Adulti senza domani

“Bambini e adulti assenti. Osserva i loro gesti, non sei stufo della ripetizione quasi liturgica di questi meccanicismi senza senso? E poi genitori, serve ancora chiamarli tali quegli inetti? Fanno tanto gli amiconi dei figli, li proteggono da tutto e non insegnano loro a vivere”.
Emanuele era incazzato come la notte, e la notte si sa che è nera.  Luca lo ascoltava, anche lui con i coglioni girati, di tre quarti come i profili egizi.
“Hai ragione Ema, ma non puoi farci nulla. Puoi solo cercare di essere migliore di loro, anzi la migliore versione di te stesso, trasmettere i veri valori ai tuoi figli o a chi verrà dopo di te”.
“Non credo Luca, non riesco a prendermi responsabilità più grandi di me. E poi la società, lo corromperebbe. Ridurrebbero mio figlio a un’ameba pseudosenziente”.

Il dialogo si stava facendo interessante, quando una ragazza si mise a sedere nello stesso tavolo a cui erano seduti i due ragazzi. Portava una pelliccia rosa e degli occhiali osceni.
“Pure la Pantera Rosa dovevamo beccare. Dai si è fatto tardi, ci vediamo domani e finiamo il discorso iniziato oggi”.
“Va bene Ema ci, vediamo domani. Salutami i tuoi”.
“Non mancherò, porta anche tu i tuoi saluti a casa”.

Dopo essersi dati appuntamento per il giorno successivo, ciascuno dei ragazzi riprese la strada di casa. Entrambi erano figli unici, entrambi avevano amato donne sbagliate e soprattutto entrambi erano ben consapevoli di far parte di una specie in via di estinzione, ragazzi di sani principi a cui la vita aveva rubato molto, ma che non si erano mai arresi. Avevano ricevuto schiaffi e subito umiliazioni, ma si erano sempre rialzati per ripartire. Era rimasto poco di ciò che si erano lasciati alle spalle, il mondo era cambiato assieme a loro. Non perché erano cresciuti, non perché non erano più bambini. Si tratta di due cambiamenti concomitanti, ma senza nesso di causalità. Rimaneva amarezza, un pizzico di speranza e rabbia. E la vista di tante vite spente, come sigarette anonime calpestate sul ciglio della strada.

Un pensiero su “Adulti senza domani”

  1. Senza un domani c’è solo la Signora della notte e finché il cuore batterà nel corpo ognuno ha il diritto e il dovere di pensare a quel domani che, in ogni modo, deve costruirsi. Il periodo storico è dei peggiori ma i valori vanno insegnati, recepiti e tramandati, sono armi per vincere e creare il futuro e soprattutto dobbiamo crederci.
    Un saluto.
    Sandra

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