Buon anno

Il 1° gennaio di questo nuovo anno corro in edicola. Dovevo comprare un giornale.
A Roma, zona Parioli, non lo trovo. Dicono che non è ancora uscito.
Io però lo devo leggere.
Lo devo leggere non perchè ne sia “addicted” ma per il semplice fatto che spero che mi abbia ascoltato qualcuno.
Ogni tanto quel buffo giornale dalle copertine scontate mi capita tra le mani. E mi fa piacere leggere le sue pagine.
In realtà leggo solo le pagine dedicate alla posta dei lettori.
Non posso definirmi una lettrice. Ma il 12 Dicembre, ho scritto chiedendo di pubblicare delle righe dedicate a mia madre.
Avrei potuto spedirle a qualunque altro giornale.
E le ho spedite a QUEL giornale, invece.
Perchè ogni volta che leggo quella prima pagina di parole a go-go… mi sento meglio. Perchè noto con piacere che la gente può parlare.
Anche la gente che non ha volto, che non ha successo, che non ha fama. Gente normale. Che alza la voce per quelle quattro o cinque righe.
Avevo chiesto di permettermi un gridoletto di qualche riga. Avevo scritto che ci tenevo molto.
Prendo il treno, da Roma Termini a Milano. Sto tornando a casa dalla mia mamma dopo qualche giorno di lontananza.
Appena scesa trovo e compro quel giornale e me lo infilo in borsa. Non voglio aprirlo, non ora. Sono curiosa ma resisto.
Il mio più grande sogno è vedere le mie parole stampate nero su bianco da qualche parte, prima o poi.
Il mio sogno è che mia mamma legga quello che scrivo ogni giorno. Anche e soprattutto per lei.
Arrivo a casa e lei mi abbraccia forte, mi augura buon anno.
Corro in camera mia, una camera tutta rosa.
Apro il giornale come se si trattasse di una bomba.
Ma non esplode.
Grazie.
Spero che qualcuno legga queste parole.
Speravo tanto di cominciare a concretizzare un mio piccolo sogno, per l’anno nuovo, per mia mamma.
Mi sbagliavo. I sogni rimangono sogni.
Buon anno al mio giornale.
Spero non risponderai con una delle tue battutine secche e troppo ironiche.
E spero non risponderai con una serie di frasi diplomatiche e tecniche tipo “tante lettere, tanto lavoro, poca scelta”.

Rispetto comunque il tuo lavoro.
Bravo, un po’ ti invidio.
Un giorno mi piacerebbe essere come te.
Con una bella faccia, tante pagine da scoprire, e un contenuto da invidiare.
Però, peccato, a quanto pare non ne faccio parte, almeno per adesso.

 

2 pensieri su “Buon anno”

  1. …ahiaaaa…!
    cominciare l’anno con una delusione non è bene…
    ma non disperare, in tanti leggiamo ciò che scrivi, anche se non sempre, hai ragione tu, ci ricordiamo di risponderti.
    scusaci tutti e non desistere dallo scrivere.
    solo, fammi un piacere personale, se puoi, non scrivere e non dire come qualche sedicente sapientone televisivo o giornalistico “mia mamma” , perchè la parola mamma con e senza aggettivo possessivo in italiano vuole sempre l’articolo “la” (la mia mamma / mia madre).
    un sorriso e… saluta la mamma.
    ciao
    anna

    (e grazie per il favore che sicuramente mi farai).

  2. Mi é piaciuta. Lascia stare, sarà per un’altra volta. Certo che lo scritto nero su bianco fa sempre un certo effetto, ma c’é sempre la voce.
    Brava. Ciao. sandra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *