Incontrarsi

Oggi è uno di quei giorni in cui Mare, Sole e Luce non significano niente.

Occorre introdurre qualche azione rispettabile e una pennellata di colore alla propria esistenza, prima che di Lei resti il pallido ricordo di miraggi abbacinanti e uno sguardo malinconico, sciupato via per sempre.
Si sta preparando a dominare qualcosa; possedere qualcuno che s’offra come alogeno e dia respiro all’inquietudine latente profusa tra mente e cuore.

Succede sempre in questo modo; quando si è vestita in fretta, con la prima gonna e camicetta presa a caso nell’armadio, senza rimmel né rossetto e con due grandi interruttori a cerchiare gli occhi senza sonno.
Le accade immancabilmente, quando tutti i pensieri defluiscono nel problema più spinoso che l’assilla ed è proprio convinta di avere un aspetto orribile.
Ecco, questo è il momento fatidico in cui inesplicabilmente si pronuncia l’evento.

Incontrarsi.

Riconoscersi ovunque.

L’aspetto esteriore non ha nessuna importanza.
Sono le vibrazioni positive che segnano l’inizio della Storia; l’aurea magnetica suggerisce un’elevata affinità sensoria e fa subito pensare al piacere di entrare in contatto con lui.

Sorridersi e scambiarsi il numero di telefono.
Passare tutto il resto della giornata allignati ad una nuvola a rasentare l’eccellenza per coglierne l’invito.

Un’ampia risonanza prelude ad una lunga conversazione al cellulare.
Lui la chiama.
Un linguaggio sciolto, stemperato.
Laureato in psichiatria, appassionato d’arte e di musica classica.
Con squisitezza e veemenza d’eloquio illustra temi, motivi, cognizioni ed una miriade d’altri diletti.
Due ore d’abboccamento utile senza riuscire a chetarlo.

La nuova terapia raccomanda già il primo miracolo: Lei ascolta in silenzio invertendo ogni inclinazione alla replica.

La confidenza intima obbliga a fissare il punto.

Lo raggiunge nella sua sede con 15 minuti di trafelato anticipo.
Una lastra triangolare nero ardesia all’ingresso, porta scolpita in caratteri romani cubitali
“Dr. Fantastico”.
Sotto la scritta, legge: “Qui una breve lezione porterà a grandi cambiamenti”.

A questa specie di messaggio coagulato è consacrata la sua fantasia.
Un sentimento visto attraverso il velo iridescente della mente.

Perché incontrare qualcuno è un’esperienza di puro Amore.

Attizzare uno stato di grazia che fissa la sua attenzione attraverso l’intelligenza di un maschio affascinante e sapiente.

Seguono i dialoghi, la cena, la musica; tutta l’inutile teoria che Lei accetta a scapito della propria urgenza.
Potrebbe approfittarne delle pause per sfoderare tutto il suo sapere.
Vantare il rapporto con il sistema nella funzione ecologica della biodiversità; distribuire i diversi flussi d’energia nell’interazione reciproca di uno scambio eolico binario.

Ma l’atto rivela solo ciò che non si vede in una facondia silenziosa dove tutto tace, tranne l’estasi affidata alle sequenze concilianti.

Sono saliti di sopra flirtando sulle note di una canzone lenta di Jimy Hendrix.

Si spogliano.
Lei ha la lingua impastata; nella sua bocca tutto il linguaggio eufemico, erotico, mistico, poetico, in codice segreto si è dileguato.
La Luna che filtra dai vetri la rende emotiva; sta luccicando tra le nuvole e se la ritrova a cavalluccio sopra.

Rimane sedotta dall’onniscienza di un uomo commosso e leale; nell’amplesso prode e sincero che non si sacrifica, ma si porge.
Mani, bocca, collo, capelli, lingua, braccia, gambe, ombelichi, peli, lingue, occhi, orecchie, ventri, natiche, gomiti, caviglie, anche.
Sporgenze, rientranze.

Tutte le zone del corpo si fondono in un unico grumo di desiderio.
Lo spirito prediletto e infatuato corteggia e seduce la carne; quella ragione importuna che il rapimento non si convince mai a disdegnare.

Baci, vezzi, carezze.
La venazione delle superfici si perde in un labirinto di sensibilità estetica; nel reticolato d’innumerevoli impulsi nervosi che s’inseguono e intersecano da soli.

L’incontro finisce per ammaliare il ragionamento fino a portarlo a tacere e ignorarlo senza fine.
Una nuova affermazione dell’innato istinto.
La permuta in linfa per ogni esistenza godibile.

Lui s’introduce nelle pieghe del corpo e riduce l’increspatura dei nocumenti.
La copula colta all’aria è sublimata nella giusta appartenenza d’essere.
Il gemito si fa rinomanza al buio in una strategia di vagheggiamento che insegue le labbra e rompe la quiete.

Il piacere enorme aleggia in emersione enfatica.
L’intimità celebra un rito dolce e perpetuo; nel dono della comunanza infiocchettato in un discorso d’Amore e sigillato da un nodo ellittico, purpureo e concupiscente.

Così la sensibilità cronica diviene materia ed il gioco della Passione disdicevole rimane impresso nella celebrazione dell’eloquenza incarnata.

Fare colazione dopo il sesso è il miglior nutrimento del mondo.
E’ già il giorno dopo inoltrato e Lei succhia e lecca le centinaia di calorie di zucchero e miele sino a che non s’impregnano nel suo ventre.

L’umidità intorno non rimane volgarmente in evidenza; lontano dall’opporsi uno sull’altro, ravviva in limpidezza tutto lo spazio interno in una gran promessa d’affezione.

La variante presieduta è una sublime litania d’emozione.

Nell’ora dell’aperitivo rimangono accoccolati sulla stessa poltrona vicino al camino.
Piacevole e impagabile tangere questa sapiente intesa e poter pensare che possa sopravvivere in lontananza.
Rievocano ridendo tutti gli attimi davanti a un corposo Kir de Bourgogne.
Non sono mai stati così bene e sanno già che c’è solo un’occasione.

Lo stato provvisorio di chi crede veramente.
L’ambiguità emotiva di una tristezza necessaria e una gioia appassionata, ove in mezzo si coglie sempre la lezione perfetta.

Ogni volta è un mattino nuovo.
Un altro di quei giorni in cui il Mare, il Sole e la Luce non significano niente.
E’ il momento di penetrare in quel luogo segreto per carezzare delicatamente il punto in cui lui esiste ancora.
Sono le vibrazioni da svelare in giornate apatiche come questa, in cui tutto sembra insopportabile.

Adesso può uscire di casa, senza tirarsi a lucido con il vestito bello, il ricciolo studiato e il trucco sapiente.

L’aspetto esteriore non ha nessuna importanza.
Conta solo il resto.

Perché incontrare qualcuno è un esercizio di puro Amore.

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