La selvaggia sete di Rimbaud

Ho cavalcato i monti
e conversato con le nuvole,
ho conosciuto il disprezzo,
l’invidia e l’amore,
scherzato con la morte
e ammirato la notte.
Ero amico degli dei,
fino a quando non li ho
visti morire ridendo,
divertiti dalla pietà
di un nuovo dio
fedele alla compassione.
Ero l’idolo del tramonto,
grasso com’ero di veggenza.
Accompagnavo l’arpa della vita
in melodie ultraterrene
scoprendo la natura
dell’animo umano.
Soffocato dalle convenzioni,
imparavo l’arte della parola
e insegnavo quella della perfetta follia.
Fino a quando non precipitai
nel fondo, senza mai risalirne
a pieni polmoni.
Ero stanco,
stanco di tutti
e oppresso dall’euforia.
Studiavo un modo per resistere,
ma il peso dell’angoscia era maggiore.
Nero in viso,
lasciavo la vita.
I ricordi svanirono insieme
con la giovinezza.
Un vero guerriero non si risparmia,
combatte per morirne.

 

6 pensieri su “La selvaggia sete di Rimbaud”

  1. Ciao, spero sia una fase passeggera quella della tua introspezione, ma scrivi in modo alquanto ermetico e sapiente che nessuno si cimenta nel commento. Sembra tu non abbia dubbi ed abbia poco da imparare, in questo modo escludi gli altri, le possibilità di intervento ed il mondo. Anche questa è una riflessione, ciao…

  2. Ciao, ti ringrazio ancora per i tuoi commenti a cui sempre con piacere mi volgo.
    Innanzitutto spero di imparare ancora moltissimo, ma di dubbi, te lo assicuro, ne ho piena la coscienza. Inoltre penso di non essere io colui che “esclude”, ma bensì si escludono tutti quegli altri che non si “cimentano” in questo tipo di discussioni. Sai cosa può importarmi di qualcuno che mi scrive roba del tipo “bellissima poesia” oppure “molto bella e sentita” ecc.. Certo sono sempre degli apprezzamenti, ma cosa vogliono dire? Aspetto ancora qualcuno che mi dica di sentire le stesse cose che provo io e di discuterne; cosa me ne faccio di un complimento? Per me non è uno stimolo.

    -il popolo capisce poco ciò che è grande, cioè: la creazione. Ma esso ha comprensione per tutti gli attori e i commedianti delle grandi cause-

    Spero tu capisca. Aspetto una risposta. A presto,
    Lafcadio.

  3. Caro Lafcadio, ti capisco benissimo. Io sono del 1961 e quand’ero giovane avevo una foto di Hitler nella mia stanzetta. Se avessi avuto il potere di farlo avrei sterminato tutti coloro che ai miei occhi non capivano! Negli anni ho imparato che un uomo è grande quando riesce a trasmettere ad altri uomini, specie se piccoli. Il nostro caro Schopenauer prima di spararsi un colpo alla tempia disse: è inutile ch’io vi insegni tanto non potreste capire. Tutto ciò è vero e molto doloroso ma se noi andiamo in un’isola sperduta dove gli abitanti di quel posto hanno capito tante cose più di noi, come molto spesso accade, (vedi India, Butan, ecc.ecc.ecc.) tu vedi che loro sono cordiali e gentili con noi, ci spiegano e ci insegnano le profondità della vita.
    Poi sta a noi coglierle o meno, ma loro ci provano. Tu mi parli della conoscenza dell’arpa della vita, cosa che non tutti sanno tranne tu ed io, quindi confido in una tua grande illuminazione…

  4. credo che ciascuno commenti ciò che legge a seconda di come viene sollecitato nell’animo.
    qualcuno è affascinato dall’uso sapiente delle parole, qualcuno dall’argomento, qualcun’altro dalle immagini che coglie.
    a volte, ed è già stato detto, dire “bello” è deludente per chi ha scritto ed ha operato una grande fatica nella composizione,ma è la via sintetica di valutare per chi legge e coglie l’evidente bellezza di ciò che gli sta davanti, nel senso che non potrebbe essere aggiunto o tolto nulla a quanto l’autore dice.
    credi che non sia stata capita la fierezza dell’uomo che valuta la sua vita e la difende in tutti i suoi aspetti e per tutte le scelte che ha fatto e ha vissuto appieno?
    credi di non aver suscitato emozioni, rimpianti, rabbia nella descrizione di quella Sarajevo distrutta da una lotta fratricida consigliata solo dalla bestialità umana, città che anch’ io conosco e parte di quella parte d’Europa trascurata, bellissima e fiera che amo?
    mi scuso per non averti detto prima queste cose, le ho date per scontate, ma nulla mai deve essere scontato.
    hai ragione tu.

  5. Mi è piaciuto molto l’inizio, ha un che di ‘favolistico’ e avventuriero, le nuvole, le lotte, anche di magico.

  6. Forse carente di figure retoriche, per dirsi poesia al 100%; ma ammettiamo che sia una prosa poetica: mi piace, ti faccio i miei complimenti.

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