La Beccaccia

Sono da solo, cammino lentamente ed è ancora buio. Voglio incontrarmi con la Regina, é così che io amo definire la Beccaccia. E’ parecchio che non la vedo ed oggi mi beo di questa giornata che promette essere splendida e mi affido alle mie lunghe gambe, cammino adagio, attento a ogni piccolo rumore, assaporando gli odori del bosco, osservando il terreno, le macchie, gli alberi, il cielo quasi incolore, e sopportando il freddo del mattino che a me piace.

E’ una meraviglia. Scappo dalla mia città che tuttavia adoro, dagli impegni di lavoro, dallo stress, dalla noiosità, dai telefoni, dal computer, da tutto ciò che fa parte della mia vita, esseri umani compresi. Almeno una volta la settimana devo risorgere, mi manca il contatto con me stesso, mi devo riappropriare di questa mia passione che mi dà pace, serenità, e soprattutto mi fa stare bene col mio interno. La Regina é bellissima, cacciarla è un gioco stupendo, non so neanche se mi interessa portarla a casa, so che la sto cercando anche per solo vederla.

Il piumaggio é marrone con striature nere, esce in volo al crepuscolo ed é una buona volatrice. I suoi occhi sono grandi e con il suo becco lungo e robusto fruga nel terreno umido per cercare il cibo.

Il mio é un corteggiamento lento, paziente, dove il tempo non ha nessuna importanza, lo hanno invece, il mio sguardo, il mio udito, la mia esperienza. Silenzio… c’é pace, si é alzato il vento, mi sta schiaffeggiando il volto, ma non ha nessuna importanza, a me, piace il vento e tutto ciò che da lontano può arrivare, ricordi, profumi, fantasmi, e nostalgie, é sensuale, come lo é questa battuta di caccia.

Ho udito qualcosa e… accidentaccio, sono quasi inciampato in una radice, mi sono lamentato ed ho fatto rumore, adesso non sto più neanche respirando; l’ho vista, é bellissima… il piumaggio é splendido, ha occhi grandissimi che per un attimo incontrano i miei scuri ed eccitati; é una sfida, ma sicuramente questa, é solo una mia impressione; sto puntando, é vicinissima, il suo sangue bagnerà il terreno asciutto…  ma… non odo nessuno sparo.

La vedo spiccare il volo con abilità, a zig-zag, grazie al fatto di essere sfornita di coda. La guardo andar via, nessun rumore, solo il mio cuore che batte, e gli occhi rivolti al cielo, nella mia bocca la piega di un sorriso. Ho deciso così.

Ho l’impressione di aver lasciato andar via una bella donna, dopo averla a lungo corteggiata, se non fumassi più da anni, in questo momento una sigaretta sarebbe di grande compagnia, ma son contento lo stesso, anche se, torno a casa a mani vuote. I miei occhi hanno fotografato un pezzo di cielo con la Regina in volo, chissà dove andrà e se avrà vita lunga. Questa scena la conserverò fra i miei ricordi. Ha un sapore agro-dolce che non saprei definire, ma assomiglia molto alla vita che scorre, alla fragilità e maturità dei miei anni, al seducente desiderio del possesso, e alla dolce, malinconica, energica, inconsapevole rinuncia. 

 

10 pensieri su “La Beccaccia”

  1. … l’amore per la natura non manca mai nei tuoi scritti, così come non manca la riflessione pensosa, la scelta meditata, la descrizione poetica.
    brava
    ciao

  2. E’ tutto vero, profumi, rumori, visioni, sensazioni,
    eccitamento, stanchezza, lacrime, sorrisi.
    E’ tutto vero. Poche parole spaccano il lampo della vita. E’ tutto vero.

