Sul tuo volto

Linfa vitale
uscita intatta dal tempo dei millenni
come il respiro della storia alle albe di tutti i giorni
come melodia d’infinito
rubata ai venti della tua terra
come i presagi
rapiti a nuovi orizzonti
per la salute dei vivi.
Ma la luce dei tuoi anni va oltre il tempo
ed accende riflessi nuovi
la morta gora dei secoli.
Oh, i giorni laboriosi
nella vecchia casa degli ulivi!
Intorno alle grige pietre
che sanno di stagioni spente
un albarsi di primavera
accoglie l’umile ancella
mossa dal fiato di Dio.
L’esile rete luminosa
infiammerà l’infinito
ed aprirà ai secoli il nuovo tempo.
Ora
sul tuo volto d’estasi
che ogni nube dislega
l’essere profondo del tuo amore di Madre
affranca l’anelito e l’ansia dei vivi.
E non importa se dolore a dolore
ti recheranno ancora figli
domani:
come ieri, come oggi, come sempre,
le tue mani s’illumineranno di grazia
e i tuoi occhi piangeranno di luce.

 

2 pensieri su “Sul tuo volto”

  1. La tua poesia dal sapore antico trasmette tanta nostalgia mista a speranza. Nostalgia per un passato che s’intravede nel quadro antico proposto, che porta con sè i rumori nostalgici di una laboriosità trascorsa e la speranza di un divenire costruito sui ricordi e sul dolore pieno di una maturità conquistata mista a dolcezza.

  2. Forse non l’hanno capita ma è molto bella questa poesia e densa di significati. La cosa che mi ha colpito è infatti la stretta relazione tra pathos, natura, anima e significato; molto bello anche, segno di una visione poetica e immaginativa il: “come i presagi rapiti ai nuovi orizzonti”.

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