Il cacciatore

Era bellissimo con la sua chioma nera, alto e lo sguardo intenso; sotto quegli occhi scuri, a volte, si celava uno sguardo severo, quasi di rimprovero, in altri momenti invece, troppo allegro e un po’ sbruffone. Era comunque inafferrabile e luciferino.

Giorgia si era domandata spesso su come sarebbe diventato fra trent’anni e anche più. Di sicuro avrebbe mantenuto la sua altezza e quegli occhi inchiostro per cui il suo mare azzurro si era confuso e contagiato.

Quando lo aveva definito “il cacciatore” non si riferiva alle gonne che poteva andare a cercare, ma bensì a tutto ciò che rincorreva da sempre, cioé i sogni; seminava stelle al suo passaggio, aveva la sensibilità degli artisti, sapeva essere perfido anche se poi, guadandolo, non si trovava niente di malefico in quegli sguardi penetranti e pericolosi.

Il tempo non aveva scalfito la sua personalità, anzi, l’aveva rafforzata; l’esperienza e qualche graffio che poteva essersi introdotto dentro la sua armatura non lo aveva inacidito, ma reso più dolce dei suoi vent’anni ed anche più avvicinabile, tanto che Giorgia era riuscita persino a parlargli disarmata, senza paura di farsi male, o forse era Lei che aveva superato, con la sua maturità, quel senso di inferiorità che l’avvolgeva come un cappotto troppo stretto.

Sapeva con certezza che il cacciatore avrebbe continuato a far visita nella sua mente anche attraverso i secoli, ma questa volta, si sarebbe fermato rompendo il silenzio con parole e musica, e Lei, avrebbe avuto, finalmente, la sua compagnia.

 

4 pensieri su “Il cacciatore”

  1. è vero ci sono ricordi che continuano a vivere nella nostra mente, fissati in un battere di ciglia lungo un anno siderale.
    ci son persone che catturano il nostro cuore e il nostro spirito non solo per il loro apparire, ma soprattutto per quel sogno che sono e rappresentano.
    tutti siamo prede e cacciatori …..

  2. bella davvero, a volte essere cacciatori può far sembrare arroganti ma non lo è, ogni giorno me ne sento dir tante solo perchè amo la vita le emozioni e mi piace viverle……..

  3. Quando, giunto al finale di un racconto, provi rammarico che esso stia per finire, significa che esso ti è piaciuto molto ed avresti voluto che continuasse. Se tu scrivessi libri, sono sicuro che li leggerei d’un fiato in una sola sera.
    Sai scandagliare l’animo umano e fare palpitare di vita i tuoi personaggi.
    Ciao, Sandra, a rileggerti presto.
    (Trascorse bene le Feste?)

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