La goccia di rugiada

In una tiepida alba di primavera, quando i primi raggi di luce iniziavano ad illuminare il bosco una bella goccia di rugiada si svegliò sul petalo di una margherita. Era bella tonda e brillante e sulla sua superficie si specchiavano alberi, fiori e uno squarcio di cielo. La gocciolina si gonfiava orgogliosa della sua grandezza! Era giovane e ingenua la bella gocciolina di rugiada. Era così ingenua da pensare che tutto quello che si specchiava sulla sua superficie fosse in realtà dentro di lei. Pensava, poverina, di essere così grande da contenere tutto il mondo!
Mentre si gongolava in questa ingannevole certezza illudendosi che niente potesse essere più grande di lei, il sole continuava il suo eterno cammino arrampicandosi nel cielo. I suoi raggi piano piano filtrarono tra i rami degli alberi scaldando la terra. La gocciolina di rugiada divenne ancora più brillante ed iniziò a scaldarsi. “che meraviglioso tepore!” pensò! Mentre però godeva di quel dolce calore si accorse di diventare sempre più piccola, sempre più piccola fino a scomparire. In poco tempo si trasformò in vapore ed il vento la portò in alto nel cielo. “Cosa mi sta succedendo? Dove sono? Dove sono i fiori e gli alberi che erano dentro di me?” si chiedeva smarrita la goccia di rugiada che senza accorgersene era entrata in una grande nuvola bianca!
La nuvola volò lontana e la gocciolina si addormentò infreddolita fino a quando un bel giorno si accorse che stava precipitando a velocità folle assieme a milioni di altre goccioline d’acqua! “Aiuto …. ! finirò spiaccicata su qualche roccia!!!” Con tutta la forza che aveva continuava a gridare e chiedere aiuto fin quando … splash … cadde nel mare! … silenzio … smarrimento … ! un mondo blu e sconosciuto la aveva inghiottita. Non era più una goccia di rugiada ma era diventata … mare! Il mare era dentro di lei e lei era il mare. Il mare la piccola goccia di rugiada non lo aveva mai visto, non sapeva che esistesse ma in quel momento capì che era quello il suo destino … era lì che da sempre voleva arrivare … voleva diventare mare!
E allora divenne onda e attraversò i continenti e andò a sfiorare la sabbia di spiagge incantate e cullò pesci meravigliosi nel loro instancabile nuotare e accarezzò i lunghi capelli di una sirena e baciò le labbra di un pescatore di perle.
Ogni giorno scopriva paesaggi nuovi, ogni giorno provava emozioni fantastiche fin quando una notte il vento si sollevò potente e rabbioso.
Le onde del mare si infrangevano violentemente sugli scogli. Era un gioco entusiasmante essere scagliata sulle rocce e scivolare di nuovo nel mare e tornare ad essere il mare. In questo gioco spericolato però volle spingersi oltre il limite e cavalcò un’onda gigantesca che la fece volare lontano sulla scogliera.
Cadde in una minuscola fessura di una roccia e subito si sentì prigioniera. Sentiva l’urlo del mare che la chiamava ma non poteva più raggiungerlo!
Venne mattina ed il sole instancabile si alzò alto nel cielo. La gocciolina d’acqua sentì di nuovo il tepore dei suoi raggi e poco dopo tornò leggera come l’aria e di nuovo iniziò a volare.
Non incontrò però nuove nubi ma rimase come vapore sospesa fin quando in una tiepida mattina di primavera si svegliò su un tenero filo d’erba. Si accorse di esser tornata all’inizio del suo viaggio. Era di nuovo una bella e brillante goccia di rugiada, ma non una goccia di rugiada come le altre! No!! Lei aveva visto il mare. Lei era stata il mare e il mare continuava ad essere dentro di lei perché quando una goccia d’acqua è stata il mare sarà mare per sempre e nel mare inevitabilmente tornerà.

4 pensieri su “La goccia di rugiada”

  1. C’è stato un tempo, penso, in cui ognuno di noi, in tenera età, si è sentito -una goccia di rugiada- ed ha conosciuto anche il mare. Restare poi, col tempo, una goccia di rugiada e ricordare il mare è sicuramente un sogno ambito da molti che a volte, se si ha fortuna, diventa realtà.
    Grazie per questo gioiellino.
    Sandra

  2. Una storia delicata e poetica… forse una metafora… sei forse tu la gocciolina di rugiada?

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