L’accapatoio

Elena uscì dalla doccia, indossò il suo morbido accapatoio navy ed andò davanti al grande specchio del bagno. Stanza, questa, spaziosa, completamente azzurra e di relax avvolta in aromi e profumi di oli essenziali, creme per il corpo, cremine per il viso, shampoo e balsamo per i capelli. Sembrava di stare in un’erboristeria. Elena considerava doveroso difendersi, con le armi che aveva a disposizione, almeno per quanto le era possibile, dai giochi e le trasformazioni del tempo.

Tamponò con un asciugamano i suoi lunghi capelli grondanti e nel farlo, l’accapatoio si aprì. Lo specchio le rimandò un’immagine piacevole. Una donna sulla quarantina, ancora bella e tonica. Il suo ventre era piatto, nonostante le maternità. Probabilmente le sue nuotate in piscina avevano fatto la propria parte aiutandola a mantenere un corpo snello ed energico, ma la pelle chiara, delicata, ancora elastica, morbida e piacevole, per quella, era merito del suo DNA. Anche per sua madre era stato così. 

I suoi quarant’anni li portava bene e senza nessun particolare sforzo. Si curava, certo, ma era sempre in corsa, piena di impegni, divisa tra ufficio, e casa ed era soddisfatta di sé. 

Luca, suo marito, aveva smesso di corteggiarla da un bel po’, ma solo perché questo era il suo carattere, non aveva dubbi sul suo affetto e sul suo amore. Solo che Lei, era una cosa sua, faceva parte della sua vita, e pensava di non aver nessuna necessità di darle ancora affermazioni verbali. Dal lato pratico, beh, certamente le conferme non le erano mai mancate.

I percorsi della vita di una donna sono diversi, come differenti sono le età e gli stati d’animo. Probabilmente per un uomo esiste un’altra strada: da giovane neccessita di una specie di seconda mamma, in età matura, desidera avere il timone e navigare Lui, facendoti partecipare minimamente, in maturità diventa paternalista, dinamico, frenetico, tanto da dimenticarsi i preliminari, e in fase calante, torna nuovamente ad aver bisogno di quella specie di madre.

La donna invece, beh, si mette davanti allo specchio e si osserva, dentro e fuori. Quelle che hanno deciso di non andare in crisi, fiondano in piscina o in palestra. Elena, aveva fatto così, e il primo organo ad essere migliorato era stato appunto il cervello, alimentato non dall’acqua della piscina, quella modellava il corpo, ma estraniandosi dalla depressione del tempo, facendo nuove amicizie e distraendosi dal quotidiano, compresa la lista della spesa.

Quella mattina, però, la pausa del pranzo, l’avrebbe vista davanti ad un piatto di pasta, superbamente condita, in compagnia di un vecchio amico, Giorgio; lo conosceva da sempre, ma si vedevano di rado, l’aveva chiamata sul cellulare e le aveva chiesto di pranzare, per stare una mezz’ora assieme e parlare dei vecchi tempi. Elena era contenta e voleva essere al massimo, non per Lui, che naturalmente ero ancora un bell’uomo, ma per se stessa, o almeno questo era ciò che pensava davanti allo specchio. Si preparò con cura, benchè fosse sempre impeccabile, si tolse l’accapatoio ed improvvisamente, davanti al suo corpo nudo, immaginò le mani di Giorgio sulle sue spalle da nuotatrice, ed anche oltre.

Fu solo un attimo, perchè immediatamente le sue guance presero fuoco a questi pensieri, oltretutto, Giorgio, sotto questo punto di vista, non l’aveva mai considerata, figurati a quarant’anni…

La mattinata volò fra conti, fax, lettere e pagamenti. Alle 13,00, uscì, e fuori dal grande portone lo vide.

Era sempre lo stesso. Il suo bel sorriso, la  bella voce, e la sua simpatia, che a volte, come pioggia improvvisa, spariva per dar spazio ad una severità che s’impadroniva in tutto il volto.

Aveva sempre l’impressione di sbagliare qualcosa, le poche volte che lo vedeva e quando si salutavano le rimaneva sempre, per un po’ di tempo, una sorta di malinconia mista a delusione verso di sé.

Lui, parlava, parlava, ad un tratto disse:

– “Sai, hai sempre dei bei capelli, sottili come la seta, sembrano quelli di un bimbo!”

Ad Elena venne subito in mente la mattina in bagno col suo accappatoio ed arrossì violentemente, poi, quasi in maniera brusca, chiese:

– “Giorgio, suoni sempre la chitarra?”

– “Qualche volta…”

– “E…, componi sempre musica?”-

– “Raramente…” –

 – “Beh, datti da fare e scrivi una canzone per me…”-

Si alzò, sorrise, e lo salutò.

Giorgio rimase seduto, spiazzato, quasi a bocca aperta, poi, sorrise a se stesso, Elena era sempre la sua vecchia amica dell’adolescenza, spontanea, precipitosa, bella e soprattutto matta, matta da legare, ma avrebbe potuto chiedergli qualsiasi cosa.

Le avrebbe inviato un messaggio per dirle: il tempo accompagna le tue stramberie e le tue stravaganze, ma sei sempre la mia amica vera, sincera e diretta, proverò ad accontentarti, ma sappi, che da sempre, abiti in un pezzetto del mio cuore.

Ed era già, l’inizio di una canzone.

 

15 pensieri su “L’accapatoio”

  1. validi e veri gli argomenti che tratti: la femminilità matura, l’amore coniugale, la tentazione e la conservazione della retta via.
    brava, perchè tratti con semplicità e linguaggio immediato argomenti importanti e valori fondamentali
    ciao

  2. bella e conferma che le donne specie a quell’età volano con un niente,dimenticando di aver marito e famiglia

  3. Bellissimo racconto. Breve, ricco di descrizioni efficaci, una storia che funziona. Mi piace leggere qualche storia adulta, sono più difficili da inventare ma fotografano bene la realtà. Complimenti Sandra, leggerti è sempre un piacere.

  4. Per Certe Notti:

    Ti ringrazio per avermi letto, ma da femmina ti do un consiglio e tienilo ben stretto: una donna, definita tale, non vola affatto con un niente, le occorrono delle grandi ali per fare larghi giri in cielo e tornare poi da dove era partita, ma questi voli, spesso se li fa in solitudine, non ti illudere.
    Pacatamente. Sandra

  5. leggerti è un piacere,ma sicura che le tutte le donne fanno quello che dici sempre in solitudine?

  6. per certe notti:
    ci sono uomini e Uomini.
    ci sono donne e Donne.
    tutto dipende da chi si è, da chi si incontra e anche da chi si cerca.
    e non dimentichiamo che Dante diceva “donno qual mi son , tal credo ognuno”.
    (“donno” sta per “dominus” cioè signore e non è questione di sesso d’appartenenza).
    pacatamente , ma un po’ meno di Sandra.

  7. x Certe Notti:
    E’ sempre e solo una questione di testa. Per me é così, e non credo di essere una perla rara, sono persona piuttosto comune.
    Ciao. sandra

  8. Ciao Sandra, riesci a migliorarti e calarti in nuove vesti, questa è la tua immensa forza. Continua così, brava!

  9. per Sandra e Anna:
    io non giudico voi perchè non vi conosco, ma sono abbastanza realista e le donne che a una certa età cercano un diversivo per sentirsi ancora attraenti e belle non sono poche, basta andare in disco il lunedì o il venerdì sera per avere qualche conferma in più su quello che dico. Anna se il verso di Dante è un’offesa per me ti consiglio di imparare l’educazione e il modo di comunicare con la gente, il mio è un pensiero accetto critiche e confronto e mi sà che tu non l’abbia capito.

  10. per “certe notti”:
    lungi da me l’idea di offenderti.
    -desideravo solo farti capire che non è possibile fare di ogni erba un fascio.
    – pensare, dire o fare intendere che tutte le donne sono pronte all’avventura equivale a dire che tutti gli uomini sono cacciatori.
    -per quel che mi guarda, mi piace circondarmi di persone salde negli affetti e oneste intellettualmente.
    -avere fatto incontri spiacevoli nella vita non vuol dire che tutti gli incontri siano sempre spiacevoli.
    -è vero che viviamo in un momento storico in cui tutti ci sentiamo più liberi , ma questo non vuol dire essere anche superficiali e sentimentalmente figli del corsaro nero, cioè, pirati, cioè all’avventura, tutti, sempre e comunque.
    questo solo volevo ribattere, perchè per me tutti sono potenzialmente santi…………

  11. per Anna:
    non ho mai affermato che tutte le donne siano malate e stessa cosa vale per gli uomini, la diversità per me non sta nel sesso sta nella testa.

  12. x certe notti.

    Appunto, ribadisco, é sempre e solo una questione di testa. Quello che tu hai visto in discoteca, non é da generalizzare, adesso sai, che esiste anche altro tipo di Donna. Credici.
    Ciao. sandra

  13. Il racconto è bellissimo, questa situazione la vivono molte donne, ed è vero, non tutte riescono o vogliono tornare ai propi passi.
    Detto questo…… tra 2 anni sarò una quarantenne…. vi farò sapere.
    Grazia

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