A mio padre

(Devo fare una premessa a chi avrá la gentilezza di leggere, questa é una lettera che non potró mai spedire, l´indirizzo del destinatario non esiste).

Mi rivedo bambina seduta in salotto, cercavo di capire il mio torto, avevo fatto di sicuro qualcosa di brutto per essere stata punita così, ma quando e cosa non lo ricordavo proprio. Il mio viso continuava a bagnarsi, ordinavo alle lacrime di smetterla di scendere e ai miei occhi di smetterla di permetterlo, tutto inutile. Allora cercavo di concentrarmi, dovevo pensare a qualcosa di bello, ma ogni cosa bella era legata a te, al tuo modo di sorridermi, al tuo modo di guardarmi, alle certezze che avevo dai tuoi sguardi, non sapevo allora che nessun altro mi avrebbe più guardata così, lo sapevi tu? Forse si, avrai sofferto nel lasciarmi, e questo mi fa male, ma ho sofferto anch´io, ho aspettato invano che tu venissi a svegliarmi, che carezzandomi i capelli mi dicessi che avevo avuto un incubo, ma tu non sei tornato. Avrei dovuto piangere a dirotto sulle ginocchia di mia madre, ma non volevo aumentare le sue pene, ho tenuto fede a quello che credevi di me, dovevo essere forte, uguale a te. Se chiudo gli occhi sento ancora il pianto soffocato della mia mamma, troppo giovane per essere vedova, troppo bella per rimanere sola; la mia ninna nanna era cambiata. Non voglio trovare parole belle da dirti, voglio essere arrabbiata, per una volta non voglio essere ragionevole, voglio rannicchiarmi in un angolo, piccola piccola e piangere, piangere ancora. Vorrei essere serena davvero, ma non posso se continuo a pensare che ho perso la persona che mi amava di più, hai lasciato un vuoto difficile da colmare, e tutti quelli che mi amano non saranno mai all´altezza di Te.
Quanto è semplice la gioia da descrivere! Cercata, bramata…. ti tocca in modi diversi e  non ne avresti mai abbastanza, perché è capace di lasciarti sempre un languore. Il dolore, no, ti riempie lo stomaco appena ti sfiora e se ti tocca, venendo vicino, ne resti sazio a vita.

 

7 pensieri su “A mio padre”

  1. si dice che la vita toglie e dà, eppure certe privazioni non sono mai compensate da nulla…
    un abbraccio
    anna

  2. Comprendo benisimo il tuo stato d’animo, cara Tilly, e conosco quel tipo di dolore. E’ come se un pezzo del nostro corpo ci lasciasse e la rassegnazione tarda molto a venire. Ma ciò che abbiamo provato, ciò che ci é stato dato, anche se per breve tempo, nessuno lo potrà né cancellare, né portare via. E’ con quel ricordo che cerchiamo di andare avanti, é con la nostra forza, la nostra sensibilità e il nostro credo, che ci parliamo e ci rivolgiamo ogni giorno. Io so, con assoluta certezza, che Lui è sempre dietro le mie spalle, e per guardarmi, deve pure fare un duro lavoro, non si riposa mai.
    Un bacio. Sandra

  3. Quanto più la vita ti avrà scavato tanta più gioia potrai contenere. (Gibran) Un caro saluto Sal…

  4. Sono sicura che se tuo Padre potesse leggere questo…. sarebbe Lui ad avere gli occhi pieni di lacrime!
    Elisa

  5. Devo confessare che questa é la cosa piú difficile che ho mai scritto , ma sapevo di trovare cuori aperti a questo mio sfogo .Grazie a tutti,un bacio.Tilly

  6. Carissima Tilly, i miei occhi si sono riempiti di lacrime leggendo questa lettera, purtroppo ho sentito questo dolore 7 anni fa’ anche io, rimane un vuoto che nessuno può colmare, perchè l’amore di un padre è unico…. e mi manca tantissimo.
    Ti abbraccio… Grazia

  7. se leggesse questa tua lettera mio padre gioirebbe e manifesterebbe una grande simpatia nei tuoi confronti. ma purtroppo non c’è più e ti capisco, provo anche le tue emozioni ma anche ho altre sensazioni incolmabili che mi hai fatto ricordare. grazie un abbraccio rosanna

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