Un topolino di nome Anna

Anna era una ragazzina alta per la sua età e magra.
Aveva dieci anni e una sorellina di cinque che catturava sempre tutte le attenzioni della mamma.
Era un po’ goffa e timida, perché non si sentiva bella ed aveva due passioni: la ginnastica e la lettura.
In palestra, quando con tutto il suo impegno eseguiva gli esercizi che l’insegnante le assegnava, cambiava aspetto, i suoi movimenti acquistavano armonia e mostrava tutta la sicurezza che non sapeva di avere.
Anche quando leggeva acquistava un volto nuovo.
Non era più quella personcina spaurita nascosta dietro i suoi occhialetti azzurri che abitualmente tutti vedevano.
Di volta in volta diventava la bellissima regina delle nevi, la dolce ballerina che danzava sulle punte nel teatro gremito di ammiratori, l’intrepida eroina che a cavallo di un purosangue dal pelame nero attraversava una prateria inseguita dai suoi nemici, la comandante di una nave spaziale che giungeva sulla Terra da un lontano pianeta per una missione di pace, la ragazza mutante fornita di straordinari poteri che poteva a suo piacimento anche diventare invisibile.
Tutto era successo per caso.
Il giorno del suo compleanno lo zio Arturo, fratello della mamma, quello simpatico e sempre un po’ distratto, si era presentato alla sua festa con un enorme pacco avvolto in una carta dorata e con un bel fiocco rosso.
Dopo averlo aperto, con sua grande sorpresa Anna vi aveva trovato una gran quantità di libri.
Anche la mamma era rimasta sbalordita e aveva rimproverato suo fratello:
“Ma, Arturo! non pensi di aver esagerato con tutti quei libri?
Anna è solo una bambina, cosa vuoi farne? Un topo di biblioteca?”
“Certo!”, rispose lo zio Arturo, “Un bellissimo topolino”.
Rivolgendosi ad Anna aggiunse:
“Bimba cara, sei una ragazzina intelligente.
Non perderti la possibilità di fare un bel viaggio, un viaggio che non finirà mai, che ti farà conoscere luoghi, persone, amici che non ti lasceranno mai, perché vivranno per sempre nel tuo cuore e nella tua fantasia.
Lo so, forse avresti gradito come regalo un giocattolo nuovo, un vestitino, un paio di scarpe da ginnastica, un cartone animato con i tuoi personaggi preferiti, ma io ti regalo un’abitudine”.
“Cosa vuol dire”, chiese Anna, “Cos’è un’abitudine? Una cosa come lavarsi i denti dopo mangiato?”
“Certo!”, rispose lo zio, “E’ proprio una cosa di cui non si può fare a meno.
Quando scoprirai come è bello leggere, avrai trovato il modo per scappare da tutto ciò che non ti piace.”
Preoccupata Anna chiese:
“Mi cresceranno baffi e coda come ai topi?”
“Assolutamente no, anzi, diventerai bellissima”, rispose lo zio Arturo abbracciandola e baciandola con affetto sulla guancia.
Era proprio successo così.
Alla consuetudine quotidiana della scuola e alle lezioni di ginnastica abituali si aggiunse la passione per la lettura.
Non poteva fare a meno di leggere un po’ tutti i giorni.
Imparava parole nuove, incontrava personaggi nuovi, acquisiva conoscenze sempre nuove.
Cresceva un po’ di più tutte le volte che finiva la lettura di un libro.

……..

Gli anni sono passati.
E quella ragazzina timida di cui parla il testo sono io che ho scritto questo racconto per te, per spiegarti quanto sia bello leggere e come sia importante nella vita dei bambini e degli adulti l’amicizia sincera dei libri che fanno compagnia con i loro personaggi e le loro storie.
Ehi!
Non avere paura.
Fidati.
Leggere non è pericoloso, ai bambini non crescono baffi e coda!
“Topo di biblioteca” è solo un modo di dire, inventato da chi è ignorante e non sa neanche cosa siano i libri.
          Ciao
                da
                    Anna
          (“topo di biblioteca”)

p.s.: Aveva ragione lo zio Arturo, crescendo sono diventata bellissima!!!!

 

7 pensieri su “Un topolino di nome Anna”

  1. …e perchè no, i topolini sono così carini! In fondo se ne stanno nascosti tra gli scaffali, nella polvere che il tempo accumula e rosicchiano le pagine dei libri soltanto perchè non sanno leggere…. ma se potessero!!!
    Mi è piaciuto questo racconto che è anche una bella favola. Indubitabilmente zio Arturo aveva ragione. Era saggio e di bellezza si intendeva. Dovrebbero soffermarsi tutti un pò di più su ciò che essa è davvero… Grazie Anna. Ciao!

  2. Cara Anna, bellissimo racconto, intelligente, ironico nel senso giusto e scritto in italiano, come tutti vorremmo scrivere; il topo di biblioteca ha avuto una bella trasformazione, da topo é poi diventata una bellissima colomba.
    Che questa trasformazione sia contagiosa e che il Mondo ti possa seguire.
    Sandra

  3. É molto bello, lo faró leggere a mio figlio, lo adorerá e sará felice di sapere che non ci sono effetti collaterali, anche lui legge tanto, grazie a Dio!

  4. C’ero arrivata sai? avevo capito che la protagonista eri tu…..
    Delizioso
    Ciao Elisa

  5. grazie, siete tutti molto gentili con me.
    non vi conosco fisicamente, ma se vi incontrassi non potrei sbagliarmi e vi riconoscerei subito: siete tutti inconfondibilmente bellissimi….

  6. Davvero bello, rassicura e fa sentire meglio chi è cresciuto a biscotti e libri, quindi più o meno tutti in questo sito perché la scrittura è ghiotta di libri. Una storia dolce e utile, dovrebbero metterla nei libri di lettura per le scuole!

    ps=nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza mi vergognavo del mio amore per i libri… mi avrebbe fatto bene leggere questa pagina!

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