Lei

Giulia non era mai stata gelosa di suo marito, neanche quando allora molto giovani, si fidanzarono, e lui, Lorenzo, ambito dalle amiche della compagnia per il carattere ridanciano, scherzoso, la forte passione per lo sport, e  i balli scatenati, era la simpatia delle ragazze del quartiere, che inutilmente cercavano di corteggiarlo, ma di lei, Giulia, era stata subito gelosa, forse perché apparteneva ad un passato molto lontano, e non solo. Olimpia, sapeva scrivere. Le sue poesie arrivavano al cuore, sapevano entrare nell’anima, la sua sensibilità nel descrivere la natura, il passaggio delle stagioni, i profumi dei fiori, la pioggia e il sole, sembravano addirittura pitture.

Olimpia aveva conosciuto Lorenzo ancora prima di Giulia ed era stato il suo primo amore. Non ne aveva fatto alcun mistero, ma quando Giulia conobbe Lorenzo, lei, non era più nella compagnia, come spesso accade, e così, si erano persi di vista per più di trent’anni.

Quando si rividero, per caso, abitando nella piccola città, usufruirono della tecnologia per continuare a stare in contatto e raccontarsi dei tempi andati, degli amici comuni, e Olimpia fece conoscere a Lorenzo le sue poesie, i suoi libri e le sue novelle. Lui, aveva una mente matematica, ma inaspettatamente fu attratto dai suoi scritti, in parte ispirati a lui, scoprendo inoltre, una insperata capacità di raccontarsi, tanto da regalare ad Olimpia non solo emozioni, ma trepide attese per quegli scritti che tanto desidera leggere.

Non si incontravano mai, né si telefonavano, era un’intesa di testa legata alla scrittura per la nostalgia del passato e della gioventù.

Quando Giulia venne a conoscenza, casualmente, di questa sintonia, rimase molto contrariata e ovviamente, chiese spiegazioni a Lorenzo, che impacciato e nuovo sotto le vesti  di sensibilità alla poesia e alla scrittura, non seppe esaudire, né rispondere alle domande della moglie; trovandosi impreparato  e vacillante, scatenò in lei una gelosia fino allora sconosciuta.

Fu costretto ad interrompere i suoi dialoghi quotidiani a cui tanto teneva Olimpia, accennando solo in breve alla gelosia della moglie, senza lasciare nessun sospeso nel futuro. Probabilmente, aveva fatto una promessa alla moglie, ed intendeva mantenerla per la vita.

Non si scrissero più e tutto tornò nell’ombra di prima. Lorenzo che amava molto la moglie, aveva capito, di dover abbandonare la sua nuova passione: i pezzi scritti d’impulso che riguardavano la sua anima, forse anche la sua fragilità, la sua infanzia, le sue sofferenze per le perdite più care, ed anche quel suo gongolare che lo riempiva di gioia, per l’ammirazione e la passione che quella sua vecchia fiamma, ancora sapeva far pulsare in lui.

Olimpia, continuò a scrivere fino alla fine le sue poesie, rispettando il silenzio richiesto ed evitando accuratamente ogni possibile riferimento nei confronti di Lorenzo, restando tuttavia con l’amarezza e il dubbio, di non conoscere mai, se ciò che aveva trasmesso con i suoi scritti fosse stato compreso nella piena verità: Lorenzo, era stato un personaggio importante per lei, le aveva fatto compagnia nell’anima e nel cuore, dall’adolescenza alla fine della vita.

L’ultimo libro che lei, anziana, stava leggendo, chiudeva con la frase: “Sei sempre nei miei pensieri”. Lo interpretò come risposta alla sua domanda.

Quando si addormentò, la piega della bocca sembrava un dolce sorriso…

4 pensieri su “Lei”

  1. Grazie Sandra per un racconto bellissimo e delicato. Sembra un tocco di farfalla.
    Povera Olimpia.
    E povero Lorenzo, che forse non ha mai saputo quale tesoro aveva perso, e non ha avuto il coraggio di tenerselo stretto, una volta ritrovato.
    A volte, persone troppo sensibili hanno timore a compiere un passo. E la vita sfugge, anche se un significato te lo trova sempre.
    Però… quanto è triste.
    A volte viene voglia di buttare tutto all’aria e ricordarsi che “oggi” viene sempre prima di “domani”, e provare comunque a farlo, il passo coraggioso. E se ci si fa male… ma anche pazienza!

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