Ferite

Come punta di spillo
trafigge
Non s’ode
lamento, nè grida

Tutt’intorno
rimane perfetto
Nessun eco
rimbomba nell’aria

Solo il cor
dello strazio
è presente
e grondante
di lacrime amare

S’accarezza ferite
remote
che riaffiorano
uguali e diverse

E le rughe del viso
al confronto
sono soffi di vento
leggero

Perchè i segni
che il dolor lascia
dentro,
come oceani di acque
profonde

Alla luce del sol
son nascosti
ma nel petto
li senti bruciare.

 

7 pensieri su “Ferite”

  1. Bellissima, è vero le ferite che non si vedono fanno piu’ male, e a volte sono incurabili.
    Grazia

  2. Ma nel petto li senti bruciare
    e sono un tormento che non puoi gridare
    perchè non c’è cura che possa lenire
    ferite lontane che non posson guarire.
    Bravissima Elisa hai descritto ciò che in tanti proviamo nella vita, in maniera decisa ma in punta di………….. penna.
    Complimenti.
    Ciao. QS-TANZ.

  3. alla luce del sole non le puoi vedere ne’ le puoi sentire, le ferite più profonde sono quelle che non hanno voce, quelle che nel silenzio dell’anima ti straziano, quelle che nella solitudine ti tolgono il respiro e la lucidità. ciao

  4. Acuta eco, acuta poesia che lascia i segni di un lacerante passaggio, è pieno, è irto di aghi, come attesta la scelta stessa delle parole.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *