Un modo di donarti la pioggia

Avrei per te

se sapessi parlare

il vento ed i soffi

cose da dire

di cose non state, non dette

Se sapessi

avrei per te

il tempo della mia distrazione

il permesso di mostrarmi

avrei per te

questo luccichio d’anime

che mi chiamano notte

e il suono vago

di ciò che per te avrei

Di certo non sono

ciò che avrei per te

ma ti spedisco

il mio modo d’essere con te

Il tempo esiste

tra le grinze della distanza

ed uno si chiede

se il corpo sia anima

anima il corpo

perché quando ti vedo

avrei per te

sacchi di gioie

che mi rimangono in mano

avrei per te

un modo di donarti la pioggia

un modo che non fa male

E se il reticolo della dolcezza

infittisse le sue geometrie di rami

ovunque il sole ingarbugliasse le ombre

e la notte fasulla vera si facesse

notte ghiacciata e sola

e se il modo che avrei per te

di dirti che è giorno sbagliasse a dirsi

e giorno poi fosse sera

lunga e senza comprensione

e se il lungo riflesso dei tuoi occhi

scie poderose di sentimento che mi annegano il cuore

e l’anima e le percezioni

fosse di nuovo in piena

avrei per te

armonici sbuffi di vento tra le mie costole

suoni antichi con le nocche delle mani

un bacio di cadmio lunare

fiori tra le mani.



1 Commento per “Un modo di donarti la pioggia

  1. Ombre e luci, luci e ombre; pioggia e sole; nuvole e cielo terso in un intreccio sillabico di vita vissuta al condizionale presente che si fa attimo fuggente.
    Ciao, Francesca, un saluto.
    Lucia

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