Il viso

Ho visto la tomba di un bimbo, ad Usellus, per caso,

oppure ero lì per l’incontro.

La luce agghiacciante rifratta dal marmo,

una foto sbiadita da un secolo, un piccolo viso.

La carezza lasciatagli in dono, ha fasciato la pietra tombale

attorta al suo nome.

Un pianto antico di madre, accerchia quel luogo slavato

l’inverno è metallo ed il cuore dolore.

Il giorno nuovo e quieto ha fatto fuggire le stelle

l’alba ricompone i colori

dolce come una leppa nel cuore

splendente corindone di dolore.



2 Commenti per “Il viso

  1. Una struggente rappresentazione del dolore che va oltre il tempo e i suoi acquazzoni. Un pensiero fermato a chi non ha potuto invecchiare e ha dato, suo malgrado, lacrime alla terra.
    Sandra

  2. Un viso, un volto che era vita, disfatto il corpo, intatto il viso in una foto sopravvissuta.
    La vita è così veloce che solo un cimitero fa capire l’importanza di vivere, di scrivere, di dettare il pensiero di ciò che siamo.

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