A Ciccio e Tore

In una società sana i piccoli, i bambini, gli adolescenti dovrebbero essere educati, tutelati, protetti e salvaguardati in quanto rappresentano il futuro della stessa società.

Da questa semplice considerazione possiamo ammettere, senza ombra di dubbio, che la nostra società è malata. Esultiamo se la nostra squadra di calcio o di pallacanestro vince, restiamo pressoché impassibili di fronte alle continue morti annunciate di tanti nostri ragazzi quotidianamente siano esse causate da incidenti, omicidi, abusi, malattie, ecc.

Continuo a chiedermi come facciano i telecronisti dei TG a non scoppiare a piangere all’annuncio di simili tragedie quotidiane. Bambini gettati nei cassonetti, violentati fisicamente e psicologicamente, abbandonati, ammazzati (non di rado dagli stessi genitori), gettati nell’acido o magari più semplicemente fatti a pezzi o sotterrati vivi!

Semplice cronaca quotidiana non fosse altro che stiamo parlando dell’Italia uno dei Paesi più civilizzati del Mondo (così dicono), la culla della storia, dell’arte e delle scienze. Mah…

In un mio aforisma recito: -Nessun uomo può dirsi pienamente felice fintantoché troppi cuccioli della sua specie nel Mondo vanno a letto con occhi tristi e stomaco vuoto.- Si vede che questa speranza è mera utopia e tale resterà per molto tempo ancora.

L’odio che l’uomo ha accumulato nel corso dei millenni contro se stesso (vedi le infinite guerre) sfocia nella follia e nella distruzione della propria specie, soprattutto dei più deboli.

Voglio dedicare questo pensiero ai due fratellini Ciccio e Tore Pappalardi per la vita che gli è stata negata dalla loro-nostra società, uccisi dall’ignoranza e dall’indifferenza.

Spero con il cuore che la loro fresca energia possa ritornare a vivere lontana dagli uomini, sotto altra forma vivente, in due fili d’erba o in due gocce di mare.

Potere continuare a coglierli, magari là, dove va quel poco di cielo rossastro all’orizzonte.

 

25 pensieri su “A Ciccio e Tore”

  1. La normalitá con la quale il giornalista continuava a raccontare le novitá sui fratellini di Gravina mi ha scioccato, questo non é giornalismo questo é un enorme “grande fratello” dell´orrore, una fiction da seguire a puntate. Sarebbe onesto spegnere tutto e rispettare 1 minuto di silenzio tutti insieme e pregare, pregare perché le anime dei due bimbi passino oltre in pace, pregare perché questo non si ripeta, pregare perché gli uomini aprano gli occhi e il cuore e si torni a pensare che i figli sono un bene da tutelare, unica ricchezza.

  2. Nussun’altro animale sulla terra sarebbe capace di essere così crudele con i propri cuccioli. Abbiamo molto da meditare…

  3. dopo una vita a contatto con i ragazzi resto sempre stordita quando la vita di uno di loro si spegne così, in modo tragico e inaccettabile.
    non voglio sapere come e mi spaventa sapere perchè.
    vorrei semplicemente che non fosse successo, che le madri possano essere madri, che i padri possano essere padri e che i figli possano vivere la loro vita di bimbi senza fretta di crescere o speranza di essere altrove.
    ….ma continuo sempre a chiedermi se un gioco possa avere una fine così tragica e come si possa vivere in una città dove chi comanda non si vergogni di lasciare luoghi così pericolosi facilmente agibili per chiunque.

  4. Caro Sal, sono nel cuore di quella mamma e di tante altre, perché la perdita di un figlio é il massimo del dolore. Si vive ormai nell’indifferenza, o meglio, sembra che l’essere umano si sia ormai abituato alle tragedie, ci pensa un attimo e poi, tutto come prima.Tutto ciò, é’ orrendo e scandaloso; non so che dire, a parte il fatto che mi vergogno di appartenere alla razza umana.
    Ciao. sandra

  5. prima di crocifiggere ed accusare, mostra le prove per sostenerle, le tue accuse. Come ci è caduto quel bambino, possono essere caduti anche ciccio e tore. da soli. Forse la polizia per non mostrare la sua incompetenza – sono andati a cercare fino in romania- infanga senza prova un padre, che fino adesso, e fino a prova contraria, è soltanto un padre che ha perso i suoi figli.
    Forse la televisione per aumentare il mistero – e gli ascolti – fa girare la voce dell’omicidio.
    E ora tutti piangono.
    Però nessuno piange, quando le multinazionali da cui comprate qualsiasi prodotto sfrutta e uccide migliaia di bambini.
    Quando prendete i farmaci che sono testati sulla pelle di inconsapevoli creature.
    Nessuno piange quando si occupa l’Iraq e l’Afghanistan “pacificamente” per riempire le tasche dei soliti burattinai-petrolieri, e muoiono altri migliaia di bambini.
    Quando la coca-cola e mc donald’s rubano acqua e cibo a popoli per i quali sono beni rari e preziosi e altri bambini muoiono di fame, mentre da noi ciccioni spregevoli si ingolfano a + non posso.
    Nessuno piange quando comprate ai vostri grassi figli, i giocattoli cuciti, pittati e fabbricati da operai che fanno 20 ore di lavoro al giorno e che hanno in media 8 anni…e magari a loro non piacciono neanche, così li gettate.
    Quando pregate nelle vostre miserabili chiese che coprono gli abusi delle bestie, che voi chiamate preti.
    Siamo tutti assassini. E’ questa la verità. Però almeno smettete di essere ipocriti.

  6. Io da mamma, non riesco a mettermi nemmeno per un istante nei panni di questa madre, perchè impazzirei. Purtroppo non credo che si tratti di incidente, ma di uomini (uomini si fa’ per dire) malati e spietati. cosa sta’ succedendo? perche’ tutti questi infanticidi? perchè tutte queste violenze ai nostri bambini? é un’orrore! madri o padri che fanno del male ai propri figli, è difficile credere a questa crudele realta.
    Mi unisco a te Salvatore, a questo pensiero per i due fratellini, sperando che la loro luce illumini la mente di questi Mostri.
    Grazia.

  7. Caro Antonio, io non ho accusato assolutamente il padre! Ho accusato la nostra società ed ho preso ad esempio la povera storia di questi due bambini per sensibilizzare il malessere della nostra società. Ho preso loro come esempio per esternare il mio malessere di uomo e di padre e non ti nascondo di piangere continuamente per queste storie assurde. Se leggi il mio primo scritto su questo sito potrai rendertene conto. Ho sentito di dedicare un mio pensiero a questi due bambini e l’ho fatto, mettendovi la mia sensibilità . L’ultima frase è la cosa più bella che ho mai partorito l’avevo dedicata a me ma l’ho data a loro. Io ho cercato di parlarne, di iniziare un discorso difficilissimo e tu mi accusi di ipocrisia?

  8. Per Antonio: non trovo bello usare miserabile e pregare nella stessa frase, io prego il Dio in cui credo e non é detto che sia in chiesa, prego per non piangere sola delle miserie del mondo, e piango per ogni bimbo violato e per ogni bimbo che muore, perché ognuno di loro potrebbe essere mio figlio.

  9. carissimo Antonio,
    capisco la tua ira nei confronti di una società che non è come ciascuno di noi in cuor suo vorrebbe che fosse: perfetta.
    ma credo che non possiamo dirci reciprocamente che siccome non è come vogliamo, allora basta, gettiamo via tutto , muoiano Sansone e tutti i filistei.
    Laerte non accusava nessuno, nessuno di noi accusa nessuno, esprimiamo tutti il nostro dolore profondo, la nostra amarezza per l’essere sicuri di un’unica cosa e cioè che siamo impotenti.
    quando un bimbo dei nostri muore, quando un bimbo altro all’altro capo del mondo muore, tutta l’umanità perde un po’ di sè stessa, qualunque sia stata la causa che l’ha provocata.
    non si costruisce nulla sul male degli altri, questo è certo, tanto più per noi che siamo figli ed eredi di una civiltà, di una storia filosofica e di una religione che si è espressa con l’insegnamento ultimo dell’ama l’altro come te stesso,idea che fa parte di noi e della nostra storia, anche quando l’ignoriamo.
    ma quanti ne comprendono il significato?
    possono pochi uomini coscienziosi e onesti cambiare tutti i disonesti di tutto il mondo e di tutta la storia?
    il mio cuore è in bilico: vorrei crederlo, ma, purtroppo, all’ultimo mi tiro indietro e mi scoraggio, mi sembra di essere la sola a crederlo.
    e così mi riduco a pensare che non solo non ne siamo capaci, altrimenti tutto sarebbe stato già risolto, non solo siamo feroci versi gli altri, ma siamo feroci anche verso noi stessi.
    questo era il lamento di Laerte, io credo, ed è sicuramente il mio, perchè ho la certezza che non vedrò mai le mie speranze realizzate e non vedrò mai neanche la fine del male.
    che dire, mio caro?
    abbandonare questa nave di folli o continuare, come nella favola, a svuotare l’oceano del dolore nostro con il ditale, abbattendo la selva dei pregiudizi con l’accetta di latta, incuranti della fatica e del tempo che passa?
    non so.
    io credo che comunque continuerò fino all’ultimo respiro a fare la mia parte, anche scrivendo questi miei pensieri confusi.

  10. Non so….. forse ho reagito con troppa rabbia, e forse ho travisato il messaggio del tuo scritto. Ma…. è tutto così difficile….. quando qualcosa la si sente veramente, è difficile rinunciarci, quando qualcosa si attacca alla tua anima, è difficile staccarla; allora per questo penso che tutti, compreso io, siamo ipocriti e per di più vigliacchi. Perchè non lottiamo per tutto questo. E non lottiamo, non perchè ci assale la rassegnazione di un’irrangiungibile utopia, ma perchè non ne abbiamo voglia. Perchè se ne avessimo davvero la voglia, ora staremmo lottando, fino allo stremo delle forze, fino alla fine dei nostri giorni. E allora subentra la rabbia, e mi fustigo di questo mio essere vigliacco, insieme ad altri 100 1000. E penso a quale grande, spregevole fallimento sia l’umanità. Nonostante le sue spettacolari eccezioni.

  11. E’ proprio la coscienza dell’impotenza a far male. Il desiderio estremo di voler fare qualcosa, di voler ‘cambiare il mondo’ e sapere di non esserne in grado. Il guardare ciò che accade con espressione stupita, incredula… non di fronte ad un miracolo, purtroppo, ma di fronte all’orrore.
    Piango.
    Perchè non sono capace e tanto vorrei. E della mia incapacità morirò.
    Poi guardo il sole che sorge al mattino e ancora spero… non mi resta altro.
    Cerco di esser buona. Ci provo con tutte le forze.
    E’ la sola cosa che posso…
    Quando vedo in faccia il male, la morte, ciò che mi spaventa e mi annichilisce riesco soltanto a fuggire lontano, dentro a me stessa, chiudendomi per non sentire più niente.
    Fuggo, si. E’ un mio grande limite. Per non essere schiacciata, per continuare a sperare.
    Non verso lacrime sulla terra, soltanto dentro a me stessa. Ho terribilmente paura…. come tanti di noi.

  12. Caro Antonio, tu hai scritto mille verità, sapessi quanto è difficile spiegare ai propi figli, il perchè una madre ha ucciso il suo bambino, o il perchè una figlia ha ammazzato il fratellino e la mamma, oppure dirgli: se non bevete coca cola o non vi porto al mc, moriranno meno bambini, io provo vergogna per questa società.
    Hai un’idea di come possiamo lottare?
    Grazie………… Grazia

  13. Piango …
    … all’idea che il figlio che mia moglie porta in grembo possa nascere e ritrovarsi in un mondo così crudele;
    … all’idea che potrei non essere capace di proteggerlo;
    … all’idea che coloro che conoscono l’amore per una creatura angelica ed indifesa quale è un figlio non riescono a proteggere le persone a cui tengono di più;
    … all’idea che antonio, madeleine, grazia, hanno espresso appieno il mio stato di frustrazione;
    … all’idea che queste notizie folli sono diventate così ordinarie da non suscitare emozioni non solo nei giornalisti che le annunciano ma anche nella popolazione che le ascolta.

  14. ma se Dio esiste ….dove era mentre i poveri, indifesi e cari Ciccio e Tore agonizzavano al buio, soli, sofferenti, senza la loro mamma, affamati e senza speranza. E’ troppo atroce, ed anche se qualcuno che ne ha responzabilita’ …non ci dara’ indietro i due piccoli Ciccio e Tore.

  15. per Giovanni:
    …e se Dio trovasse il modo per essere vicino a chi soffre?
    chissà perchè, quando qualcuno fa la tua domanda, mi torna in mente un vecchissimo film che ho visto con il mio papà quando ero bambina.
    si intitolava “Marcellino pane e vino”.
    un film semplice, semplice, ma che aveva fatto comprendere a me, che allora non avevo più di sei/sette anni, che il modo di valutare degli uomini è molto diverso da quello di Dio.
    ogni volta che mi sorge il dubbio, ancora adesso, dopo un’educazione ed una formazione culturale profondamente razionale, mi torna in mente quella sequenza del Cristo che scende dalla croce e mi sento meno abbandonata.
    certo che per chi non crede c’è solo l’oggi, il niente e la disperazione….
    e non so cos’altro dire.

  16. Dobbiamo credere nella posività della gente ed allontanare le negatività. Le persone positive nel mondo sono in minoranza ma ognuno di loro ha abbastanza forza da neutralizzare svariati deviati…

  17. ‘Fra il dire e il fare, c’è di mezzo un mare’, recita un vecchio detto. Sono gli uomini come Antonio che possono cambiare ‘qualcosa’, non di certo chi si ferma ai soliti, rituali commenti. Caro Laerte, l’uomo, non è l’unico a fare del male ai propri ‘cuccioli’. Ho ancora nella mente, una sequenza vista ormai molti anni fa in un documentario naturalistico. Un leone che uccide i propri figli, appena cuccioli, per ragioni che certamente conosci. Non potrò mai scordare l’immagine di quei piccoli che cercano disperatamente, di difendersi. Nonostante non avessero speranza alcuna. Davanti a un padre che gli si avventa contro, e li finisce, in un’istante. Un dolore lancinante, che non provo più per i miei simili, e che non riesco a spiegarmi. Se non credendo che le leggi naturali , per quanto possano a volte sembrare spietate, non avvicinino neppure la scelleratezza umana. Un limite questo, che abbiamo oltrepassato da un pezzo. La chiesa stessa si è dovuta inventare di sana pianta, una scusa plausibile, davanti ai nostri misfatti; il libero arbitrio!?. La verità, è che la deficenza umana non conosce limiti, e quel che è peggio, non ha scusanti.

  18. x Anna,
    anche io ho una cultura e formazione molto razionale ed è verissimo che x me c’è, probabilmente, solo lo spettro della disperazione…. ma allora perché se penso a Ciccio e Tore nei loro ultimi momenti di solitudine soffro disperatamente e se invece ascolto delle continue morti per svariati motivi diversi provo solo rabbia e disprezzo per la nostra società?
    se rifletto al mio destino ho due cose che mi fanno paura quando accadrà:
    1) non potrò piu proteggere ed amare i mie due cuccioli ( … i miei figli );
    2) non potrò piu sapere come va il mondo, le scoperte, le cose nuove ( il mio lato razionale ), nuove emozioni cui non potrò essere partecipe.
    Voglio dire che per i cari Ciccio e Tore, non la vedo come una questione di fede, ma come un’impotenza ed incapacità ad evitare cose cosi terribili a dei bimbi… l’unica speranza degli uomini.

  19. I leoni non uccidono i loro cuccioli, mai successo. Anzi si fanno uccidere per i loro cuccioli, quello che hai visto nel documentario è un leone che ha spodestato il suo rivale ed è diventato capo di quella comunità di leoni e per fare andare in calore le femmine (leonesse) per potersi poi lui accoppiare in fretta e creare un suo branco, uccide i leoncini degli altri (del leone spodestato). Osserva meglio…

  20. Esatto Laerte, scena tragica, profondamente significativa, di una violenza inimmaginabile, ma non era il padre.
    Hai detto cose che condivido pienamente, solo un’osservazione. Forse l’uomo oggi si scaglia sui cuccioli, non in quanto cuccioli, cioè suoi eredi, ma in quanto deboli.
    Sono la vigliaccheria e il sopruso che trionfano, non il nichilismo per la propria specie, forse, che ne dici?

  21. E’ molto difficile esprimere un così grande dolore in poche righe, ma tu ci sei riuscito in modo eccellente.
    Penso spesso a quanto soffrono i bambini in questo mondo ipocritamente lurido e rimango disorientato, allibito ma soprattutto pieno di rabbia.
    Ciao. QS-TANZ.

  22. Ti ringrazio delle parole e della tua sensibilità QS-TANZ, pensa che la maggior parte dei genitori sono ancora oggigiorno pienamente convinti che i loro figli sono proprietà privata. Si vede che non solo non hanno letto, ma assolutamente non capito, “Gibran” (parlaci dei figli). Ciao…

  23. UNA PREGHIERA

    Signore, tu sei il sole, il più luminoso, il più caldo, risplendi per loro, per due bimbi buoni che non ci sono più, perchè possano percorrere il loro cammino sicuri.
    Signore, tu sei la terra, la più ricca, la più fiorita, rendi fertile la loro unione affinché un giorno possano dare giusti frutti.
    Signore tu sei la casa di tutti noi, la più accogliente, la più ospitale, accoglili in te, ti prego ogni volta che vorranno.
    Quando le loro anime conosceranno il triste dolore e i loro occhi saranno annebbiati dalle lacrime.
    Proteggili, Signore perchè loro hanno sofferto e desidero che almeno lì siamo felici insieme a te.

    vi voglio bene …..

  24. Grazie a te Alessandra, del tuo Amore, della tua sensibilità, della tua stupenda poesia a margine del mio scritto, che ancora una volta gli occhi ha inumidito. KissSal…

  25. E’ stato un piacere pubblicarla perché volevo che le mie stesse emozioni venissero trasmesse a chi la leggeva… ho scritto molte poesie e le ho pubblicate, ho vinto anche un concorso sulla pace. L’unica poesia è questa, che non ho pubblicato, perché è molto personale…
    ogni volta che la rileggo mi escono le lacrime…
    Ciccio e Tore siete i miei angeli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *