Ho costruito una casa

Ho costruito una casa. Con mattoni rossi, in mezzo alla radura. E un tetto di tegole brune, lucenti di sole; e una finestra che guarda in alto, verso il cielo e le chiome verdi.
L’ho costruita per te, ché quando arriverai ti ci potrai scaldare, al fuoco che terrò acceso nel camino, fin quando non scioglierà la malta fra i mattoni.
Ho costruito una casa, con tendine quasi trasparenti alle finestre, così che potrai guardare fuori anche quando il sole entrerà accecante.
L’ho costruita da solo, durante tutti questi anni che ti aspetto, e ogni giorno ci ho aggiunto qualcosa, pensando che potesse dar piacere ai tuoi occhi. E ci ho messo sedie, vecchie e alcune nuove, lampade e tappeti già un po’ polverosi. Ma mi perdonerai, tu ci metti così tanto ad arrivare.
Ho costruito una casa, perché da qualche parte dovevo pur cominciare a realizzare la mia vita con te. L’ho costruita col cemento e col sudore, con il legno e con le lacrime.
L’ho costruita per te. E per me.
E ogni sera mi siedo su una di quelle vecchie sedie, davanti alla finestra, e ti immagino arrivare. Come sarai? Bella, sicuramente, tanto bella che mi vergognerò di farti entrare in una dimora così umile. Ma sarà solo l’inizio, potremo continuare a costruirla insieme, e tu riderai delle stranezze che ci ho messo dentro.
Ma tu sii veloce, attraversa di corsa questo bosco, ché la notte arriva. E le case invecchiano, e poi si fanno tana per gli animali e le piante, e poi macerie.
E anche gli uomini invecchiano, e si fanno macerie.
Ma tu stai venendo, lo so, sai che ho costruito una casa,
per te.

E non saremo più soli
che gravitano intorno a se stessi.



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