Un uomo

Odiami perché ho detto ti amo

ma sono incapace di darti una mano,

perché ho promesso di non cercarti

ma continuo ugualmente a chiamarti.

Odiami per averti fatto soffrire,

per averti illusa, turbata,

per aver scosso il tuo vero amore.

Odiami per tutte le promesse non mantenute,

per la tua vita cambiata e i tuoi sogni,

speranze perdute.

Odiami perchè riesco ad amare due donne senza soffrire,

perché siamo diversi e rimango felice,

perché io so mentire.

Odiami, ma lascia una piccola porta da aprire,

un pensiero ad ascoltare, uno spiraglio

nella tua vita per poter ritornare.

 

19 pensieri su “Un uomo”

  1. “odiami perchè riesco ad amare due donne senza soffrire”…
    caro BRZ, che fai, ci provi?anche tu? canti il solito piede in due scarpe?
    spero che le tue donne non leggano le tue poesie, altrimenti guai grossi in vista…
    ma non preoccuparti, sono una delle poche voci fuori dal coro, troverai torme di donzelle con gli occhioni luccicanti che commosse si faranno tappetino per la tua unica scarpa.
    cresci
    ciao

  2. scusami se ti pare che ci sia una confusione tra piedi e scarpe, ma tanto tu di confusione te ne intendi…..
    coraggio, continua così

  3. Per la rima baciata ti sei fermato al secondo rigo,
    per l’arroganza sei arrivato fino in fondo…,
    ma davvero trovi qualcuna anzi due a cui piaci?
    Sandra

  4. Possiamo tendere alla perfezione ma rimaniamo, purtroppo o forse no, creature imperfette e corruttibili. Come la luna abbiamo due volti, uno bianco e l’altro nero e misterioso. Perchè non “cantare” anche la nostra anima nera? Perchè strapparci in due soltanto perchè potrebbe risultare impopolare? Ho letto righe di pura sincerità nei confronti di te stesso. E questo mi è piaciuto molto. Ciao.

  5. ti chiedo scusa, madeleine, ma dissento sulla tua idea “di pura sincerità”, perchè il poeta si compiace della sua “diversità” e rimane “felice” (v. verso 12), non leggo grandi conflitti interiori, lacerazioni, rimorsi, struggimenti, pentimenti e dolori.
    leggo- per confrontarmi o se preferisci, per imparare, apprendere e per riflettere- tutto ciò che viene pubblicato e quindi “condiviso” e non vedo neanche un grande ricerca stilistica, che a mio modesto parere, deve ancora essere affinata.
    per questo motivo avevo preferito nel mio primo commento discutere del contenuto piuttosto che dello stile.
    la “regola del gioco” (questa è una frase idiomatica della lingua italiana, come ce ne sono in tutte le lingue e mi pare che altrove biasimavi l’utilizzo del termine gioco e dell’allocuzione in sè), cioè del sito (e il sito ha le sue regole, altrimenti ognuno se ne sta sulla sua famosa isola- che- non- c’è e non porta le sue idee in piazza), prevede una critica, cioè un giudizio, cioè l’esposizione di ciò che pensiamo in merito a ciò che leggiamo, quindi è inutile offendersi se si pone all’attenzione di altri scritti che suscitano riflessioni diverse.
    poi ciascuno a casa sua fa ciò che vuole, se trova chi glielo fa fare…..

  6. Concordo con le regole del gioco e trovo giusto che ognuno possa esporre le proprie riflessioni, anche di ‘dura critica’. Mi fa piacere, a prescindere dalle varie opninioni, vedere una discussione attorno ad un mio pensiero.
    Non commettiamo però l’errore di giudicare qualcuno che non si conosce perchè, come la lettura di un brano può suscitare emozioni radicalmente diverse su chi lo legge, altrettanto diverse possono essere state le emozioni che lo hanno generato.

  7. per BRZ, l’autore:
    carissimo, non sappiamo chi sei, non siamo i tuoi vicini di casa, non siamo le tue donne, non ti giudichiamo come persona (ma a tale proposito ti prego di leggere un mio pensiero in proposito- non perchè io possegga la Verità, ma semplicemente perchè stiamo affrontando il concetto di “giudizio” -a proposito di uno scritto di Filippo Pio strenuamente difeso dal suo sostenitore Nik) ma giudichiamo (e rivendico la necessità dell’uso di questo termine) te come poeta che hai deciso di cantare un aspetto piuttosto che un altro del tema amore(contenuto) e il modo in cui lo hai fatto (stile).
    nessuno giudica il Foscolo sul numero di rapporti sessuali che ha avuto, ma per come canta i suoi amori, i suoi affetti, i suoi ideali, condividendo ciò che scrive o criticandolo (criticare deriva dal greco krino e significa giudicare, è il vocabolo colto).
    ciascuno di noi, poi, si sbizzarrisce come può, nella sua sfera privata, possibilmente senza imporre modelli comportamentali come la vita sociale attuale cerca di fare, da qualunque parte della barricata decida di schierarsi, sapendo bene, però, quale è la morale corrente e che, comunque, allorchè diventa notizia pubblica la cosa è sottoposta a giudizio.
    ciao

  8. Anna, perchè l’autore dovrebbe dispiacersi della sua diversità? E’ sincero con sè stesso proprio per questo, perchè lo riconosce. Ognuno poi trae emozioni differenti da ciò che legge in base alla propria personale sensibilità. Per quanto riguarda la seconda parte del tuo commento, quella riguardante le regole del gioco, rimanderei (appena possibile) il dialogo nella sede appropriata che è quella del caffè letterario, laddove ha avuto inizio. Ciao.

  9. madeleine, che ciascuno si compiaccia di quello che può o che sa o che comprende…..

  10. per infrangere le regole della poesia bisogna conoscerle a fondo, capirle e saperle usare. se non si conoscono i criteri, è inutile cimentarsi con forme di scrittura così complicate, riducendo le regole poetiche all’uso di una rima che non resta costante o varia in funzione di alcuna regola.
    per quanto riguarda l’argomento… se è quello che senti, non hai motivo di vergognartene, se e quando troverai una donna che ti starà vicino conoscendo anche questa parte di te avrai trovato la felicità
    in bocca al lupo

  11. Mi rivolgo ad Anna. Sono convinta che al mondo esistano persone che si compiacciono di tutte le cose che hai detto e di molte altre. Personalmente prediligo coloro che con umiltà si amano e riconoscono i loro limiti con onestà. Senza timore di non essere accettati per il fatto di non aver rispettato le regole o di averle addirittura scordate. Tanto ci sarà sempre qualcuno pronto a ricordargliele.

  12. per madeleine:

    per ciò che mi riguarda, mi sento all’interno di un salotto letterario ( e se non ne rispettessimo i canoni taciti e convenuti credo che la redazione interverrebbe di suo, doverosamente, a moderare) e credo di avere amici con i quali discuto di letteratura, non di scelte di vita.
    parlo di forma, stile e contenuto, perchè reputo che lo scrittore, crei la vicenda come l’attore si finge personaggio.
    non credo che nessuno confonderebbe l’attore sulla scena con il personaggio che rappresenta.
    a tal proposito, molti degli scritti comparsi sul sito, che sembrano palesementa autobiografici, alcuni con contenuti a tinte forti, sono solo creazioni letterarie.
    la vita reale è un’altra cosa.
    l’arte è trasformazione e sublimazione, non pedissequa copia.
    ripeterò fino alla noia (mia) che nella vita reale ciascuno è re e si sceglie situazioni, amici , orizzonti che più sono vicini al suo sentire…

  13. Aldilà delle evidenti differenze di opinione, è stato stimolante dialogare con te, Anna. Ti ringrazio e saluto.

  14. Odiami perchè sò mentire… penso solo che l’errore peggiore che un’essere umano possa fare è mentire a se stesso. Mentire a se stessi significa avere paura di guardarsi, di sentirsi, di amarsi e avere il coraggio di cambiare… come pensare di amare, quando non ci si ama.!

  15. Razionalmente hai perfettamente ragione, ma credo capiti più spesso di quanto vogliamo ammettere. E’ molto difficile analizzare e capire i propri reali sentimenti. La paura di fare un salto nel buio, di lasciarsi trasportare dai sentimenti e non dalla ragione, di fare del male a qualcuno a cui hai voluto e vuoi bene, di non essere avventato, di non capire… ti rendono incerto e cominci a mentire. Non per altro siamo, fortunatamente, solo uomini. Ma è poi sempre davvero così sbagliato mentire a se stessi o agli altri?

  16. che strano…
    un velista come te, che va per mare e mare aperto, dovrebbe saper governare e non solo la sua barca …
    ma questo forse è il lato B di ogni essere umano.

    e siccome anch’io ho un lato B concedimi una battuta:
    tra la barca e l’amore tormentato incarni proprio il bel tenebroso. confessa che ti piace…
    …ci avevo preso fin dall’inizio..
    sopportami, se puoi…

  17. …..la verità delle volte può far male …ma rende liberi. E’ meglio una dura verità che una sporca bugia… e poi i momenti bui possono sembrare duri difficili ma, con il senno del poi li ricorderemo con affetto ….

  18. Volevo solo dire una cosa…quello che prova Brezza… non è certo da giustificare…. ma se non ci sei dentro non lo puoi provare… non lo puoi commentare… e sopratutto non lo puoi giudicare..

  19. Io credo che si possono amare due uomini o due donne lo stesso tempo… mai giudicare se non si vivono…

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