Frappé

Erano i tempi in cui non c’erano tanti soldi nelle tasche dei ragazzi, mille lire dovevano essere lunghe e bastarci un bel po’. Anche luglio, era diverso, caldo ma non umido, i vestiti non si appiccicavano addosso come adesso, o forse eravamo molto giovani ed il caldo era solo una caratteristica piacevole, soprattutto in tempo di vacanza; ritrovarsi, ridere, scherzare, passeggiare, stare insieme, erano le componenti base, il dove, non era importante.

Sono le cinque del pomeriggio, luglio é nel suo pieno splendore, cielo pulito e sole estivo. Un grande giardino e tre biciclette appoggiate allo schienale di una panchina di ferro. Un gruppetto di giovani, tre ragazze e due ragazzi, schiamazzano allegri incuranti del caldo, sono in vacanza, liberi da impegni scolastici si scambiano battute a vicenda. Un carrettino artigianale nei vialetti del giardino, vende il frappé, alla menta e all’amarena. Uno dei due giovani, quello più alto, offre la bevanda a tutti. Che meraviglia e che cosa insolita! Non per mancanza di generosità ovviamente, ma di denaro. Nei tempi attuali la situazione é del tutto diversa, ma allora offrire alla “paranza” era singolare, lo posso assicurare.

Oggi l’estate é umida, in città non si trova refrigerio ed anche il frappé é diverso, più sofisticato, servito in bicchieri eleganti, accompagnato da bastoncini con ombrellino colorato, ma quando scende giù per la gola, in quel tunnel buio, l’immaginazione prevale, l’olfatto viene incontro agli occhi della mente ed ecco riaffiorare quel sapore antico; é uscito dallo scrigno dei gioielli remoti, dopo, tornerà al suo posto.

Personalmente, quella era la prima volta che gustavo un frappé, era all’amarena e lo trovai squisito.

 

6 pensieri su “Frappé”

  1. Carico di ricordi nostalgici, magistralmente resi. Complimenti Sandra. Molto bello. Ciao.

  2. racconto stupendo….. ma son cambiati i tempi o siamo noi con il nostro frenesismo a non apprezzare la semplicita’ delle cose?

  3. Per mia grande ricchezza non sono stata contagiata, continuo ancora a saper apprezzare la semplicità del passato e l’attuale.
    Grazie per il commento.
    Ciao. sandra

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