  3. Questo componimento descrive con attenzione, ma anche possesività, una natura che dovremmo amare e non sfruttare. Si avverte la netta sensazione di beatitudine che questo paesaggio infondono all’autrice o autore non ho ben compreso. Ciò che ne esce è però un’amara verità: il poter decidere della vita della ‘beccaccia’. Ed il profondo senso di possesso che trapela in quel: “ho deciso così”. Non posso e non oso esprimere in questa sede il mio sentire, per una tale espressione. Tu sei il Re in ‘battuta di caccia’, non lei. Storci la bocca, quasi sorpreso d’averla lasciata volare, o dell’atto inconscio ma sorpreso, di donarle ancora la vita. Non corteggi la bella beccaccia, ma il bosco, affinchè ti ‘doni’ prede per soddisfare un bisogno interiore, in netto contrasto con l’amore per la vita ed in qualche modo proprio con quella natura che descrivi. Se veramente la amassi, non percorreresti i suoi sentieri con un fucile in spalla. Un consiglio: “non accendere quella sigaretta, poichè non è colpa del verde che ti circonda se finita la settimana di lavoro, imprigionato dal mondo degli uomini, fumi. Lascia che almeno gli alberi ed il bosco, respirino un’aria lontanissima dai luoghi da cui fuggi.

  4. Risposta X PAOLO

    Innanzi tutto ti tolgo ogni dubbio: sono una Femmina. Ho solo interpretato le sensazioni raccolte da un Maschio che ama la caccia e le sue emozioni intorno che sono tantissisme. Io la chiamo capacità, tu chiamala come vuoi.
    Poi, hai due possibilità, sempre secondo il mio modesto pensiero, al riguardo della poesia o della prosa, o qualunque altro scritto:
    1- O prendi quello che ti arriva come emozione, se ti é arrivata, oppure, puoi dire che non ti ha trasmesso niente, ma per quanto riguarda il gusto, quello lo devi lasciare all’autore.
    2- se non hai capito la poesia, e mi riferisco ad alcuni tuoi commenti letti in precedenza, sempre per la poesia, forse ti dovresti documentare, personalmente quando non sono a conoscenza di qualcosa, prima di criticare, uso documentarmi.
    3- non sono mai stata ad una battuta di caccia, amo la natura, e se mi hai letta in qualche altro racconto, comprendi, senza difficoltà la verità, e comunqui sappi che nella caccia, e nei veri cacciatori non esiste il piacere di uccidere in quanto tale.
    A te la libertà di commentare, a me, il diritto alla replica.
    Un saluto.
    Sandra

  5. Nel nostro mondo così sfrenatamente accessoriato, emerge sempre innato il desiderio della natura. Complimenti a presto.

  6. X Rubino

    La natura non delude mai. Il saperla osservare, ascoltare, aprezzare e rispettare, permette, a volte, di fare voli bellissimi mantenendo grandi altezze,
    saper poi atterrare significa che niente é di nostro possesso, ma lo si può ammirare e gioirne ogni qual volta riusciamo ad entrarne in sintonia.
    Grazie tante.
    Sandra

  7. Un racconto bellissimo. Hai descritto magnificamente l’incontro con la regina del bosco, la ridda di emozioni che sgorgano dalla malia di un’alba autunnale.
    E la beccaccia, questo folletto spettrale più simile ad uno spirito che ad un animale.
    Due cuori che battono all’unisono.
    E poi il volo ectoplasmatico, un’anima misteriosa che si allontana.
    Il tempo e la vita riprendono a fluire.
    Grazie anche per aver colto in poche righe tutta l’essenza della caccia.
    Ancora complimenti,
    Federico

  8. Bellissimo racconto, semplice, incastonato anch’esso nel bosco. Come una meraviglia che compare ma semplice, naturale.

  9. Per federico
    Grazie tante della lettura e dell’apprezzamento. Nel bosco ci sono molti spiriti, é un altro Mondo, molto misterioso e popolato da presenze non visibili, ma la vita si sente, eccome…
    Ancora tante grazie.
    Sandra

    Per Maren
    Grazie tante Maren, per il passaggio di lettura.
    Un saluto.
    Sandra

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