Allaccio i secondi

Allaccio i secondi

poi disfo matasse

di memorie definite

ma non troppo

e sono stanco.

Non è mai tempo

di metà e mete permanenti

e credo, forse, avanti.

Il pieno e il vuoto

sono identici e perfetti

maledetti

sono in ritardo.

Scegliendo scelgo

d’essere più o meno

io nel mio disegno,

non vedo niente

avrei dovuto

saper cosa

vuol dire… oltre.

Non capisco il mare

cosa c’è di male

usare spesso

la parola amare

sarà mai peggio

di dire: normale.



5 Commenti per “Allaccio i secondi

  1. Ben ritrovato, caro Michele!
    Una poesia ermetica che tuttavia ci ricorda che il verbo “amare” dovrebbe, non solo essere usato più spesso, ma anche “messo in pratica”. Cosa è normale? Il cielo e il mare? Ognuno nei propri disegni ci vede “l’oltre” ed è vicino col cuore e la mente a tutto ciò che è il proprio interno.
    Grazie per questa bella poesia e un abbraccio, che non è né formale, né normale, semplicemente, “speciale”.
    Sandra

  2. Una sequenza di sensazioni, di immagini, di pensieri, di parole che suggeriscono altro.
    In fondo le poesie servono a questo.

  3. Sei riuscito ad esprimere riflessioni molto complesse con parole chiarissime… Bravo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *