La fuga

Mentre entravo in ospedale quel venerdì mattina ero particolarmente di buon umore. Da alcuni mesi infatti il venerdì era il giorno in cui potevo passare qualche ora in ambulatorio con Lidia.
Lidia è una infermiera di cui sono sempre stato innamorato. Tanti anni prima tra noi ci fu una appassionata relazione amorosa. Non uso a sproposito la parola “amore” perché davvero ci innamorammo e quel sentimento stava creando gravi danni collaterali mettendo in serio pericolo le nostre famiglie. Per mancanza di coraggio o forse per saggezza il nostro legame si dissolse e siamo restati lontanissimi per anni! Confesso però che nel mio cuore non ho mai smesso di amarla. Ho frequentato altre donne, è vero, ma la donna dei miei sogni ha sempre avuto il volto di Lidia.
Adesso siamo tornati a lavorare spesso insieme e la brace nascosta sotto la cenere ha ripreso vita.
Ho iniziato di nuovo a scriverle appassionate lettere d’amore, le ho dedicato dei racconti fantastici nei quali sotto forma di metafora in realtà continuo a parlare di lei e di me!
Il mio è ora un corteggiamento surreale perché mai più lei tornerà tra le mie braccia. Non solo non mi incoraggia ma resta totalmente indifferente all’amore che le ho di nuovo dichiarato. A volte mi chiedo perché continuo a scriverle, perché continuo a dedicarle il mio tempo. La risposta è semplice … scrivo per lei perché lei accetta le mie parole. Non ricambia il mio amore ma lo accoglie e allora sento di non amarla invano!

Ero di buon umore anche quel venerdì e avevo in tasca l’ennesima lettera da consegnare al mio segreto amore. La trovai che stava prendendo un caffè con alcune colleghe e come al solito mi salutò appena, continuando a chiacchierare con le sue amiche.

“Ci vediamo tra poco Lidia, salgo in reparto e poi vengo da te in ambulatorio!” le dissi regalandole un sorriso!

“Fai pure con calma, i pazienti non sono ancora arrivati!” mi rispose e subito dopo gettò il bicchierino del caffè che aveva appena terminato di bere.

La mattinata trascorse serenamente, tra un paziente e l’altro scambiavo qualche parola con Lidia ma sempre attinente al nostro lavoro, mai niente di personale. Terminata l’ultima visita, prima di lasciare l’ambulatorio tirai fuori dal taschino la mia letterina piegata in quattro. Lidia se ne accorse e allungò rapidamente la mano facendola scomparire nella tasca. Mi guardò e con un sorriso canzonatorio mi disse “puoi scrivere quello che vuoi ma non avrai mai una mia risposta … io sarò sempre una statua di marmo!”
Quella frase raffreddò il mio buon umore. Sapevo che Lidia era per me ormai irraggiungibile, ma sentirmelo dire così esplicitamente fece spegnere il sorriso che avevo sulle labbra! Mi ripresi subito e dentro di me pensai “… però la lettera l’hai accettata e la leggerai. Mi basta questo … mi deve bastare questo!” Con questo pensiero riuscii di nuovo a regalarle un sorriso!

Quella sera dopo cena stavo sorseggiando una profumata e morbida grappa di amarone invecchiata in barrique e sbirciavo pigramente al computer la posta elettronica quando gli occhi mi caddero su un fogliettino di carta ripiegato e poggiato sulla scrivania vicino alla tastiera. Era la ricevuta di una giocata al super enalotto che avevo fatto la settimana precedente. Presi in mano il fogliettino ed entrai nel sito della SISAL dove trovai la pagina delle ultime estrazioni. Sbadigliando andai a cercare la data della mia puntata. Avevo giocato due serie di sei numeri. Nella prima serie non ne avevo azzeccato, come al solito, neppure uno e già pensavo di avere buttato di nuovo due euro e sprecato il mio tempo. Iniziai quindi a controllare la seconda serie :
… 8 .. 25 … 40 … 58 ….73 … 75 ……. I miei occhi continuavano a saltare dallo schermo del computer alla ricevuta che tenevo in mano. Controllo una volta, due volte, dieci volte, verifico ancora la data …. Il foglietto iniziò a tremare come se lo tenesse in mano un parkinsoniano. … 8 .. 25 … 40 … 58 ….73 … 75 ……. Tutti e sei i numeri che avevo sbarrato nella mia schedina erano stati estratti. Avevo fatto sei! Rimasi pietrificato con lo sguardo fisso sul monitor, continuavo a leggere e rileggere quei numeri … nessun errore …. avevo sbancato! In quella estrazione c’era stato un solo sei ed era il mio! Il jackpot era di 48 milioni di euro! Cazzo 48 milioni di euro … non riuscivo neppure a figurarmi una cifra di quel genere e ora la avevo vinta! Avrei voluto gridare ma qualcosa mi trattenne … qualche inconfessabile pensiero mi suggerì di mantenere per ora quel segreto dentro di me! No … quella notte nessuno doveva sapere! Avevo bisogno di chiarirmi le idee e non fare passi falsi! Misi la ricevuta della miracolosa vincita in un cassetto della scrivania e me ne andai a letto.

La notte non riuscii a chiudere occhio ma restai immobile nel letto facendo finta di dormire. Il fine settimana passò senza che i miei comportamenti tradissero il segreto che stavo nascondendo mentre nella mia mente cominciava a prendere forma un progetto … e finalmente fu di nuovo lunedì!

Mentre guidavo per andare in ospedale infilai nel lettore dei cd della macchina “The Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd e lo ascoltai a volume altissimo cantando anche io a squarciagola le parole di un disco che conoscevo a memoria da quando ero ragazzo! Non stavo nella pelle per la gioia. Forse con quella straordinaria vincita potevo finalmente comprare oggi quella vita che non avevo avuto il coraggio di vivere tanti anni prima.

Subito dopo essere entrato in ospedale e aver strisciato il badge nell’orologio marcatempo andai a passo celere verso l’ambulatorio canticchiando ancora tra me e me le ultime strofe di “Time”! Avevo appena strisciato il badge e mi venne da ridere … “ma che cazzo strisci a fare il badge …. adesso sei miliardario!!!!”.

Il corridoio dell’ambulatorio era ancora deserto e senza bussare entrai nella stanza delle visite dove trovai due infermiere ma non vidi l’unica che stavo cercando!

“Scusate ragazze dov’è Lidia?”.

“Oggi Lidia doveva andare dal dentista e ha preso delle ore di permesso. Se farà in tempo verrà verso mezzogiorno. Può dire però a noi se vuole!”. Mi rispose sorridendo la più giovane.

“No ragazze, vi ringrazio, ma devo parlare con Lidia per una sua amica che ho visitato! Appena la vedete ditele di chiamarmi … è importante!”.

“Ok dottore appena la vedremo la faremo chiamare!”

Cazzo … cazzo …. cazzo …. il dentista non ci voleva! Io non le avevo mai chiesto il numero di cellulare per evitare di cadere nella tentazione di chiamarla o mandarle messaggi! Lidia per me era una statua di marmo e le statue di marmo non parlano al telefono! Dovevo quindi armarmi di santa pazienza e aspettare. Quel maledetto numero di telefono se lo avessi avuto quel giorno lo avrei di certo usato!

Durante la mattina tra un intervento e l’altro uscivo dalla sala operatoria e con un pretesto qualsiasi andavo in ambulatorio… niente, Lidia non si vedeva. Non volevo chiedere ancora di lei per non destare sospetti … i pettegolezzi in ospedale nascono per gemmazione spontanea e basta una parola sbagliata per innescare la miccia. Era quasi l’una e stavo perdendo la speranza di una sua chiamata quando finalmente squillò il cellulare e lessi sul display il numero dell’ambulatorio!

“Sono Lidia dottore, mi hanno detto che mi hai cercato!”. Lidia mi dava ovviamente del tu ma non mi chiamava mai per nome … io ero sempre “dottore” e questo era un altro suo modo per marcare la distanza tra di noi.

“Si Lidia ti avevo cercato … non posso palarti al telefono ma è assolutamente necessario che io ti parli in maniera riservata!”. Non feci a tempo a finire la frase che dall’altro capo della linea Lidia attaccò il telefono! Si era arrabbiata perché avevo osato oltrepassare il limite che lei molto chiaramente aveva segnato! Io potevo scriverle, dedicarle le mie fotografie, corteggiarla con lettere e storie fantastiche ma non dovevo assolutamente entrare nella sua vita. Nessun incontro sarebbe stato possibile!
Rimasi muto con il cellulare in mano e capii che se avessi di nuovo cercato di chiamarla mi avrebbe ancora chiuso il telefono in faccia!
Usai allora l’unica arma che mi era concessa… Mi chiusi nel mio studio e scrissi un biglietto

“Cara Lidia scusami se ti ho fatto arrabbiare con la mia telefonata. Credimi quando saprai cosa devo dirti capirai e quando saprai anche la tua vita potrebbe cambiare. E’ una notizia sconvolgente ma non posso parlarne in ospedale! Ti prego dammi la possibilità di incontrarti solo per mezz’ora e credo che non te ne pentirai! Pensaci oggi e decidi tu come e quando incontrarci. Scrivimi le istruzioni su un biglietto e dammelo domani mattina! Ti prego Lidia fidati di me e fai come ti ho detto! Buona giornata mia adorata statua di marmo”!

Ripiegai in quattro il bigliettino come facevo sempre, me lo misi in tasca e scesi in ambulatorio. La incontrai nel corridoio, mi avvicinai e senza dire una parola le misi furtivamente il bigliettino nel taschino della casacca. Lei mi fissò per un istante ma non mi regalò neppure un sorriso … era ancora seccata per la mia telefonata e penso che in quel momento avrebbe voluto buttare quel biglietto nel cestino.

“Non lo gettare, ti prego. leggilo perché è davvero importante!” Non disse una parola e io me ne tornai in sala operatoria!

Passai la giornata in uno stato di emozione e agitazione. Non so se era più la felicità per essere diventato improvvisamente multimilionario o l’emozione per dover comunicare la notizia alla donna dei miei sogni! Volevo che fosse lei la prima e l’unica a conoscere questo segreto!

La sera a casa mia moglie mi disse “… ma lo sai che nella tabaccheria dietro casa nostra è stata giocata la schedina che la settimana scorsa ha fatto 6 al superenalotto?”

“Ma va …. incredibile!”

“Si, lo hanno detto ieri al telegiornale regionale e poi, tu non ci avrai fatto caso, ma sono due gironi che il tabaccaio offre prosecco a tutti i clienti! Ha appeso un cartello gigante fuori dalla porta “in questa ricevitoria sono stati vinti 48 milioni di euro”

“Ma si sa chi è il fortunato? Magari è un nostro vicino di casa … !”

“Macchè, figurati se viene allo scoperto! Non lo sapremo mai”

Dentro di me pensavo … davvero non lo saprete mai! Ho scoperto quel giorno di meritare il premio oscar come migliore interprete …. nessuna emozione trapelò dai miei comportamenti e dalle mie parole!

La sera però decisi di prendere una ventina di gocce di Valium perché un’altra notte con gli occhi fissi al soffitto non la avrei retta!
Martedì mattina trovai Lidia che mi aspettava in reparto. Con la scusa di farmi visionare una cartella clinica venne nel mio studio lasciando sapientemente la porta ben aperta e parlando ad alta voce mi disse

“Dottore questa cartella dobbiamo chiuderla ed inviarla in archivio, controlli se è completa e se tutto è in ordine …!” Mentre diceva queste parole mi consegnò la cartella clinica dalla quale spuntava ben visibile un biglietto che rapidamente presi e nascosi in tasca! Senza nessuno sguardo di intesa, senza nessun sorriso Lidia girò le spalle e se ne andò. La seguii con lo sguardo mentre si allontanava subendo ancora una volta il suo irresistibile fascino!
Appena solo chiusi la porta e lessi il bigliettino …

“Innanzi tutto voglio mettere in chiaro una cosa: non ho nessuna intenzione di cedere al tuo corteggiamento. Ho accettato fino ad oggi le tue lettere e i tuoi racconti ma se il tuo scopo è quello di portarmi a letto posso dirti che stai sprecando il tuo tempo. Scrivi bene e mi piace leggere i pensieri che mi dedichi ma tra me e te non potrà mai esserci niente più di una semplice, sincera amicizia! Il tuo ultimo messaggio mi fa pensare che ci sia qualcosa di serio che vuoi dirmi e solo per questo motivo asseconderò la tua richiesta, ma ricordati bene che non ci sarà una seconda volta! Se mi devi parlare ti dò un’unica possibilità: domani pomeriggio alle 17.00 in punto al bar pasticceria Taormina. Si trova sulla litoranea ad una decina di chilometri dall’ospedale in direzione Ostia. All’interno del bar c’è una piccola sala da tè. Aspettami lì e … non fare scherzi!”

Cazzo sai proprio essere acida pensai tra me e me … se solo sapessi cosa sto per proporti forse ti comporteresti diversamente!

Il giorno dopo alle 17.00 in punto ero al bar Taormina, una pasticceria siciliana che conoscevo e dove una volta avevo gustato dei cannoli con ricotta e pistacchi da sogno.
Chiesi della sala da tè e mi sedetti in un tavolinetto vicino ad una finestra con vista sulla spiaggia. Il cielo era nuvoloso ed il mare agitato, la primavera ancora doveva svegliarsi dal letargo invernale.
Porgendomi la carta dei dolci il cameriere mi chiese se ero solo.

“Sto aspettando una persona … ” risposi poggiando sul tavolino il menù.

Dopo dieci minuti ero ancora solo e cominciavo a preoccuparmi …. non mi dare buca ti prego! Alle 17.40 stavo per alzarmi e andare via quando la vidi entrare frettolosamente nella sala!

“Bene arrivata … stavo pensando che avessi cambiato idea!”

“Non ci scherzare perché davvero stavo decidendo di non venire. Ho dovuto sbrigare delle faccende a casa e sono arrivata in ritardo.!” Spostò la sedia e mentre si sedeva continuò “…. e allora cosa c’è di così importante che devi dirmi e di cui non puoi parlare in ospedale!”

“Va bene che vai di fretta ma almeno un tè lo vuoi prendere con me?”

“Va bene vada per un tè”!

Con un cenno avvisai il cameriere che eravamo pronti per ordinare.

“Per me un tè nero al bergamotto …. ” ordinò senza esitazione Lidia

“E perché no … anche per me lo stesso ordinato dalla signora”

“Gradite assaggiare qualcuno dei nostri dolci? Magari un buon cannolo ricotta e cioccolato …?”

“No grazie, niente dolci per me!” lo bloccò Lidia

“Ma dai …. non essere così intransigente! Facciamo così prendiamo solo un cannolo e lo dividiamo in due! ”

“E va bene diavolo tentatore! Vada per mezzo cannolo!”

Mentre il cameriere si allontanava Lidia volle precisare qualcosa “ho ceduto alla tentazione del cannolo ma ricordati che questa è l’unica trasgressione che mi permetto di condividere con te! Non illuderti di convincermi a fare altre concessioni … mi hai capito?”

Non perdeva mai l’occasione per puntualizzare la sua posizione. Voleva sempre mettere in chiaro che non aveva nessuna intenzione di ricominciare una relazione con me! Mi concedeva la sua amicizia e questo mi doveva bastare.

“Allora vuoi raccontarmi qualcosa o mi hai fatto venire fin qui solo per prendere il tè?”

Cercai di rimettere ordine nelle mie idee e riorganizzare un discorso che avevo già recitato mentalmente più volte. Adesso che lei era davanti a me però tutto sembrava terribilmente difficile.
Feci un profondo respiro e iniziai a parlare.

“Ti ricordi che a volte scherzando in ospedale ti dicevo … se divento ricco sfondato ti rapisco e ti porto via con me e tu rispondevi … va bene però devi diventare tanto tanto ricco altrimenti non ne vale la pena…. ! Ebbene Lidia io sono diventato vergognosamente, spudoratamente, immensamente ricco!”

“Dai non prendermi per il culo … ma per caso è morta tua suocera e hai ereditato un appartamento?” rispose ridendo.

“No Lidia io ho sbancato il super enalotto! Lidia, guardami negli occhi, non sto scherzando. Ho vinto 48 milioni di euro!”

“Guarda dottore che se stai prendendomi in giro questa volta te la faccio pagare. Faccio a pezzetti tutte le tue letterine e te le faccio mangiare e alla fine ti infilo in bocca anche il cannolo …. !”
Non rideva più ed era diventata seria e con gli occhi stava davvero rimproverandomi. Non mi aveva creduto!

“Ti prego Lidia devi credermi. Non è uno scherzo, non sto tendendoti una trappola. E’ tutto vero. Ti ho portato una fotocopia della ricevuta della schedina e potrai controllare anche tu! Sono ricco …. anzi … siamo ricchi!”
La sua espressione cambiò e rimase per qualche istante in silenzio con gli occhi sgranati e la bocca aperta.

“Cosa hanno detto a casa tua? … ”

“A casa mia non sa niente nessuno. Tu sei la prima ed unica persona a cui sto rivelando questa notizia. Lidia quello che dicevamo per scherzo in ospedale sta avverandosi. Abbiamo la possibilità di fuggire e vivere una nuova vita insieme … “!

Nessuno dei due aveva più voglia di mangiare il cannolo che rimase tristemente abbandonato sul piattino.
Lidia prese un lungo sorso di tè, poggiò la tazzina e “Mi lasci senza parole. Quello che hai detto è davvero sconvolgente. Non riesco ancora a credere a quanto ho appena sentito! Davvero tu vorresti fuggire con me?”

“Si Lidia, è tutta la vita che ti desidero e oggi il Padre Eterno o il Diavolo, non so chi, ha fatto sì che questo sogno possa avverarsi. Non ti chiedo di darmi una risposta adesso perché capisco che tu abbia bisogno di razionalizzare la situazione e riflettere sull’offerta che ti sto facendo. Facciamo così. Non parliamone nei prossimi giorni ma diamoci di nuovo appuntamento qui tra una settimana per riparlarne con maggiore lucidità. Adesso però ti chiedo di scambiarci i numeri di telefono. Ti prometto che non ne approfitterò, ma in una situazione come questa credo sia necessario avere la possibilità di comunicare in caso di … emergenza!”

“Mi sembra una proposta ragionevole. Allora ci vediamo qui martedì prossimo sempre alle 17.00 e ti prometto che questa volta sarò puntuale. Adesso lasciami andare perché si sta facendo tardi. Non usciamo insieme. Tu resta un minuto qui mentre io parto con la macchina”

Ci scambiammo i numeri di telefono e la salutai. Mi avvicinai a lei per darle un bacio e facendo finta di sbagliare tentai di baciarla sulle labbra. Lei scaltra e pronta di riflessi intuì le mie intenzioni e girò il viso offrendomi la guancia!
Presi cinque giorni di ferie per sistemare alcune cose ma continuai ad uscire di casa tutte le mattine alle 6.30 per proteggere il mio segreto.
Non ricevetti nessun messaggio o chiamata da Lidia e anche io non la contattai in nessun modo.
Il martedì della settimana successiva alle 17.00 la trovai già seduta al nostro tavolino nella sala da tè!

“Come vedi sono stata puntuale, anzi sono arrivata con dieci minuti di anticipo!”

“Sono felice di vederti. Non vedevo l’ora di incontrarti …. hai pensato a quello che ti ho detto?”

“Si, ci ho pensato e la tua proposta è molto allettante. Ma prima di darti una risposta vorrei sapere come intendi realizzare il tuo progetto”

“Hai ragione siamo qui proprio per questo. In questi giorni ho contattato un importante studio notarile a Roma. Ho aperto un nuovo conto in banca solo a mio nome e il notaio provvederà in questi giorni a fare accreditare i 48 milioni di euro, anzi 45 perché tre se ne andranno in parcelle. A questo punto tutto sarà pronto. Programmerò la fuga fra tre mesi, lunedì 5 giugno. Il giorno successivo il notaio accrediterà dieci milioni di euro sul conto bancario della tua famiglia … a proposito dovrai darmi le coordinate bancarie, e altri dieci su quello della mia famiglia. In questa maniera sarà come se comprassimo la nostra libertà, in sostanza pagheremo un riscatto per cominciare una nuova vita!”

“Fermo … non ti ho ancora detto se verrò con te!”

“Mia adorata Lidia io non voglio comprarti. Voglio metterti nella possibilità di scegliere. I dieci milioni di euro saranno accreditati sul tuo conto familiare in ogni caso. Se partirai con me serviranno a garantire un futuro senza problemi ai tuoi figli, se invece non te la sentirai di seguirmi quei dieci milioni saranno il mio regalo per l’amore che mi hai donato tanti anni fa. Ti prego però dammi una speranza, dimmi che prenderai in considerazione l’idea di fuggire con me”

“Sei un matto e forse proprio perché sei matto, forse proprio perché questa storia sembra una totale follia voglio essere pazza anche io una volta nella mia vita. Penso che ti seguirò …. !”

Rimasi senza parole continuando a fissarla negli occhi e finalmente lei mi regalò un sorriso. Dovevamo festeggiare e allora non solo due tazze di tè al bergamotto ma anche due bei cannoli di ricotta uno al cioccolato e uno al pistacchio!

“Mi prenderò qualche altro giorno di ferie per completare i preparativi dopo di chè tornerò al lavoro e riprenderò la vita normale. Farai così anche tu e continuerai ad essere la solita statua di marmo. Adesso siamo in due a dover proteggere il segreto! Domani mandami un sms con le coordinate bancarie e nelle prossime settimane controlla il passaporto e richiedi il visto per gli Stati Uniti”

“Daccordo, ma perché il visto per gli Stati Uniti?”

“Perché voglio che la nostra nuova vita cominci sotto il sole della California. Voglio partire da una città meravigliosa, un pezzo di Europa sulla costa del nuovo continente. Voglio partire da San Francisco da lì poi andremo dove tu vorrai!”

“Ok farò come hai detto e soprattutto, stai tranquillo … saprò mantenere il segreto!”

Come già avevamo fatto ci salutammo ma questa volta lasciò che le mie labbra sfiorassero l’angolo della sua bocca … facemmo tutti e due finta di …sbagliare la mira! Lei uscì per prima e io attesi che la sua macchina si allontanasse.

Un paio di giorni dopo stavo andando dal notaio quando mi arrivò un sms. Era Lidia che mi mandava l’IBAN del suo conto bancario ma non fu quella lunga sequela di numeri e lettere a colpire la mia attenzione ma un minuscolo “tvb” con il quale concludeva il messaggio!
Sembra incredibile ma quel “tvb” mi fece battere il cuore. Eh sì anche se ero diventato milionario restavo sempre un incorreggibile romantico e un tvb di Lidia valeva per me più di un tesoro!
Il 16 maggio un suo nuovo sms mi informò che tutto era pronto … passaporto rinnovato e visto per gli USA già ritirato. Questa volta però niente “tvb” ma solo un ” … a presto e non fare casini!”
Risposi prontamente al suo messaggio “Perfetto Lidia. Vediamoci allora per gli ultimi dettagli fra due settimane. Martedì 30 alle 17.00 al solito posto! … tvb”
“Ok” fu la sua risposta ma anche questa volta niente “tvb”.

Nei giorni successivi seguii tutte le operazioni bancarie. Sul mio nuovo conto erano stati accreditati i 48 milioni di euro. Avevo a quel punto pagato 3 milioni per le parcelle e con il notaio avevo disposto l’emissione dei due bonifici da dieci milioni da fare accreditare sui conti delle famiglie il giorno successivo alla nostra partenza! Tutto era pronto dovevo solo aspettare l’ “ora X”

Martedì 30 maggio arrivammo insieme al bar Taormina e senza dire una parola ci accomodammo nella sala da tè!

“Due tazze di tè nero al bergamotto, se non sbaglio….” ci disse il cameriere venendoci a salutare con un sorriso al nostro tavolo!

“Si perfetto. Due tè al bergamotto come sempre” dissi ricambiando il sorriso “… e due cannoli!” aggiunse Lidia.

Mentre sorseggiavamo il tè le spiegai il piano. Ci saremmo incontrati lunedì 5 giugno all’aeroporto di Fiumicino al desk della Lufthansa alle 8.00. Volo per Francoforte delle 10.10 e da lì con un volo United Airlines in 11 ore saremmo arrivati a San Francisco dove una suite dell’hotel Ritz era pronta per accoglierci.

“Cosa ne pensi del mio piano? Io non sto nella pelle. Tra cinque giorni sarà come nascere ad una nuova vita. Io e te insieme … !”

“Anche io sono emozionata e non vedo l’ora di scavalcare questo muro. Ogni tanto avverto la paura per la scelta che sto facendo ma nella vita bisogna avere coraggio e una occasione come questa non si presenterà una seconda volta! Ho deciso voglio vivere con te questa incredibile avventura!”

La sera del 4 giugno le inviai un sms “tutto confermato. Tutto pronto” “OK” fu la secca risposta.

Sono le 10.00 di lunedì 5 giugno e sono seduto su una comoda poltrona di prima classe del volo Lufthansa 231 diretto a Francoforte. La poltrona a fianco alla mia è … vuota.
Lidia era arrivata puntualissima all’appuntamento in aeroporto. Quando la avevo vista arrivare senza un trolley nè una valigia ma solo con una borsetta sotto il braccio avevo capito che qualcosa era cambiato … avevo capito che tutto era cambiato e che il mio sogno stava dissolvendosi come nebbia sotto i raggi del sole.
Con lo sguardo triste e gli occhi lucidi si era avvicinata, aveva preso la mia mano e se la era appoggiata sul petto.

“Tesoro mio, non ce la faccio. Tutto era pronto, avevo messo documenti e bagaglio in macchina già ieri pomeriggio ma questa notte mille pensieri mi hanno tormentato. Non posso seguirti, non posso morire per rinascere, non posso fare questo a chi mi vuole bene. Potevo telefonarti o avvisarti con un messaggio, ma almeno il coraggio di venirtelo a dire di persona l’ho voluto trovare. Ti lascio una lettera e ti prego di leggerla solo quando sarai salito sull’aereo. Buon viaggio … amore!” Sì aveva detto proprio … “amore”!

Mi ero avvicinato a lei per salutarla con un casto bacio sulla guancia ma questa volta era stata lei a sorprendermi e con un veloce movimento della testa portò le sue labbra sulle mie e mi aveva baciato. Un bacio appassionato, un bacio che veniva da un lontano passato, un bacio che purtroppo non avrebbe avuto un futuro. Siamo restati abbracciati senza più trattenere le lacrime. Ci siamo baciati ancora e poi è inevitabilmente giunto il momento dell’addio. Si è allontanata senza più girarsi mentre io continuavo a seguirla con lo sguardo finché non la avevo vista perdersi tra la folla del terminal.

“Addio mio unico immenso amore. Anche se non potrai mai più essere mia io sarò per sempre tuo!” Con questo pensiero ho completato le procedure dell’imbarco e sono salito a bordo dell’airbus A321.

Mentre l’aereo lentamente si muove per raggiungere la pista di decollo tiro fuori dalla tasca la sua lettera ed inizio a leggere:

“Mio dolce e romantico ragazzino pazzo che non sai distinguere il sogno dalla realtà, con immenso dolore purtroppo sto dandoti questa grande delusione! A parole sembrava semplice …. colpo di pazzia e cambio vita, ma non è così. Non posso accettare che per realizzare egoisticamente un mio sogno la vita delle persone che amo sia distrutta. Non ce la faccio! Sarò forse una codarda ma non voglio che la mia felicità nasca sul dolore di altre persone. Con te sono stata fredda come una statua di marmo, ma credimi ora te lo posso dire … le tue lettere, i tuoi racconti hanno raggiunto il mio cuore e lo hanno scaldato. Conserverò le tue dolci parole e in quelle parole, in quelle storie fantastiche verrò a cercarti ogni volta che avrò bisogno di una carezza! Mi dispiace non avere avuto coraggio di darti di più ma ora che stai per uscire definitivamente dalla mia vita voglio dirti che ti ho amato e che quel sentimento resterà vivo dentro di me. Avrò anche io un piccolo segreto da proteggere! Buon viaggio amore, perdonami e non mi dimenticare”!

Ripiego la lettera e la tengo in mano mentre i motori dell’ airbus raggiungono la massima potenza e l’ aereo comincia a correre sulla pista di decollo … sto iniziando una nuova vita ma iniziarla da solo ha davvero senso?

Guidando verso casa Lidia ascolta in macchina un CD di musica rock&roll anni ’60 che gli aveva regalato quel ragazzino pazzo che la amava e che ora non avrebbe più scritto favole per lei. “Mi mancheranno le tue lettere segrete” pensava mentre apriva il cancello del garage.

Entrata a casa cerca di cacciare i pensieri tristi e malinconici … tutto sommato domani anche lei sarebbe diventata milionaria! Si dà da fare in casa per tenere la mente occupata e mentre ripone un servizio di piatti nella credenza della sala da pranzo ascolta un programma musicale alla radio. La musica improvvisamente si interrompe e parte il jingle del notiziario.

“Interrompiamo il programma per una edizione straordinaria del giornale radio. Alle 10.30 di questa mattina si è verificata una terribile sciagura aerea all’aeroporto di Fiumicino. Un Airbus A321 della Lufthansa diretto a Francoforte con 320 passeggeri a bordo è esploso in volo pochi minuti dopo il decollo. I resti incendiati dell’aereo sono dispersi nelle acque del litorale romano per una estensione di oltre dieci chilometri. Non ancora chiare le cause del disastro, ma non si esclude un attentato terroristico … ”

La pila di piatti che teneva in mano cade a terra con fragore assordante disperdendo centinaia di cocci sul pavimento “Noooooooooo, nooooooooo, noooooooo!!!”

Porta le mani sul viso e gridando di dolore e rabbia sferra un pugno alla radio che cadendo a terra finalmente si zittisce.
La casa piomba nel silenzio. Si lascia cadere sul divano, socchiude gli occhi e ripensa al meraviglioso e travolgente bacio di quella mattina. In casa non c’è nessuno, le porte e le finestre sono chiuse ma lei avverte una leggero alito di vento che le carezza il viso.

Mio dolce immenso ed irraggiungibile amore vorrei poter asciugare le tue lacrime,
vorrei poterti stringere a me!
Il nostro bacio di questa mattina è stato l’ultimo dono che la vita mi ha concesso.
Purtroppo non lo saprai mai, ma proprio a quel nostro bacio appassionato
stavo pensando quando una terribile esplosione mi ha squarciato il petto
strappandomi l’ultimo respiro e distruggendo per sempre i miei sogni.
Con il tuo bacio nel cuore sto andando incontro a questa nuova misteriosa vita!

Addio
Addio
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