Lettera I

Osservo la neve cadere sopra i campi, e non noto nient’altro che il candore di quel manto. Sembra di poterne sentire il rumore, mentre i fiocchi si addensano in cumuli informi. Coprono ogni cosa, che sia natura o costruzione umana, rendendola uguale ai miei occhi, e non c’è alcuno che può interromperla, e non c’è niente che può fermarla. Semplicemente, continua.
Dicono che alla fine è così che va la vita: è un fiume ininterrotto e sempre in discesa, da cui non puoi tirarti fuori e non puoi risalire, per quanto cerchi di usare le tue forze.
Eppure non è sempre stato così, almeno, non per me. Ci sono stati attimi in cui ho temuto di rimanere affogato in quel fiume, e altri in cui sarei riuscito ad uscirne, se solo avessi voluto. Il fatto è che non ho voluto.
Ed è facile considerare lo scorrere degli eventi come qualcosa a cui non si può porre rimedio. E non c’è ragione, e non c’è spazio per i pensieri: quello che deve accadere è già scritto, e quello che è scritto accadrà sicuramente. E non c’è mano umana che possa riscrivere quel libro.
Allora, anche se osservo la neve dalla mia finestra, saprò già quello che succederà dopo. Ma non saprò mai cosa sarebbe successo tanti anni fa, se avessi deciso di tirarmi fuori da quel fiume, e avessi ascoltato quello che il mio cuore mi diceva.
Tutto era iniziato così, per gioco, allo stesso modo in cui poteva iniziare una grande amicizia, o un grande amore o qualcosa di altrettanto bello. Alla fine tutto culminava in quel punto: l’essere felici. E allora non si guardava in faccia nessuno e non si pensava molto a quello che si stava facendo. Bastava sapere di stare facendo la cosa giusta.
Il fatto è sapere se quella fosse la cosa giusta o meno. Non potrei dirlo neppure ora, che tanto tempo è passato e tanta di quella neve è caduta sul mio cuore, rendendolo oramai freddo a qualsiasi emozione. So solo che se quel giorno non fossi stato così codardo, a quest’ora non sarei sicuramente qui, ad osservare il resto della campagna innevata.
Sai, è strano in fin dei conti. Pensavo che a quest’ora avrei avuto qualcuno vicino, eppure sono solo più di prima. Non ho altro che ricordi di cui vivere, e pezzi di carta su cui scrivere lettere che mai nessuno leggerà.
Penso che alla fine di tutto – sì, di tutto – scenderò e brucerò questi scritti, così che ne rimanga meno della polvere. Ad essi sono affidati i miei pensieri, e quando non ci sarò più, neppure loro rimarranno. Mi basterà sapere che sono stati con me, e che ho avuto il coraggio di scriverli su carta e di leggerli – ma non ad alta voce, che sarebbero rimbombati nelle mie orecchie strani e irreali – e alla fine il coraggio di racchiuderli nuovamente dentro di me.
Ma ancora una volta sto perdendo il filo del discorso, e sarà meglio che faccio ordine nei miei pensieri e che inizi a proseguire secondo il giusto senso.
Ecco, ripartiamo da zero.
Tutto era cominciato…

 

5 pensieri su “Lettera I”

  1. Molto bello, un pezzo triste, amaro e dolce; tanta nostalgia messa nero su bianco. Può servire, non a dimenticare, a fare meno male ai ricordi.
    ciao. Sandra

  2. Ciao, secondo il mio modestissimo parere: paroli, frasi e pensieri ben scritti ma a cui nell’insieme sembra manchi qualcosa. L’artista vero, come l’uomo vero, non è solo quello serio, riflessivo e imbronciato spinto fin quasi al suicidio, è anche saper ridere di se stessi, autoironia, e soprattutto, sdrammatizzazione degli eventi. Solo in questo modo riusciremo ad andare avanti.
    Io non credo nel fatto che tutto è già scritto. Noi, ed esclusivamente noi, siamo il destino di noi stessi con le nostre scelte nel dato momento.

  3. Non sono d’accordo sul fatto che tutto ciò che deve accadere è già stato scritto… altrimenti che senso avrebbe vivere? Siamo noi, vivendo e facendo scelte, che scriviamo quel libro…

  4. Senza volerlo, ho scritto le stesse cose di Laerte… Una seconda (e forse più attenta) lettura di questo brano, mi fa pensare che tu non voglia fare delle scelte, probabilmente per evitare di ferirti o ferire gli altri… Allora, forse, è quasi meglio attribuire la causa di ciò che succede al destino e lasciarsi trasportare da esso, invece di prendersi la responsabilità di alcune azioni… A mio parere, in questo modo, si ha una triste visione delle cose…

  5. Molto bello, toccante… io amo scrivere, ma soprattutto leggere… e leggere questi racconti ancora di più… soprattutto nei periodi come questo che sto vivendo… che bene o male rispecchia le parole di questo testo..
    Anche se è bella la lettura, non è altrettanto bello il vivere queste situazioni… però se è vero che dopo la pioggia c’è sempre il sole, forse bisogna solo avere pazienza e saper sperare..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *