrovo con le sue zampe al mio viso, grande scodinzolamento, e ferma presa di me stessa per non essere travolta e finire per terra. Terminata questa scena, c’è l’intesa degli sguardi; lo sto viziando da sempre, come ho viziato tutto ciò che é capitato sotto le mie mani, da mia madre ai miei cani. E’ una mia debolezza, un mio limite, ho provato a modificarmi, qualche rara volta, mi sono pure fatta una “violenza”, ma caratterialmente non ce la faccio: adoro viziare, tutti, all’infuori di me. L’intesa, appunto, é data dal cibo. Bastoncino al fluoro e pelle di bufalo come premio, e biscottino, ma non solo: dal suono delle parole, movimenti, abitudini, vista di oggetti, occhi che s’incontrano, parlano ed entrano in sintonia; un gioco sottile, piacevole, armonioso e di complicità che insieme abbiamo inventato.

Lui, é educatissimo, non ha mai sciupato niente e le volte che lo lascio in casa, trovo sempre tutto in ordine, e come un orologio svizzero, verso le quattro del pomeriggio, mi viene a cercare, mi guarda e…, potrei anche non guardare l’ora, so che è il momento della nostra passeggiata. E’ bravissimo anche per le uscite in macchina e per le vacanze. Viene sempre con noi, ovunque, a Benny, basta stare con la sua famiglia.

Ho già avuto una precedente perdita di questo affetto, ed ho sentito molto male, ma sono disposta a provare nuovamente questo inevitabile dolore, pur di fare un pezzo di strada, possibilmente il più a lungo possibile, con Lui.

Ogni bestiola é diversa, nel carattere, perfino nel dare affetto, ma quello che lasciano dentro é una traccia tangibile, un patrimonio ricco di ricordi, tenuti stretti nel cuore e nella mente a farti compagnia nelle giornate nere, quando la malinconia é una lama sottile a cui non vuoi sottrarti.

I figli, si sa, hanno i loro interessi, la loro vita, ci sono e non ci sono, e va bene così, ma il cane è sempre lì, ad esprimere il suo affetto, a farti le coccole, a riceverne, a controllare persino il tuo respiro, il tuo umore, é la tua ombra, ma so per certo, che questi sentimenti, queste sensazioni, sono comprensibili solo a chi ha conosciuto questo tipo di amore e ne sa apprezzare il valore.

 

4 pensieri su “L’intesa”

  1. Sandra vorrei citare un miuo aforisma: “Vorrei essere qualsiasi altro animale, tranne l’uomo”.
    Io cambierei la mia vita subito, senza pensarci su Due volte con un gatto, un cane, un piccione, un corvo, un felino qualsiasi, un orso, un cinghiale, un lupo, un condor, un delfino, un cobra, uno squalo, uno scoiattolo, un cucciolo qualsiasi…

  2. ho sempre goduto dell’affetto e della compagnia di un animale, perciò ti comprendo appieno anche in quella sottile amarezza della separazione prevista e inevitabile, ma è così bello sapere che puoi contare su un affetto sincero e gratuito che esso va vissuto come un lungo momento di felicità.
    ciao

  3. A DIFFERENZA DEGLI ESSERI UMANI NON SORRIDONO E NON PARLANO……. MA FANNO MOLTO DI PIU’………. NON TI TRADISCONO MAI!
    SEMPRE BRAVISSIMA SANDRA!
    CIAO CIAO

  4. la cosa straordinaria di essere uomo è che posso sognare di essere un altro animale.
    non credo che un altro animale possa fare lo stesso.
    posso pensare tutto ciò che voglio, ma resto sempre un uomo. l’animale uomo che pensa.
    pensa un pò!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *